Categoria: Notizie

Giovani e prospettive per il futuro: oggi e domani a Milano due eventi con Eleonora Voltolina e Alessandro Rosina

Oggi e domani due eventi a Milano per parlare di giovani, futuro, lavoro, stage. Il primo appuntamento è per questo pomeriggio all'università Cattolica: il dipartimento di Scienze statistiche promuove l'incontro "Generazione in crisi - Essere giovani nell’Italia degli anni Dieci". La tavola rotonda si aprirà con le relazioni di Alessandro Rosina, docente di demografia della Cattolica e autore del libro Non è un paese per giovani, [scritto a quattro mani con la giornalista Elisabetta Ambrosi - nell'immagine, la copertina], e di Roberto Torrini della Banca d’Italia, autore tra l'altro qualche anno fa di una pubblicazione dal titolo evocativo, Il divario generazionale, pubblicata sul sito Neodemos.it. A seguire si aprirà il dibattito, che coinvolgerà Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti; Sergio Nava, giornalista di Radio24 e autore del libro La fuga dei talenti; Luca Quaratino ricercatore dell'università Iulm e della Fondazione Istud; Nicoletta Vittadini, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi della Cattolica; e Marco Albertini, ricercatore della stessa materia presso la facoltà di Scienze della formazione dell'università di Bologna. A moderare Paolo Balduzzi, 34 anni, che in Cattolica è ricercatore in Scienza delle finanze e cura anche il sito degiovanimento.com. L'appuntamento è nella Cripta dell’aula magna della Cattolica, in Largo Gemelli 1, alle 14:30.Domani poi il dibattito fa il bis a Cassina De' Pecchi, alle porte di Milano, grazie all'iniziativa dell''associazione giovanile Fuori la voce che ha organizzato l'incontro "L'Italia è un paese per giovani? Speranze, illusioni e prospettive per le nuove generazioni in Italia" [qui a sinistra, un particolare della bella locandina dell'evento]. A parlare di nuovo Rosina, Voltolina e Balduzzi: i ragazzi dell'associazione, nata nel 2007 con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita delle nuove generazioni su quel territorio, hanno anche preparato per l'occasione alcuni video, che verranno trasmessi nel corso della serata, per fare il punto su stage, degiovanimento e risveglio generazionale. Alle 21 presso l'aula consiliare di Cassina De' Pecchi (piazza De Gasperi 1, metropolitana verde direzione Gessate).Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- «Non è un paese per giovani», fotografia di una generazione (e appello all'audacia)- La lezione di Rita Levi Montalcini: i giovani devono credere in se stessi nonostante tutto e tutti- AAA Diritto al futuro cercasi, domenica 15 novembre dibattito sui giovani alla Rassegna della Microeditoria a Chiari

Sei opportunità di stage da 1100 euro al mese al Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Stoccolma: candidature aperte fino al 30 aprile

Scade il 30 aprile il termine per candidarsi agli stage dell’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie [nell'immagine, l'edificio "Tomteboda" che lo ospita, all'interno del campus del Karolinska Institutet], agenzia dell’Unione europea che ha sede a Stoccolma, in Svezia, e che si occupa di individuare, valutare e rendere pubbliche eventuali minacce per la salute derivanti da malattie infettive. Un’opportunità per svolgere un periodo di stage retribuito, della durata variabile dai tre ai sei mesi (a seconda della disponibilità del candidato), che offre l'occasione di migliorare le proprie competenze e lavorare in un ambiente internazionale. L’ECDC riserva ai partecipanti un rimborso spese di poco meno di 1100 euro netti al mese, più le spese di viaggio sostenute all’inizio e alla fine del periodo di tirocinio per raggiungere Stoccolma e, viceversa, per tornare al proprio luogo di residenza. I posti a disposizione nella seconda tornata del 2010 sono sei: per partecipare è necessario essere in possesso di laurea (o di un titolo equivalente al momento della presentazione della domanda) e avere una buona conoscenza della lingua inglese e di un’altra lingua ufficiale dell’UE. La candidatura può avvenire solo online: per inoltrarla basta mandare una email all’indirizzo di posta elettronica traineeship [chiocciola] ecdc.europa.eu allegando: un dettagliato curriculum vitae in formato europeo e in lingua inglese; una copia (solo in lingua inglese) in formato pdf della lettera disponibile sul sito dell'ECDC; una copia del titolo di studio; altri titoli pertinenti. Il programma di stage è aperto ai cittadini di tutti gli stati membri dell’area economica europea (paesi dell’UE, Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e i paesi candidati all’ingresso nell’Unione. Clinica delle malattie infettive, microbiologia, sanità pubblica, epidemiologia, statistica e/o modelli di malattie infettive, scienze sociali, informatica medica, comunicazione scientifica e/o del rischio, programmi di valutazione: sono questi i settori tra i quali è ricercato il maggior numero di stagisti. L’ECDC concede comunque l’opportunità di stage anche a laureati di altre facoltà per funzioni di supporto: ad esempio, information technology, affari legali, comunicazione interna, gestione del personale. Ma cosa faranno a Stoccolma gli stagisti? Non ci sono incarichi stabiliti: dipendono dal piano di lavoro annuale e dalle priorità dell’ente. Ogni anno il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie [nell'immagine a sinistra, l'homepage del sito] può ospitare un massimo di dodici stagisti, suddivisi in due semestri (la scadenza del bando è fissata al 30 gennaio e al 30 aprile): nel 2009, a fronte di 199 domande pervenute (71 nel primo e 128 nel secondo semestre), sono stati inseriti soltanto sei stagisti. Nel primo bando del 2010, scaduto a fine gennaio, sono invece pervenute 131 richieste. Negli ultimi due anni, il bilancio messo a disposizione dall’ECDC per gli stage è stato in media di 64mila euro; dei dodici stagisti reclutati negli ultimi 24 mesi, tre erano italiani e ben undici erano donne. L'età media? Un po' meno di 28 anni. Enza CivalePer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Tirocini da oltre mille euro al mese all'ufficio dell'Ombudsman europeo: c'è tempo fino a 30 aprile per candidarsi- 140 stage da mille euro al mese al Parlamento europeo: al via il nuovo bando per i tirocini Schuman, candidature aperte fino al 15 maggio

A Milano il career day Diversitalavoro: per stranieri e portatori di handicap in cerca di impiego, contro ogni discriminazione

