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Multinazionale abbigliamento

Cara Antigone, benvenuta! Dal nick deduco che tu abbia 23 anni... Sei giovane ma già molto determinata! Complimenti. Hai fatto benissimo a rifiutare la proposta, e per un sacco di ragioni. Innanzitutto, la proroga del periodo di stage dovrebbe essere qualcosa di eccezionale, che un'azienda usa solo quando si accorge che un determinato percorso formativo non è stato completato, e quindi chiede al giovane di prolungare un po' il suo tirocinio per completare questo percorso e concludere il trasferimento di competenze. In questo caso, se inizialmente il percorso era di 2 mesi, sembra decisamente improprio che ad esso abbia fatto seguito una proposta di proroga di addirittura 10 mesi! Inoltre 200 euro al mese sono pochissimi come rimborso spese, specialmente per uno stage così lungo. Infine, le mansioni che ti erano state affidate fanno davvero pensare che loro avessero bisogno di un ragioniere che gli tenesse la contabilità, e non volessero però pagare un dipendente. Vorrei poi rispondere a una parte precisa del tuo post, cioè a questa tua frase: «Mi sarebbe piaciuto un bel controllo sindacale: lo stage non era formativo, era lavoro non retribuito adeguatamente». Tu stessa puoi chiedere che sia fatto un controllo: l'ufficio competente è la direzione provinciale del lavoro. Si tratta di un ufficio aperto al pubblico, dove lavorano ispettori del lavoro che su indicazione della normativa vigente sono tenuti a vigilare anche sulla correttezza dei tirocini formativi. Lo sapevi?

Ultimo Post: 9 anni, 12 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Il confine sottile tra tirocinio e manodopera a costo zero

Cara Jennys, la tua testimonianza è davvero forte e ti ringrazio di averla portata qui sul Forum. La frase che mi colpisce più di tutte è questa: «Non facciamoci mettere i piedi in testa. Se lo stage si rivela un’esperienza negativa dobbiamo cogliere l’opportunità per cercare di cambiare le cose. Bisogna tirare fuori il coraggio e la grinta ed andare avanti. Il mondo del lavoro è una jungla e nessuno ci accoglierà a braccia aperte». Ecco, voglio solo dirti che se c'era un obiettivo quando ormai più di due anni fa ho aperto la Repubblica degli Stagisti era proprio questo. Rendere consapevoli i ragazzi dei loro diritti, spronarli ad agire per cambiare le cose, ad impegnarsi in prima persona con coraggio e grinta per modificare la situazione. Anche avendo la faccia tosta di "trattare" con le aziende, chiedendo quello che "normalmente" non viene dato, esplicitando la propria insoddisfazione. Un'ultima cosa, Jennys: mi piacerebbe dedicare un articolo alla tua esperienza, perchè alcune cose (come il fatto che tu abbia dovuto utilizzare il tuo pc durante tutto il periodo dello stage) sono davvero gravissime e vanno messe in evidenza. Se ti va, ti chiedo di scrivermi! Un saluto e a presto, Eleonora

Ultimo Post: 9 anni, 12 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Stage a Pagamento (mio)

Buongiorno a tutti, timidamente inserisco la mia storia di stage... timidamente perchè ? perchè mi hanno preso per la gola, in un settore che amo particolarmente quindi ho accettato. Sono un ingegnere meccanico e alla proposta di lavorare in un azienda di Motorsport non ho "resistito" quindi stage a mie spese, sottolineo a mie spese perchè gratuito è limitativo dato che tra casa, trasloco, pasti fuori, spostamenti ecc i soldi per lavorare li tiro fuori io. mi chiedo è davvero possibile cambiare le cose ? grazie

Ultimo Post: 9 anni, 12 mesi fa

Di: Adriano

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Dopo 12 mesi ecco cosa mi hanno proposto!!!

È un'azienda abbastanza piccola della mia zona, trovata su segnalazione di una persona e non tramite placement. Comunque ieri ho trovato un'altra azienda che vuole assumermi il prima possibile e quindi molto presto me ne andrò :) Io qui ho fatto un'esperienza importante di un anno che sicuramente mi ha fatto crescere... ma se avessero avuto un po' meno il braccino corto sarebbe stato sicuramente meglio per entrambi

Ultimo Post: 10 anni fa

Di: Freerider

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lo stage ormai è diventato un circolo vizioso

Scusate qualche errore di grammatica ma l'argomento mi tocca talmente tanto che sono vicina a tutte voi ,solidale e auguro che le persone buone econ voglia di fare siano prima o poi premiate.Bisogna crederci e nn mollare prima o poi chi vale emerge,io ne so qualcosa che essendo orfana di genitore e andata via dal sud italia ,ho lottato per la mia formazione e continuo ancora a nn fermarmi e punta nn sul fatto di avere una laurea mi di avere dei valori che cerco di far trasparire in ogni colloquio....

