In Abruzzo la nuova legge sugli stage «c’è già e funziona bene», il vicino Molise insegue

Anna Guida

Anna Guida

Scritto il 01 Lug 2013 in Notizie

Chissà se gli stagisti molisani da un anno a questa parte stanno rimpiangendo i tempi in cui “gli Abruzzi” erano un’unica Regione. Mentre il Molise non ha ancora una normativa che disciplini i tirocini extracurriculari, il vicino Abruzzo ha infatti emanato già a marzo 2012 una deliberazione che prevede, tra le altre cose, un rimborso spese minimo di 600 euro mensili. Quindi, ad oggi, mentre a Campobasso e Isernia si svolgono ancora stage gratuiti, i cugini abruzzesi percepiscono già da un anno un’indennità che, peraltro, è la più alta d’Italia.
La giunta dell’Aquila infatti è stata la prima a seguire l’esempio della Toscana, che nel gennaio 2012 aveva introdotto nuove tutele a favore dei tirocinanti, a cominciare dal diritto a ricevere un compenso mensile. Le linee guida nazionali emanate a gennaio 2013, cui ora tutte le Regioni sono chiamate ad adeguarsi, sono letteralmente modellate sulla legge toscana, tanto che a Firenze la giunta non ha bisogno di introdurre nessuna modifica alla normativa. Anche l’Abruzzo potrà evitare di legiferare nuovamente? La Repubblica degli Stagisti lo ha chiesto a Germano De Sanctis, dirigente regionale a capo della Direzione politiche attive del lavoro, formazione e istruzione [nella foto, a sinistra accanto all'assessore Paolo Gatti].
«Le scelte operate nella Dgr 154/2012 sono già sostanzialmente coerenti con le successive indicazioni contenute nelle linee guida. Tuttavia, data la natura sperimentale della deliberazione in questione, le parti sociali che compongono la Commissione tripartita, al momento dell’approvazione della deliberazione, si sono date appuntamento nel corso del 2013 per valutare l’impatto della riforma sul mercato del lavoro regionale e per trarne le debite conseguenze». È già possibile trarre un primo bilancio, a un anno pieno dall’introduzione della norma abruzzese? «Nonostante l'aumento del rimborso spese a 600 euro mensili previsto dalla nostra riforma dei tirocini nel 2012, il loro numero è rimasto pressoché costante, anche grazie alle nostre campagne promozionali di tale istituto giudico. In altri termini, una buona politica di incentivazione dei tirocini permette che vengano usati lecitamente e che svolgano realmente la loro funzione di "matching" lavorativo», spiega De Sanctis. «Si può affermare che la Dgr 154/2012 abbia disciplinato i tirocini extracurriculari, riportandoli nell’alveo di un loro corretto utilizzo, rispettoso dello spirito originario contenuto nelle disposizioni di legge nazionali, impendendone quindi un uso distorto». Purtroppo il dirigente regionale abruzzese non è in grado di fornire dati precisi sul numero di stage extracurriculari attivati nel 2012 e nel primo semestre del 2013, quindi non è possibile fare un’analisi dettagliata degli effetti della recente normativa abruzzese. Gli ultimi dati disponibili sono quelli relativi al 2011, quando sono stati almeno 9.600 gli stage attivati in Abruzzo: 5.690 quelli svolti presso aziende private, secondo i dati Excelsior Unioncamere, cui bisogna aggiungere, in base alle stime della Repubblica degli Stagisti, almeno mille tirocini effettuati presso le associazioni non profit e altri 2.800 negli enti pubblici. E grossomodo la metà di questi 9.600 dovrebbe essere qualificabile come extracurriculare.
Un “vizio strutturale” dalla normativa abruzzese, così come di quella toscana e di tutte le altre che stanno prendendo forma in questi mesi, è il vuoto normativo che si sta creando sul numero massimo di tirocini attivabili presso uno stesso soggetto ospitante. Come la Repubblica degli Stagisti ha già evidenziato, le leggi regionali disciplinano esclusivamente gli stage extracurriculari (gli unici di loro competenza) anche per quanto rigarda la proporzione tra numero di stagisti ospitabili e organico aziendale. Se lo Stato, competente in materia di tirocini curriculari, non interverrà con una sua legge nazionale, niente impedirà a un’azienda o a un ente di affiancare a un numero ben regolamentato di tirocinanti extracurriculari un numero indefinito di stagisti curriculari, cui peraltro non è dovuto alcun compenso obbligatorio. Alla Repubblica degli Stagisti il problema sembra serio e il rischio di abusi molto concreto, nonostante la rassicurazioni di De Sanctis che assicura che, sebbene la legge abruzzese riguardi solo i tirocini extracurriculari, la Regione ha intenzione di prestare attenzione anche all’altra metà dell’universo stage: «L’Abruzzo è molto rispettoso dei limiti della sua competenza esclusiva e/o concorrente in materia. Pertanto, sui tirocini curriculari permane la sua massima disponibilità ad un confronto con le istituzioni dell’istruzione, per poter attivare anche tali percorsi. Per esempio, una linea d’azione del Programma Integrato Giovani Abruzzo tiene conto proprio di tale tipologia d’intervento».

Se dall’Abruzzo si scende poco più a Sud, in Molise la giunta è al lavoro proprio in questi giorni per mettere a punto la nuova disiclina sui tirocini extracurriculari. A breve quindi anche i circa 1.600 tirocinanti molisani (940 nelle imprese private nel 2011, circa 500 negli enti pubblici e 200 nelle associazioni non profit) saranno tutelati da una nuova norma regionale - almeno quelli che svolgeranno la propria esperienza formativa al di fuori di un percorso di studi. «Stiamo approntando proprio in questi giorni il testo della legge di iniziativa di giunta che adeguerà la normativa molisana alle indicazioni contenute nelle linee guida nazionali», spiega Vincenzo Rossi, dirigente responsabile del servizio Politiche per l’occupazione. «Pochi giorni fa la giunta ha adottato una proposta di legge che ora deve essere portata in aula di Consiglio per l’approvazione». A meno di un mese dalla scadenza del 24 luglio, ci sono i tempi tecnici necessari? «Ce la stiamo mettendo tutta. Il testo della proposta di legge è piuttosto snello, è composto da soli nove articoli. Confidiamo quindi in tempi d’approvazione rapidi. Si rimanderà poi a una direttiva di dettaglio più corposa di competenza della giunta». Ma cosa prevede il testo che a breve andrà all’esame del Consiglio regionale? «La proposta di legge ricalca in modo fedele le indicazioni contenute nelle linee guida, senza scostamenti significativi. L’indennità minima obbligatoria è fissata a 300 euro mensili per i tirocini formativi e di orientamento e a 400 per quelli di inserimento / reinserimento. I primi avranno una durata massima di 6 mesi, i secondi di un anno». Ora non resta che votarla.


Anna Guida

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