Giovedì 22 aprile Sesto San Giovanni ospita la quarta edizione milanese di Diversitalavoro, il career day organizzato da Synesis Career Service, Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le pari opportunità e Unar per combattere discriminazioni e disuguaglianze: il payoff dell'evento recita infatti «Cerchiamo talenti a cui offrire pari opportunità nel mondo del lavoro». L'appuntamento con i responsabili risorse umane delle 18 aziende partecipanti, dalle 10 alle 17 presso la sede di Abb in Via Luciano Lama 33 (metropolitana rossa, fermata Sesto Marelli), è riservato esclusivamente a portatori di handicap e stranieri.Il mondo dei colloqui e degli incontri con i recruiter aziendali, per fortuna, riserva anche questo: un'occasione concreta per favorire il difficile ingresso sul mondo del lavoro per le categorie più svantaggiate. Lo dimostra il successo riscontrato dal progetto nelle sue passate edizioni. Tra il 2008 e il 2009 sono state più 150 le offerte di lavoro concrete da parte di 30 società.Claudio Soldà [nella foto], segretario generale della Fondazione Adecco, spiega ai lettori della Repubblica degli Stagisti la filosofia alla base dell'evento: «Il mercato del lavoro italiano ha una soglia molto bassa di attenzione e di consapevolezza verso le disuguaglianze. Nella vita di tutti i giorni, purtroppo, siamo abituati a lasciarci scorrere addosso molte forme di discriminazione che sul lavoro diventano ancora più gravi. L’iniziativa Diversitalavoro è volutamente provocatoria, perché invita a partecipare chi di norma è escluso dalle opportunità nel mondo del lavoro e, viceversa, lascia fuori tutti gli altri». Soldà assicura che nelle edizioni passate lavoratori e aziende si sono confrontati esclusivamente sugli aspetti professionali, lasciando da parte ogni discorso su condizioni di salute o provenienza geografica. «Anche quest’anno, i partecipanti troveranno un campo di discussione già sgombro da ogni potenziale rischio di discriminazione. Speriamo che quanto appreso in questa occasione venga poi trasferito alle prassi aziendali e trovi riscontro in una futura crescita professionale dei lavoratori».Gli fa eco Gianfranco Romano, responsabile dei progetti diversity di Fondazione Sodalitas: «Con questo open day vogliamo far emergere talenti che altrimenti risulterebbero sottoesposti, senza alcuna possibilità di brillare nei normali circuiti di gestione delle risorse umane. Il riscontro è positivo sia dalle aziende, che in molti casi hanno partecipato a più di un'edizione dell'incontro, sia dai partecipanti». Il Diversitalavoro, per ora, è in programma solo a Roma e a Milano: improbabile una sua trasposizione in altre città d'Italia, in particolare nel meridione. «Il problema è che difficilmente riusciremmo a coinvolgere un numero sufficiente di aziende», commenta Romano. «Salvo poche eccezioni, solamente le grandi società hanno il tempo e le risorse da dedicare a eventi del genere. A Milano il bacino di imprese potenzialmente interessate è già più ampio che a Roma, dove abbiamo registrato la metà dei partecipanti. Meglio, allora, pensare a soluzioni alternative come la creazione di un punto d'incontro online con un database dei curriculum raccolti».Tra le aziende partecipanti a Diversitalavoro ci sono anche JT International Italia e Leroy Merlin, due delle aziende virtuose che aderiscono all'iniziativa Bollino OK Stage della Repubblica degli Stagisti. «Il fine dell’evento, ovvero facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità e di origine straniera, corrisponde in pieno a uno dei nostri valori principali, cioè considerare le differenze come valore aggiunto delle persone all’interno dell’organizzazione, integrandole in un ambiente lavorativo sinergico ed aperto al confronto» spiega Marianna Fabiani dell'ufficio risorse umane di JTI: «Da noi ciascuno viene assunto per il suo bagaglio di competenze e capacità, seguendo un percorso di selezione trasparente e uguale per tutti: siamo tutti uguali e diversi, e questa è la nostra forza».Andrea Curiat

Se trovare lavoro è una battaglia, meglio affilare le armi 2.0: mercoledì 21 aprile tavola rotonda al Jobmeeting di Napoli

Mercoledì 21 aprile a Napoli appuntamento con il JobMeeting, giunto ormai alla tredicesima edizione nella città partenopea: per tutti i ragazzi che cercano di compiere manovre di avvicinamento al mondo del lavoro, la fiera del lavoro apre i battenti alle 9 del mattino e prosegue fino alle 5 del pomeriggio presso la facoltà di Ingegneria dell'università Federico II° (piazzale Tecchio 80). Decine di stand dove raccogliere informazioni su questa o quell'azienda, sui profili ricercati, sulle opportunità di inserimento e di carriera.Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti, sarà presente all'evento dalle 14 alle 16 con la tavola rotonda "Trovare lavoro è una battaglia? A voi le armi 2.0: cv, stage e web": insieme a lei Roberto Marabini, giornalista e direttore del sito Lavoratorio.it (già protagonista delle videopillole con i consigli su come trovare e rispondere agli annunci); Giulio Xhaet, new media specialist; e Sabrina Mossenta, country manager di Viadeo per l'Italia. I quattro parleranno di come si può utilizzare oggi il web anche per cercare lavoro; del modo migliore per valutare annunci e proposte di stage o di lavoro evitando le fregature; delle potenzialità dei social e professional network per allargare la propria rete di conoscenze; e di come trasformare il proprio cv da tradizionale a 2.0, con particolare attenzione all'innovativo concetto di personal branding. E naturalmente si metteranno a disposizione del pubblico per chiarimenti e consigli.L'ingresso all'evento è libero e gratuito. Tra gli stand, oltre alle imprese, anche molti enti di formazione, per chi vuole arricchire il suo cv o specializzarsi: per esempio la Business School del Sole 24 Ore, la Fondazione Cuoa, la MIB School of Management. L’elenco aggiornato di tutti gli espositori è disponibile sul sito Jobmeeting. I ragazzi potranno anche usufruire di un servizio gratuito di revisione del proprio curriculum vitae, a cura degli esperti di Trovolavoro.it che insieme a Cesop organizza e promuove i Jobmeeting.Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Ingegneria ma non solo: quali sono le lauree più utili per trovare lavoro?- Neolaureati, le aziende vi vogliono così: ecco i risultati dell'indagine Cilea - Stella- Trovare lavoro dopo la laurea o il master, attenzione alle percentuali di placement: a volte possono riservare sorprese- Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage

Tirocini da 1200 a 1400 euro al mese all'ufficio dell'Ombudsman europeo: c'è tempo fino a 30 aprile per candidarsi