Ultimo Post: 10 anni fa

Di: sabri

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cv tutor

Ciao Raffaella,il tuo post mi fa molto riflettere e pensare. A caldo, mi viene solo da dire che sono pienamente d'accordo con te. E' molto amaro doverlo ammettere, ma in questo Paese la preparazione spesso non è il primo metro di giudizio, nè lo sono competenze e valori. Non so se ci va bene così, se ci hanno talmente anestetizzati da farci credere che gavetta significhi abbassare sempre la testa e accontentarsi, non avere i soldi per poter permettersi una casa e considerare tutto sommato accettabile,che nelle Amministrazioni pubbliche (e ahimè, spesso anche private) i colleghi abbiano tutti lo stesso cognome. In Europa (quella vera, non l'Italia) non è così, perchè lì i "giovani" sono davvero visti come una risorsa e sono sostenuti attivamente perchè possano costruirsi una possibilità. E inoltre, lì, i "giovani" non hanno 30 anni, ma 23. E non mi vengano a dire che siamo buoni solo a lamentarci, perchè persone come te (e perchè no, come me ) sono l'esempio brillante che non è così. Io ci spero ancora, forse non ho ancora avuto un numero sufficiente di delusioni, ma credo che ognuno di noi, nel suo piccolo, possa migliorare un pezzo di mondo. In bocca al lupo e spero che in un futuro non lontano, il nostro Paese possa darti la ragione per desiderare di tornarci.

Ultimo Post: 10 anni, 1 mese fa

Di: flyfarfy

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progetto Leonardo

Ciao a tutti, sono tra i fortunati che hanno partecipato al progetto Leonardo, anzi… tra i fortunatissimi che hanno preso parte a più di un progetto. La prima volta che ho partecipato avevo ventanni e sono stata in Finlandia, un’esperienza forte, bella ed indimenticabile. La seconda a trentanni, a Malta, un’esperienza frizzante, calda ed emozionante. In entrambi i progetti mi sono trovata molto bene, certo, ci vuole spirito di iniziativa e di adattamento e più che un’esperienza di tirocinio la annovererei tra le esperienza di vita, soprattutto se ti ritrovi in Paesi culturalmente e climaticamente molto differenti dal tuo. In entrambi i casi il mio periodo di soggiorno è stato di 3 mesi ciascuno, un periodo intenso ma, per me, troppo breve, perché quando cominci ad ambientarti ad assimilare la cultura, ad assaporare il sogno… è già ora di ripartire. L’aereo ti riconduce verso casa e ti senti come se avessi fatto un viaggio in un’altra Galassia, ed è così, perché il progetto Leonardo ti catapulta, per davvero, in un’altra dimensione: altre facce, altri luoghi, altra vita e poi quando torni alla tua realtà di sempre hai uno strano effetto di straniamento, di un jet lag che in realtà non c’è, rimani per un attimo basito, ci pensi e non sai se è stato solo un bel sogno o se è successo davvero, se c’eri veramente tu là dentro; così guardi le foto e ti rendi conto di come l’esperienza che hai umanamente vissuto si unica ed irripetibile, come ti abbia cambiato e come sia da custodire gelosamente in fondo al cuore e da distillare dentro di te. Si crea molto affiatamento e attaccamento tra le persone che partono con lo stesso programma, si passa molto tempo assieme, le prime settimane al corso di lingua, poi nelle uscite serali e nel tempo libero, si conoscono altri Leonardini partecipanti allo stesso progetto ma provenienti da altri Paesi, ci si confronta e si cresce, scambiando idee, opinioni, speranze, delusioni; questo attaccamento in molti casi perdura nel tempo, anche dopo la conclusione del progetto. Ho conosciuto ex Leonardini che sono rimasti nel Paese ospitante per lavoro, contenti di trovarsi lì. È un’esperienza che consiglio a tutti e poi visiterete tanti posti perché avrete la voglia e la smania di vedere cose nuove ed imprimerle nel cuore e negli occhi… Buon Viaggio! Raffaella :)

Ultimo Post: 10 anni, 1 mese fa

Di: joe_zarlingo

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stage a parigi

cara Eleonara grazie sei gentile, assicuro di essere una persona normale :-)) io sono partita tramite enaip piemonte e celva, entrambi hanno lavorato benissimo. sono stata particolarmente fortunata perchè la meta in teoria era lione, ma a lione inter echange (partner in loco, mi sono sembrati attenti ma non li conosco abbastanza) non è riuscita a trovare uno stage adatto al mio cv, allora mi hanno mandata a parigi. quindi sono stati professionali competenti carini adorabili ... perchè ovviamente potevano mandarmi a pelar patate (va beh pelar patate no ) ma avrebbero potuto trovarmi uno stage decente non in linea con il mio cv (so che può capitare). a parigi si è occupata di me inter echange, un'associazione che mi ha creato molti molti molti problemi, unica cosa mi hanno trovato uno stage perfetto per me. passiamo ai soldi. mi hanno pagato viaggio a/r, scuola di lingua, trasporti, alloggio in foyer per giovani lavoratori. in genere la sistemazione è in famiglia (con colazione e cena), per chi è in foyer studentati danno 40 euro per mangiare. ma a parigi 40 euro durano 2 giorni o poco più. in più (ma questo solo in valle d'aosta) ho ricevuto dal celva una borsa studio di 450 euro. ho avuto altre esperienze alcune positive altre meno magari ne parlerò nelle prossime puntate, vedremo consiglio a tutti di partire, è una gran bella esperienza a presto Paola