Sono aperte fino a venerdì 30 aprile le candidature per la prossima tornata di tirocini presso l'Ombudsman dell'Unione europea. Di cosa si occupa questo ufficio? Il Mediatore europeo (che in inglese si chiama European Ombudsman, in francese Médiateur européen - nell'immagine qui a fianco, il logo) si occupa di cattiva amministrazione nell’azione delle istituzioni ed organi dell’UE vigilando quindi sull'operato della Commissione, del Consiglio, del Parlamento, della Fondazione europea per la formazione professionale, dell’Agenzia europea dell’ambiente etc. Può aprire le indagini sulla base di denunce oppure di propria iniziativa. Per "cattiva o carente amministrazione" si intendono quei casi in cui un’istituzione non agisce nel rispetto della legge, non rispetta i principi della buona amministrazione oppure viola i diritti umani, commettendo per esempio abusi di potere, non rispondendo alle richieste dei cittadini, rifiutando di dare accesso alle informazioni o ritardando ingiustificatamente risposte e azioni.Ogni anno l'ufficio [qui sotto, il team in una foto di gruppo del febbraio 2009] ospita una quindicina di stagisti, suddividendo sia il bando di partecipazione sia l'avvio dei tirocini in due tornate: le candidature di cui si parla qui si riferiscono al september training period, per il quale verranno selezionati circa 5 stagisti e che prenderà avvio appunto a settembre 2010. I prescelti vengono smistati tra la sede di Bruxelles e quella di Strasburgo: questo determina anche l'ammontare del rimborso spese, che per chi va nella capitale belga è di poco più di 1200 euro netti al mese, mentre sale quasi a 1400 euro per coloro che vengono inseriti nella sede principale, quella francese. L'occasione è rivolta soprattutto ai laureati in giurisprudenza, ma si può provare a inoltrare la propria domanda anche se si ha una formazione diversa; indispensabile è però una perfetta conoscenza dell'inglese - lingua in cui va anche compilato il modulo di richiesta, scaricabile in formato pdf dal sito dell'Ombudsman. Il modulo va inviato per posta alla sede dell'ufficio a Strasburgo allegando il cv, una lettera di presentazione in cui si spiegano le ragioni per cui si vorrebbe fare il tirocinio, una copia dei propri diplomi e certificati universitari/formativi, una copia di un documento di identità e una "dichiarazione finanziaria" in cui l'aspirante stagista deve autocertificare che non percepirà alcun supporto finanziario esterno durante l'eventuale periodo di tirocinio.Non è facile farcela, perché le richieste sono tante e vengono da tutta Europa: nel 2008 a fronte di quasi 300 candidature sono stati selezionati, sommando january e september period, 16 stagisti (tre di loro erano italiani); nel 2009 per 17 posti sono arrivate oltre 350 richieste (due gli italiani tra i vincitori). Dal 1997 quasi 100 giovani hanno fatto questa esperienza: in media avevano 26 anni e mezzo, il più giovane è stato un 22enne, il più vecchio un 33enne. Per gli anni passati l'Ombudsman ha stanziato 175mila euro per finanziare questo progetto. Gli stage durano quattro mesi, ma spesso vengono prorogati: in quasi la metà dei casi la durata complessiva degli stage viene ad essere di 12 mesi.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- 140 stage da mille euro al mese al Parlamento europeo: al via il nuovo bando per i tirocini Schuman, candidature aperte fino al 15 maggio- Erasmus Placement: per gli studenti universitari tirocini da 600 euro al mese in tutta Europa. Ecco come funzionano i bandi- Wto, a Ginevra gli stagisti sono pagati 1200 euro al mese (e non serve la laurea). Candidature aperte tutto l'anno

Per gli aspiranti imprenditori nove tirocini da mille dollari al mese nella Silicon Valley: aperto fino al 15 aprile il bando Fulbright BEST

C’è tempo fino al 15 aprile per presentare la domanda di partecipazione al bando Fulbright BEST [nell'immagine, l'homepage del sito] giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Possono candidarsi gli aspiranti imprenditori laureati (vecchio ordinamento e laurea magistrale), o che stiano facendo un dottorato (o l’abbiano fatto negli ultimi 5-6 anni), che non abbiano già maturato significative esperienze di studio in Usa e che abbiano meno di 35 anni. Sono preferiti i candidati con una formazione in discipline scientifiche e tecnologiche: scienze biomediche, biotecnologie e nanotecnologie, tecnologia della comunicazione, ingegneria aerospaziale e dei nuovi materiali, disegno industriale, tecnologie per la protezione ambientale e la produzione energetica. Requisito indispensabile è l’ottima conoscenza della lingua inglese comprovata dal TOEFL: il bando prevede che possano essere accettate «anche le domande momentaneamente sprovviste di certificazione linguistica», ma l'esame dovrà comunque essere sostenuto entro il mese di giugno. Il Best – Business Exchange and Student Training – promosso dall’ambasciata americana a Roma in collaborazione con la Commissione Fulbright, è realizzato grazie al contributo di donatori pubblici e privati; il comitato che segue il programma è composto da nomi illustri del mondo imprenditoriale e accademico come il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il
 presidente di Farmindustria Sergio Dompè e Francesco Profumo, 
rettore del Politecnico di Torino. Lo scopo del programma è quello di preparare (e conoscere) i giovani imprenditori più promettenti e dar loro nozioni di entrepreneurship e management per permettergli di mettere in piedi imprese orientate all’innovazione tecnologica, e si basa su un modello di collaborazione tra università, imprese e giovani laureati che mette a disposizione risorse umane e modus operandi provenienti dai migliori incubatori di business made in Usa. A disposizione ci sono 9 posti: 4 borse di studio per la graduatoria nazionale più 5 borse dedicate espressamente ai giovani toscani grazie a un finanziamento della Regione Toscana attinto dal Fondo Sociale Europeo.Le borse garantiscono la totale copertura delle spese per i partecipanti: viaggio (contributo forfettario di 1500 euro per il biglietto aereo di andata e ritorno), alloggio nel campus del Leavey School of Business Executive Development Center della
 Santa Clara University [qui a fianco, un'immagine del campus], tasse universitarie. In più i partecipanti riceveranno uno stipendio di mille dollari al mese [pari a circa 730 euro] e una copertura assicurativa medica. Ulteriore benefit: l’esenzione dal pagamento della tassa consolare e del Sevis fee per il visto d’ingresso (per maggiori informazioni sul J-1 Visa, qui il link al sito del’ambasciata degli Stati Uniti). Per candidarsi è necessario compilare e presentare, entro il 15 aprile, tre lettere di referenza in lingua inglese disponibili a questo link, riempiendo tutte le voci del form e inserirendo il testo della lettera nell’apposito spazio (è sconsigliata la redazione a mano libera). È possibile anche allegare la lettera di referenze su carta intestata e firmata dal referente. Le lettere vanno consegnate in busta chiusa a mano o a mezzo posta/corriere entro non oltre il 15 aprile (fa fede il timbro postale): dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14:30 alle 17 all’attenzione della Commissione per gli scambi culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti in via Castelfidardo 8, 00185 Roma. La Fulbright - BEST Preliminary Application 2010-2011 va compilata in tutti i moduli e dovrà essere spedita via posta elettronica all’indirizzo advorzova [chiocciola] fulbright.it; l’oggetto del messaggio dovrà essere Fulbright - BEST 2010-11 Application + il nome del candidato. Altra documentazione necessaria: copia scannerizzata del Toefl e dichiarazione di aver preso visione e accettato le condizioni del bando. Dopo una prima fase, tra aprile e maggio, di scrematura delle domande da parte del direttivo della Commissione Fulbright, in una seconda fase prevista per fine maggio i candidati preselezionati verranno chiamati a colloquio a Roma e potranno illustrare attraverso un powerpoint il proprio progetto imprenditoriale. Chi non si presenterà all'intervista, in inglese, non potrà proseguire il percorso di selezione.L’esito finale arriverà circa una settimana dopo l’orale. A giugno i selezionati potranno accedere alla fase di ammissione alla Santa Clara University curata dall’Institute of International Education (IIE) in collaborazione con la Commissione Fulbright (chi non ancora in possesso di certificazione linguistica dovrà sostenere il TOEFL test) e dovranno compilare l’application presente a quest'altro link. A fine luglio arriverà la notifica dell’approvazione finale da parte del J. William Fulbright Foreign Scholarship Board. Fino a settembre ci sarà tempo per sbrigare le procedure burocratiche relative all’emissione del modulo DS-2019 per l’ottenimento del visto J-1. Novembre sarà dedicato, invece, all’orientation program e alla firma del grant authorization, il documento ufficiale della borsa di studio. La partenza per la California è prevista a gennaio 2011, ma prima i giovani prescelti svilupperanno la loro idea imprenditoriale in Italia, a Roma, nel corso di un workshop. Una volta arrivati nella Silicon Valley frequenteranno corsi accademici su imprenditorialità innovativa, marketing, finanza e gestione aziendale e faranno uno stage di tre mesi presso una venture-backed company, un’azienda ad alto potenziale di crescita. A seguire, valutazione dei risultati con l’avvio del piano di mentoring: questa fase durerà 6 mesi e verrà ultimata in Italia assieme allo start-up. Il semestre californiano termina a giugno 2011 e prevede anche seminari presso altre due prestigiose università americane, Stanford e Berkeley. «La Santa Clara University offre opportunità formative utili ad avvicinarsi all’imprenditorialità in tutte le sue dimensioni, insieme a docenti e studenti provenienti da tutto il mondo» racconta Elisabetta Capezio, borsista 2007, nella sua testimonianza pubblicata sulla brochure  informativa del BEST: «Un corso realizzato su misura che consente di trasformare le idee imprenditoriali in business plan di nuove start-up». Al ritorno in Italia i ragazzi verranno seguiti da un mentor individuale in un percorso che si svilupperà su due versanti separati: lo Starting up, nato per affiancare chi ha già avviato un’impresa, e il Coaching, dedicato a chi decide di avviare altre opportunità professionali. Innovazione (anche nel modo di formare i futuri imprenditori) e trasferimento tecnologico sono i punti fermi dell’approccio BEST nato nel dopoguerra e che dal 1975 è diventato “binazionale”, grazie alla cooperazione e al finanziamento del Dipartimento di Stato statunitense e dal ministero degli Esteri italiano, e che negli anni precedenti ha già coinvolto oltre 30 borsisti italiani.Ilaria L. SilvuniE leggi anche:- 140 stage da mille euro al mese al Parlamento europeo: al via il nuovo bando per i tirocini Schuman, candidature aperte fino al 15 maggio- Erasmus Placement: per gli studenti universitari tirocini da 600 euro al mese in tutta Europa. Ecco come funzionano i bandi