Ultimo Post: 10 anni, 1 mese fa

Di: paolafumagalli

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stage a Bordeaux (France)

Salve a tutti! Sono calabrese ed vivo e lavoro nella mia città natale,Crotone. Anzitutto Vi ringrazio per avermi contattata poichè ho partecipato nel maggio scorso ad un progetto di mobilità nell'ambito del programma Leonardo da Vinci (VET.PROF.MOBILITY) organizzato dal Centro Produttività Veneto-Fondazione Giacomo Rumor.Lavoro in una società che dà assistenza e servizi alle aziende del territorio, inoltre mi occupo di formazione continua ed alta formazione(abbiamo gestito positivamente n. 4 IFTS), cosicchè mi sono trovata a far domanda di selezione per il progetto di cui sopra.La mia esperienza è stata più che positiva,anche se è durata una settimana, è stata bene organizzata dal CPV,ripeterei volentieri l'esperienza, e per maggiore formazione e per ulteriori scambi professionali, ritornei anche subito in Francia.Ancora Grazie!Cordialmente Laura.

Ultimo Post: 10 anni, 1 mese fa

Di: lauretta

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BERLINO, LA VIRGOLA ED I COLORI

Centocinquanta giorni di degna esperienza. Berlino mi ha accolta a braccia aperte, col sorriso e tanto sole fin dal primo giorno. La difficoltà iniziale per inserirmi e trovare uno spazio nella preparazione del Festival Internazionale di Letteratura è stata in ogni caso costruttiva: unica tirocinante straniera, nel programma in cui lavoravo, ho dovuto aspettare 10 giorni per conquistarmi uno sguardo ed un saluto dagli altri colleghi tedeschi, nel momento in cui entravo in ufficio.. ma ammetto che dopo il gelo iniziale, l’amicizia che si crea con Loro è più limpida, spontanea e forte. Lavorando nel programma di letteratura internazionale per bambini e ragazzi, mi sono immersa in mondi che avevo lasciato parecchi anni fa. Ho esplorato, con lo sguardo, con i ricordi ed i libri, realtà, tradizioni, culture, lingue diverse: ore passate davanti ad un computer ed un bicchiere di the – consuetudine lavorativa tedesca! -; telefonate agitate e balbettate con traduttori, scrittori da tutto il mondo ed attori tedeschi famosi; atmosfera stimolante, ricca, solidale con un team affiatato di tirocinanti (ragazzi dai 18 ai 29 anni). Un iter difficile, con momenti di scoraggiamento, paura ed incomprensione come tutti i cammini della vita e delle belle esperienze: difficoltà di capirsi in lingue e culture differenti, lo stress e le grandi responsabilità che mi hanno messa alla prova e alla fine temprata. Arrivato settembre, il Grande Evento e la dimostrazione del nostro impegno: il Festival Internazionale di Letteratura! Dodici giorni con gli occhi aperti ed i cinque sensi attenti ad assorbire tutto: letture, incontri, concerti, workshops, feste con autori da tutto il mondo. Focus del 2008 è stato l’Africa: uno spettacolo quotidiano di colori, musiche e personaggi. Bambini emozionati; libri di tutte le forme; code interminabili di classi e la fatica di organizzarle per gli incontri con gli autori; gli autografi; ore passate con gli scrittori; gli scambi di culture e la curiosità di viverle anche solo per qualche ora; la mia lingua italiana tra melodia e sorrisi; l’onore e l’emozione di stringere la mano a personaggi celebri (cfr. Dacia Maraini, Mario Calabresi, Wolf Erlbruch, uno degli illustratori più famosi nel mondo, Beatrice Masini e tantissimi altri); per non dimenticare le 18 ore su 24 in teatro… Ottimi compagni in questo viaggio sono stati la collaborazione, nuovi amici importanti, tantissime soddisfazioni e fortuna anche nell’ambito lavorativo: ambiente giovane, organizzazione precisa, funzionale ed efficiente! Centocinquanta giorni di una Berlino magnifica, sempre stimolante, accesa, giovane, creativa, poliedrica, tollerante, ecologica, in bicicletta, piena di storia e culture. Le ho lasciato una parte di me. Splendida città, valida esperienza umana e professionale. Non dimentico e ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di vivere al meglio questo cammino berlinese: anche e soprattutto senza loro, ora sarei meno ...“colorata”! Chiara Baldin

Ultimo Post: 10 anni, 1 mese fa

Di: ChiaraB84

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