La Fondazione Montanelli diffida Globalpress: «Non siete autorizzati a usare il nome di Indro Montanelli per il vostro corso di giornalismo»

Il percorso dell'offerta della testata giornalistica Globalpress - società editrice Kronoplanet agli aspiranti giornalisti conta anche una diffida: e precisamente quella arrivata sabato 3 aprile dalla Fondazione Montanelli Bassi, fondata e gestita dagli eredi del giornalista Indro Montanelli, scomparso nel 2001 a 92 anni.Come ricostruito nell'inchiesta della Repubblica degli Stagisti, nata dalla segnalazione di tre lettori, a partire dal settembre del 2009 la Globalpress (allora ancora col nome Servicepress) si era messa alla ricerca di stagisti. Col tempo, però, aveva progressivamente modificato la sua offerta, pubblicizzando prima uno stage a pagamento (in cui il concetto di rimborso spese veniva rovesciato, e agli stagisti veniva chiesto di pagare), poi un corso a pagamento, e infine un "master". Le offerte, disseminate sui principali siti che permettono di pubblicare annunci gratuitamente (Bakeca, Primaonline, Studenti.it…), sono nella maggior parte dei casi ancora online.Il problema è che la parola stage nelle inserzioni "tira" e attira molto più di altri termini, come corso o master, prima di tutto perchè perché sottintende un contatto diretto con il mondo del lavoro e una prospettiva di assunzione (tra l'altro, spesso confermata da Globalpress sia nei titoli sia nei testi delle inserzioni), e in secondo luogo perchè solitamente gli stage non si pagano, mentre corsi e master sì. E allora cosa fare quando, dopo le richieste di chiarimenti della Repubblica degli Stagisti, i responsabili del progetto Alfredo Iannaccone e Vito Bruschini - entrambi giornalisti pubblicisti - si sono resi conto che non era opportuno usare l'allettante parola stage per pubblicizzare la loro offerta? Per attirare l'attenzione del pubblico, la Globalpress ha scelto quindi a partire dalla fine di febbraio di intitolare il suo corso-master di giornalismo al più grande giornalista italiano del Novecento, Indro Montanelli, editorialista del Corriere della Sera e fondatore di due quotidiani (Il Giornale, fondato nel 1974; e La Voce, in edicola dal 1994 al 1995). Senza però preoccuparsi di chiedere l'autorizzazione alla Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio [nell'immagine in alto, l'homepage del suo sito], che naturalmente detiene il "copyright" di questo nome ed è la sola che può decidere a chi farlo o non farlo utilizzare, e per cosa.La Fondazione fa sapere alla Repubblica degli Stagisti di essersi accorta della presenza in Rete del "corso base Indro Montanelli - Globalpress Italia" solo il 3 aprile, attraverso un avviso del sistema "Google Alert" che segnala quando su determinati siti internet appaiono le parole chiave a cui un utente si è registrato. La Fondazione si è subito attivata contattando il referente indicato sull'annuncio, Iannaccone, e diffidandolo dall'utilizzare il nome di Montanelli per il corso di giornalismo a pagamento della Globalpress: «Non risulta alcuna richiesta per utilizzare il nome e il cognome di Indro Montanelli per il vostro corso», scrive la Fondazione a Iannaccone, «Nome che comunque  nessuno è autorizzato a utilizzare per alcuna iniziativa, salvo quelle alle quali lo stesso Indro Montanelli acconsentì in vita». E dopo questa premessa, la vera e propria diffida: «Vi invitiamo pertanto a cancellare il riferimento a Indro Montanelli dal sito e dal corso». La risposta arriva a strettissimo giro di posta, alla Fondazione, non da Iannaccone ma direttamente da Bruschini: che cade dalle nuvole, afferma che non pensava di commettere un illecito utilizzando il nome di Montanelli senza l'autorizzazione dei suoi eredi, e promette di esaudire le richieste della Fondazione.Lo ha fatto? Sì e no. Dal sito ufficiale della testata giornalistica, nella pagina dedicata alla promozione dell'offerta, è in effetti scomparso il nome: ora si intitola semplicemente "Corso base di giornalismo Globalpress Italia". Però sono tuttora attivi tutti gli annunci che Globalpress aveva pubblicato su Internet prima del 3 aprile, in cui è presente (talvolta anche nel titolo stesso dell'annuncio) il titolo precedente "Corso base di giornalismo Indro Montanelli della Globalpress Italia". A tutt'oggi quindi risultano attivi e visualizzabili dal pubblico tre annunci su Bakeca.it, uno datato 25 marzo, un altro 31 marzo e un altro ancora 2 aprile, uno sul sito Emagister specializzato nella promozione online di master e corsi [nell'immagine qui a fianco, un dettaglio], due su Immediapress (il primo datato 28 febbraio, il secondo 28 marzo), uno su Tuttoannunci.org che risulta online da giovedì 1 aprile, e poi ancora una notizia sul sito "Piccoli giornalisti" online da venerdì 2 aprile.E così chiunque si imbatta in queste inserzioni può ancora cadere in errore, pensando che il nome prestigioso di Indro Montanelli - a cui vengono chiaramente associati credibilità, reputazione e importanza specialmente in ambito giornalistico - c'entri qualcosa con questo stage-corso-master a pagamento organizzato dalla Globalpress - Kronoplanet.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Aspiranti giornalisti, attenzione agli annunci di stage a pagamento in Rete: la richiesta di help di tre lettori- Globalpress, Kronoplanet, Servicepress: radiografia delle società e cronologia degli annunci in Rete- Vito Bruschini, direttore di Globalpress e amministratore di Kronoplanet: «Nessuna promessa di assunzione. I 300 euro che chiediamo ai ragazzi? Soltanto un rimborso spese»E anche:- La Repubblica degli Stagisti al servizio dei lettori: al via la nuova rubrica «Help»

Globalpress, Kronoplanet, Servicepress: radiografia delle società e cronologia degli annunci in Rete

Sei mesi di stage e «successivo contratto di assunzione»: è l'ottima prospettiva contenuta in un annuncio pubblicato su Bakeca.it il 2 gennaio 2010 dalla Globalpress / Kronoplanet, che nel testo si autodefinisce «agenzia di stampa internazionale, quotato service editoriale». Il riferimento a cui mandare la propria candidatura è servicepress [chiocciola] yahoo.it. Un indirizzo mail non nuovo: sempre su Bakeca.it, circa quattro mesi prima, a settembre 2009, era stato pubblicato un annuncio simile. L'azienda era però indicata con un nome differente: Servicepress srl. La proposta di questo stage era stata ripresa anche dalla facoltà di Sociologia dell'università La Sapienza di Roma nella Newsletter Afe ("Attività formative esterne") indirizzata ai propri studenti. Sempre nello stesso periodo, il 12 settembre 2009, Servicepress aveva messo online su Immediapress un altro annuncio per la ricerca «con urgenza» di uno stagista «per una  nuova agenzia di stampa romana che inizierà le pubblicazioni dal 1 ottobre 2009». L'agenzia in questione, come si leggeva nel titolo dell'annuncio, era Qol (quotidiano online dei quartieri di Roma), testata tutt'ora attiva e registrata presso il Tribunale di Roma (dal novembre 2009: la registrazione  è quindi avvenuta due mesi dopo l'annuncio).Ma chi è questa Servicepress? La Servicepress srl, pur apparendo come una società a responsabilità limitata, non risulta iscritta al registro delle imprese – quando invece secondo la legge 580/93 tutte le srl avrebbero l'obbligo di iscriversi.Nell'annuncio pubblicato il 2 gennaio su Bakeca.it oltre all'indirizzo email viene riportato anche un numero di cellulare. Questo stesso numero lo si ritrova in un altro annuncio, pubblicato il 16 gennaio su Bakeca.it e nella sezione lavoro di Primaonline (testata web di Prima comunicazione) e il giorno successivo (17 gennaio) anche su Studenti.it [nell'immagine qui a fianco]. A metterlo online è la Globalpress / Kronoplanet srl. Questa volta, però l'offerta è ben diversa: malgrado anche qui il titolo dell'annuncio sia molto promettente («la Globalpress Italia cerca giornalisti da assumere in redazione dopo stage»), nel testo poi si scopre che si tratta di uno stage-corso di tre mesi e a pagamento: il link a cui fare riferimento è www.globalpress.it (sito rimasto non funzionante fino  alla metà di marzo). Su Infojobs l'annuncio viene pubblicato il 28 gennaio, e lì è chiaramente specificato che il tipo di contratto è uno «stage / internship» e che l'inquadramento sarà «stagista / tirocinante»: il sito informa che ad oggi oltre 500 persone hanno risposto a questo annuncio. Il rimborso spese è previsto, ma al rovescio: gli stagisti dovranno pagare 300 euro, 100 al mese, alla Globalpress / Kronoplanet. All'allievo più meritevole viene garantita l'assunzione, per i migliori si prospetta un contratto di collaborazione. Il referente a cui rivolgersi per avere informazioni è Alfredo Iannaccone. Iannaccone, 32 anni, è un giornalista iscritto all'elenco pubblicisti dell'Ordine dei giornalisti della Campania dal 2000 (come si evince dall'annuario dell'Ordine) e vicepresidente del consiglio di amministrazione della società cooperativa Global Press Italia, registrata alla Camera di commercio di Roma nel dicembre del 2006. Dalle informazioni reperite dalla Repubblica degli Stagisti, la redazione di Globalpress è composta dal direttore Vito Bruschini (giornalista iscritto all'Ordine del Lazio dal 1979, nell'elenco pubblicisti) e dallo stesso Iannaccone, coadiuvati da un caporedattore, da un altro "consigliere" e da quattro collaboratori: in totale quindi otto giornalisti, di cui presumibilmente ben pochi con un contratto di lavoro dipendente. La GlobalPress è  una testata regolarmente registrata presso il Tribunale di Roma dall'aprile 2007, ma in quanto società cooperativa (attività principale: editrice), risulta inattiva. La sede legale è in via Giuseppe Gioacchino Belli 39, in zona Prati. La società Kronoplanet, invece, è una srl iscritta al registro per le imprese di Roma dal 29 maggio del 2003 e ha come amministratore unico sempre il giornalista Vito Bruschini: ha sede legale in via Massaciuccoli 97 (l'indirizzo è indicato online dalla stessa Kronoplanet; sulle visure ufficiali risulta il civico 87). Nell'annuncio pubblicato il 16 gennaio su Primaonline appare la sola Kronoplanet, ma il referente è sempre Iannaccone e l’indirizzo mail risulta lo stesso, quello con dominio globalpress.it. Diverse testate ruotano intorno a Globalpress, Kronoplanet e Servicepress: Qol - QuartieriOnLine, il portale Donnacult.it, il periodico online Notiziariodivino, l'Osservatore Balcanico. Servicepress inoltre era legata, almeno fino al 2007, al periodico Il Litorale, registrato al tribunale di Civitavecchia nel maggio del 2007: Iannaccone ne era il direttore responsabile, e l'email era di nuovo servicepress [chiocciola] yahoo.it. Oggi il Litorale non esiste più. Insomma, una ragnatela di società e testate i cui rapporti non sono sempre facili da ricostruire. Di certo gli annunci sono sempre pubblicati dalla stessa azienda: dove non corrisponde il nome, infatti, ci sono in comune indirizzi email e numeri di telefono. La cosa più rilevante, però, è che il contenuto e quindi la sostanza di questi annunci sono radicalmente cambiati nel corso degli ultimi sei mesi: all'inizio (settembre 2009, inizio gennaio 2010) si trattava della ricerca di uno stagista - al quale non veniva garantito un rimborso spese, ma neppure chiesto di tirare fuori dei soldi - con l'esplicita prospettiva di un posto di lavoro al termine del tirocinio. Poi (dal 16 gennaio in poi) lo stage è diventato a pagamento, accompagnato da un corso: resta sempre per "il migliore", la promessa di un contratto, ma nel frattempo la Kronoplanet / Globalpress si mette in tasca 300 euro per ogni aspirante giornalista, cioè stando ai numeri forniti da Iannaccone e Bruschini, più o meno 30mila euro. Ad aprile infine un'altra metamorfosi: lo stage divenuto stage-corso divenuto corso si trasforma addirittura in master.Ed ecco nel dettaglio questi ultimi cambiamenti. Dopo che la Repubblica degli Stagisti aveva contattato e intervistato Bruschini e Iannaccone, il 3 marzo su Bakeca.it era apparsa una nuova inserzione, dove finalmente le cose venivano chiamate con il loro nome: il titolo dell'annuncio era «Corso di giornalismo della Globalpress Italia» [corso che per la cronaca porta il nome di Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano, scomparso nel 2001 – la Repubblica degli Stagisti sta verificando proprio in questi giorni se gli Eredi Montanelli e la Fondazione Montanelli Bassi fossero a conoscenza di questo fatto e avessero dato il loro consenso all'utilizzo del nome del giornalista per il corso]. Una coincidenza che in questo annuncio la parola stage, precedentemente utilizzata, non appaia più?Purtroppo però tra la fine di marzo e l'inizio di aprile sono apparsi nuovi annunci in cui riappare la parola stage, e non solo: si torna a a fare promesse di assunzione, e si promette addirittura un viaggio in Canada. Ecco la panoramica: il 25 marzo su Bakeca.it appare l'annuncio «Stage-corso di giornalismo dell'agenzia Globalpress Italia»; il 28 marzo, attraverso un altro annuncio sempre sullo stesso sito, la Globalpress cambia parzialmente pelle autodefinendosi «primo social network di giornalismo al mondo seleziona aspiranti giornalisti». Cioè, come si legge nel testo dell'inserzione: «Il service editoriale Globalpress Italia, nato inizialmente come agenzia per gli italiani nel mondo e oggi il primo social network mondiale di giornalismo [...] con corrispondenti da ogni parte d'Italia e del Mondo, organizza il primo corso base di giornalismo e nel contempo cerca aspiranti giornalisti per la propria redazione»; poco più avanti, nell'annuncio si legge che i cv verranno smistati e saranno i responsabili della Globalpress a decidere chi farà il corso (pagando 300 euro) e chi farà invece direttamente il «tirocinio, dai 3 ai 6 mesi di formazione-lavoro, un percorso da cronista vero, quotidiano, al termine del quale inizierà il periodo da praticante per l'albo nazionale». Contemporaneamente, nella pagina "offerte di lavoro" del sito Primaonline.it viene pubblicato l'annuncio «Stagista per corso di giornalismo fine assunzione» [nell'immagine qui a destra], in cui si legge «corso di giornalismo finalizzato all'assunzione nella nostra struttura editoriale». La confusione regna sovrana. A partire dal 29 marzo all'offerta viene aggiunto un elemento: un viaggio di 3 mesi in Canada («Corso base di giornalismo Indro Montanelli della Globalpress Italia. E nel 2011 con noi scopri il giornalismo in Nordamerica»), «per gli elementi più validi» (viaggio non ben specificato a spese di chi). Un annuncio simile appare anche su Kijiji il giorno precedente, 3 aprile: nel testo si legge «Nel 2011 il social network del giornalismo Globalpress Italia ti porta in Canada. Tre mesi di lavoro nella redazione di un grande giornale italiano in Nordamerica. Una esperienza unica solo per i migliori elementi del nostro staff prescelti da questo corso». Il 4 aprile Iannaccone si spinge a promettere nel titolo dell'annuncio su Bakeca «l'occasione della vita, tre mesi nel grande Canada» e a tirare in ballo nel testo dell'annuncio su Primaonline addirittura il ministero degli Affari esteri [anche qui, la Repubblica degli Stagisti sta verificando se il ministero ne fosse a conoscenza]: «Giovani giornalisti italiani in Nordamerica: l'occasione della vita. Vuoi lavorare per tre mesi in Nordamerica e imparare la vita vera di redazione all'interno di un giornale italiano gestito dal ministero degli Affari Esteri? La Globalpress [...] porta i giovani giornalisti italiani dall'altra parte del mondo. Uno dei nostri principali clienti, responsabile del piu importante giornale italiano del West Canada ti offre l'opportunità della tua vita. Tutto questo nel 2011 e per i migliori giornalisti che avranno sostenuto il nostro master di giornalismo e saranno stati prescelti tra i migliori del 2010». Infatti nel frattempo questo corso si è trasformato addirittura in un master: anche in un nuovo annuncio pubblicato su Primaonline il 1° aprile si legge infatti che «l'agenzia stampa Globalpress Italia [...] organizza un master in giornalismo [...] finalizzato all'assunzione nella nostra redazione». E non è tutto. In un ennesimo annuncio, pubblicato il 2 aprile, viene promessa nel titolo la possibilità di diventare giornalisti professionisti attraverso questo corso: «Giornalismo: diventa professionista con la Globalpress Italia». Ma in realtà il percorso per diventare professionisti è ben più lungo e difficile: sono pochissime le scuole di giornalismo in Italia che possono fungere da praticantato e quindi promettere davvero ai partecipanti di diventare professionisti. Non la Globalpress e sopratutto non con questo corso di giornalismo.In generale, il consiglio della Repubblica degli Stagisti è sempre quello di capire bene il contenuto di un annuncio prima di inviare la propria candidatura, e di diffidare di quelli che promettono una cosa e poi ne propongono un'altra, o non dicono con chiarezza e precisione cosa offrono. Ogni cv contiene dati sensibili (oltre al nome e cognome, spesso vi sono l'indirizzo di residenza,  la data di nascita, il codice fiscale, informazioni sulle scuole frequentate...) che è bene non far circolare con troppa facilità. Proprio in questo senso va l'iniziativa dei video, realizzati in collaborazione con la testata online Lavoratorio.it, in cui Roberto Marabini dà consigli su come leggere e valutare un'inserzione prima di decidere se rispondere o no. Ai lettori raccomandiamo poi di fare attenzione alle omonimie: la Globalpress di cui abbiamo parlato in questo articolo non ha niente a che vedere con la Globalpress edita dall'agenzia Globalpress (il cui sito internet infatti è Globalpressnet.it): «Non abbiamo niente a che fare con la Globalpress degli annunci» specifica alla Repubblica degli Stagisti il direttore Piergiorgio Proto Ghiringhelli «e non ne conosco il direttore Vito Bruschini: ritengo anzi che ci abbiano copiato nel nome della testata».Andrea CuriatEleonora Della Rattacon la collaborazione di Eleonora Voltolina   Per saperne di più leggi anche:- La richiesta di aiuto di Alessandro: «Da Globalpress vaghe promesse e la certezza di dover pagare per un lavoro»- Vito Bruschini, direttore e amministratore di Kronoplanet: «Nessuna promessa di assunzione. I 300 euro che chiediamo ai ragazzi? Soltanto un rimborso spese»- Aspiranti giornalisti, attenzione agli annunci di stage a pagamento E anche:- Stage a pagamento: un lettore chiede «help» alla Repubblica degli Stagisti- Lo "stage-seminario" si fa al museo, ma i partecipanti pagano il Centro- Il Centro studi umanistici scrive alla Repubblica degli Stagisti

Solo otto consiglieri regionali under 35 eletti in Lombardia: giovani senza rappresentanza e senza voce

Elezioni e giovani, tiriamo le somme. Partendo dal progetto "Lombardia 2010 - SPAZIO AGLI UNDER 35" che ha impegnato la Repubblica degli Stagisti insieme ad Alessandro Rosina, Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa nella mission impossible (ma noi ci siamo riusciti) di dare visibilità ai candidati più giovani alle regionali: quasi 7mila persone hanno visualizzato le 32 videointerviste sul canale Stagisti TV di Youtube e su tutti gli altri siti e blog dove erano state pubblicate. Una goccia  importante in un mare... immobile. Perché? Vediamo i numeri.Ci sono quasi 2 milioni di persone under 35 residenti in Lombardia (i dati Istat precisamente dicono che i residenti tra i 18 e i 34 anni sono 1.901.157). Questi 2 milioni di giovani rappresentano un quarto delle persone maggiorenni (quindi potenzialmente con diritto di voto) residenti nella regione, eppure avranno per la prossima legislatura della Regione Lombardia solo cinque rappresentanti loro coetanei al Pirellone. E precisamente: Renzo Bossi, classe 1988, il figlio del senatùr, che nella circoscrizione di Bergamo si è portato a casa quasi 13mila preferenze. L'attore Giulio Cavalli, outsider dell'Italia dei Valori, classe 1977, che per i suoi spettacoli contro la mafia da tre anni gira sotto scorta ed è riuscito a convincere oltre 4mila persone a dargli la preferenza (era candidato a Milano e a Varese - nell'immagine qui a fianco, un frame della sua videointervista). Fabrizio Cecchetti, 32enne enfant prodige della Lega, che dopo aver fatto il consigliere comunale a Rho ed aver lavorato come conduttore a Radio Padania già nel 2005 è stato eletto consigliere regionale - e in questa tornata elettorale è stato riconfermato con oltre 10mila preferenze. Maurizio Martina, classe 1978, già coordinatore regionale del PD, eletto con 12.962 preferenze nel collegio di Bergamo (anche lui fa parte dei 32 che si sono fatti videointervistare nell'ambito del nostro progetto "Lombardia 2010 - SPAZIO AGLI UNDER 35": qui a fianco, un frame del video). E infine Nicole Minetti, la showgirl-igienista dentale 25enne che il presidente del Consiglio Berlusconi ha fortemente voluto nel "listino bloccato" della lista per Formigoni presidente (per questo non ha avuto bisogno di preferenze). Solo cinque consiglieri regionali su 80: il 6% di rappresentanti under 35.A questi cinque, volendo essere generosi, se ne possono aggiungere altri tre: un consigliere regionale uscente del Partito democratico, Giuseppe Civati (riconfermato con 10.276 preferenze nel collegio di Monza e Brianza, qui a fianco la videointervista), più due new entry entrambe della Lega Nord: Jari Colla (eletto a Milano con 4.064 preferenze) e Angelo Ciocca (eletto a Pavia con 18.848 preferenze). Civati, Colla e Ciocca sono tutti e tre nati nel 1975 ma non hanno ancora compiuto 35 anni, quindi sono ancora (per una manciata di mesi) tecnicamente under 35.Comunque, anche contando loro, la rappresentanza di consiglieri regionali giovani resta modestissima – il 10% – quando l'incidenza della fascia d'età 18-34 nella popolazione lombarda maggiorenne è più del doppio (23,4% sempre secondo l'Istat).Entrando virtualmente nel segreto delle urne, grazie ai dati disponibili sul sito del ministero dell'Interno, si scopre che in totale hanno dato la loro preferenza a un candidato under 35 in Lombardia 117.340 elettori su 4.973.519 che si sono presentati ai seggi a votare. Quindi ciò significa il 2,4%. Non solo. Considerando solo i candidati nati a partire dal 1976, cioè togliendo quelli che compieranno 35 anni entro la fine del 2010, le cose cambiano ancor più drasticamente: il numero di preferenze raccolte complessivamente scende a 71.922. E di conseguenza la percentuale dei votanti che ha dato la sua preferenza a un under 35 "vero", che non compierà insomma 35 anni dopodomani o giù di lì, passa a 1,4%. Al Pirellone, quindi, la squadra sarà formata da un presidente della Regione 63enne, Roberto Formigoni, più: due consiglieri regionali ventenni (nati negli anni Ottanta: Bossi [nella foto] e Minetti); 16 trentenni (nati negli anni Settanta: cioè oltre ai citati Cavalli, Cecchetti, Ciocca, Civati, Colla e Martina ci sono anche quelli nati nella prima metà del decennio: Giangiacomo Longoni, Massimiliano Romeo e Pierluigi Toscani, tutti e tre nati nel 1971 e tutti e tre della Lega Nord, così come Alessandro Marelli e Max Orsatti, entrambi del 1972; Massimo Ponzoni del PDL, classe 1972; Alessandro Alfieri del PD, classe 1972; Chiara Cremonesi di Sinistra Ecologia e Libertà, classe 1973; Alessandro Colucci del PDL, classe 1974; Gianluca Rinaldin del PDL, classe 1975); 28 consiglieri regionali ultraquarantenni (nati negli anni Sessanta: Paolo Valentini Puccitelli, Claudio Bottari, Massimo Buscemi e Franco Mirabelli classe 1960; Giambattista Ferrari e Marcello Raimondi classe 1961; Davide Boni, Raffaele Cattaneo, Giuseppe Giammario, Gianni Girelli, Enrico Marcora e Stefano Maullu classe 1962; Roberto Alboni e Ugo Parolo classe 1963; Giorgio Puricelli, Carlo Maccari, Fabio Pizzul e Fabrizio Santantonio classe 1965; Stefano Carugo, Luca Gaffuri e Gabriele Sola classe 1966; Andrea Gibelli, Angelo Costanzo e Roberto Pedretti classe 1967; Daniele Belotti, Carlo Borghetti, Elisabetta Fatuzzo e Sara Valmaggi classe 1968);  23 consiglieri regionali ultracinquantenni (nati negli anni Cinquanta: Giovanni Pavesi, Carlo Saffioti e Carlo Spreafico classe 1951; Filippo Penati, Romano La Russa e Domenico Zambetti nati nel 1952; Enrico Brambilla classe 1954; Agostino Alloni, Giorgio Pozzi e Francesco Prina classe 1955; Cesare Bossetti, Giosué Frosio e Margherita Peroni classe 1956; Rienzo Azzi classe 1957; Mario Barboni, Stefano Galli, Mauro Parolini e Gianmarco Quadrini classe 1958; Dario Bianchi, Arianna Cavicchioli, Francesco Patitucci, Mario Sala e Stefano Tosi classe 1959); e infine 10 consiglieri regionali ultrasessantenni (nati negli anni Quaranta: Gian Carlo Abelli nato nel 1941; Franco Nicoli Cristiani classe 1943; Sante Zuffada classe 1944; Luciana Ruffinelli e Stefano Zamponi classe 1947; Valerio Bettoni e Giulio Boscagli, classe 1948; Doriano Riparbelli, Giovanni Rossoni e Giuseppe Villani classe 1949).Questo spaccato conferma i trentenni di oggi come una generazione senza voce, come dice Rosina nel suo libro; ma dimostra che anche quando potrebbero dire la loro, e votare qualcuno che li rappresenti e che conosca i loro problemi e le loro necessità, sembra che non abbiano interesse o voglia di farlo. E i pochissimi candidati giovani eletti  ieri al consiglio regionale della Lombardia ne sono una prova. Sono in troppi, sopratutto tra i venti-trentenni, quelli che si dimenticano quanto sia importante il diritto di voto, che in questa tornata elettorale si trasformava anche nel diritto di esprimere una preferenza. E lamentarsi nei prossimi cinque anni per la scarsa attenzione che, con tutta probabilità, il consiglio regionale presterà alle problematiche dei giovani, non servirà a molto. Bisognava agire adesso, mandando una truppa di giovani – di tutti gli schieramenti – ad invadere il Pirellone. Ma questa occasione è persa: se ne riparla tra cinque anni.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Progetto Lombardia 2010, SPAZIO AGLI UNDER 35: videointerviste ai candidati più giovani delle prossime elezioni regionali- Elezioni alle porte: se tutti votassimo un candidato giovane, entrerebbe un po' di aria fresca nei consigli regionali

Dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno gli studenti dell'Orientale di Napoli denunciano: nella newsletter di ateneo offerte di stage come commessi

La proposta: tre mesi di stage come commessi (ma è più chic chiamarli sales assistant) nei punti vendita di grandi griffe. Rimborso spese: zero. Qualità del progetto formativo: zero. Un annuncio uguale a migliaia di altri, purtroppo. Salvo che stavolta è stato ripreso nella newsletter di una grande università, e gli studenti non l'hanno mandata giù. Accade a Napoli, dove alcuni giovani dell'università Orientale hanno scritto una lettera aperta per denunciare l'accaduto, ripresa dal Corriere del Mezzogiorno nell'articolo di Patrizio Mannu «Orientale, una laurea per fare i commessi» e in un'intervista a una dei firmatari del documento, «Claudia, laureata all'Orientale: Gli stage? Sono una trappola» [nell'immagine a fianco, la notizia online sul sito del Corriere del Mezzogiorno].Interessante l'ultima puntata della vicenda, una replica prodotta ieri dal collettivo Rete studentesca Orientale 2.0 (o meglio, dato che è scritta in prima persona, da un componente di questa Rete) e pubblicata dal quotidiano, in cui si legge: «Il punto centrale della questione non sta nel rispondere alla domanda se uno stage presso “aziende internazionali del lusso” quali Ferragamo e Louis Vuitton sia più o meno attinente al piano di studi, e quindi contribuirà al percorso formativo degli studenti che si troveranno impegnati in quello stage. Lo stage in questione, infatti, non è affatto un iceberg in mezzo ad un deserto, ma semplicemente la punta più clamorosa (perché evidente) di un sistema, quello degli stage-tirocini, completamente fallimentare». E prosegue: «Questi stage non contribuiscono affatto alla nostra formazione, l’unica cosa che ci insegnano è ad essere precari. Il sistema degli stage obbligatori introdotto con il famoso sistema del 3+2 altro non è che un prezzo ulteriore che noi studenti dobbiamo pagare per conseguire un titolo di studi che nella maggior parte dei casi non troverà neanche il suo sbocco naturale nel mercato del lavoro. Non a caso parlo di prezzo da pagare. In un’altra epoca come avreste chiamato 100 ore di impegno in un’attività presso un’azienda, un ente o l’università stessa? Certamente non stage formativo». Per finire, un po' di conti: «Ipotizziamo che gli studenti effettuano uno stage da circa 100 ore nell’anno in cui si laureano e guardiamo alle statistiche dei laureati degli ultimi 3 anni (circa 520mila studenti) forse troviamo una risposta in quelle 5milioni e 200mila ore di lavoro non retribuito [in realtà la moltiplicazione di 520mila per 100 ore farebbe un totale di 52 milioni di ore di lavoro, pari a 6 milioni e mezzo di giornate lavorative, ndr]. Sarà forse questo un costo della crisi? Sarà forse un altro aspetto del disinvestimento violento che si fa da anni nella cultura e nella formazione? Sarà forse questo un sistema per alleggerire i bilanci di aziende, enti e soprattutto università? Quel tot di ore all’anno significano un tot di contratti di lavori a tempo determinato in meno, un elemento positivo nei bilanci delle università che girano ad enti e aziende i propri studenti o se li tengono nei propri uffici. E gli studenti cosa ne guadagnano? Tanta amarezza e tanta formazione in meno».La Repubblica degli Stagisti chiude con un appello all'autore di questo scritto e agli altri membri del Collettivo: perchè non vi fate vivi e approfondiamo su queste pagine i temi così importanti che avete buttato sul tavolo, e che sono l'essenza stessa di questo sito?Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Stagisti sfruttati, i casi finiti in tribunale- Vademecum per gli stagisti: ecco i campanelli d'allarme degli stage impropri - se suonano, bisogna tirare fuori la voce