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Mario Sgarrella: «Ho fatto in sequenza lo stage all'Ecdc di Stoccolma e quello alla Commissione europea: due esperienze super interessanti»

L'esperienza di Mario è molto interessante. Solo 2 note sul commento finale: 1) sarà che paghi tante tasse ma mi sembra anche giusto visto che quelle servono anche a pagare tutte le borse di cui hai potuto usufruire nel corso della tua vita; 2) avrei molto riserbo sul tuo giudizio negativo sulle università italiane. Il loro problema è la carenza di risorse e talvolta la poca serietà degli esami, mica quello che insegnano. Ho studiato in Italia e in Inghilterra e posso dirti che queste capacità critiche che si presume ti insegnino all'estero servono a poco se uno non ha dei contenuti. Cmq ti faccio i miei complimenti perchè muovendoti e sbattendoti durante le estati ce l'hai fatta!

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: nicolo1985

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Dalla Spagna la storia dello stage di Antonio Barroso in una Madrid «non tanto diversa dall’Italia»

Antonio Barroso, un over 30 di Madrid racconta alla Repubblica degli Stagisti il suo percorso per diventare fonico, in una Spagna tra recessione economica e riforme dell’istruzione che puntano sulla flessibilità degli studi.A cavallo del Duemila la Spagna aveva conosciuto una crescita vorticosa, ma ora si trova in piena inversione di tendenza: gli ultimi dati Eurostat parlano di una disoccupazione che si aggira attorno al 20,7%.In questo quadro non è facile inseguire i propri sogni professionali. A volte però una ...

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Ilaria Mariotti

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La richiesta d'aiuto di Carla: «Dato che i tirocini Mae-Crui non prevedono rimborso spese, come accedere ai contributi dell'università di Cagliari?»

Gentile redazionemi chiamo Carla e scrivo per avere delle informazioni sui tirocini Mae. In particolare vorrei sapere se ci sono dei sussidi economici che aiutino i tirocinanti a sostenere le spese del viaggio e di sostentamento. Sul vostro sito ho letto che l'università di Cagliari e la Regione Sardegna mettono insieme un finanziamento pari a 1000 euro mensili...potreste, per favore, farmi sapere dove e quando dovrei consegnare la domanda per avere tale contributo? Qui a Cagliari nessuno sa dirmi niente...In ...

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: redazione

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Giornalisti freelance, sì alla reintroduzione del Tariffario: ma i compensi minimi devono essere più realistici. E vanno fatti rispettare con controlli e sanzioni

Su Facebook è di recente nato un gruppo di persone che si autodefiniscono "articolisti" e lavorano spesso senza alcun contratto, con articoli pagati 1, 1,50 euro ciascuno e talvolta non vengono neanche pagati a lavoro svolto. Trovo che la presenza di persone che offrono e/o cercano lavoro a queste condizioni sia molto triste, e che fino a quando esisterà chi accetta di essere sfruttato la situazione non cambierà. Questo è il link del gruppo, se a qualcuno può interessare dire la sua.. http://www.facebook.com/#!/home.php?sk=group_121821124551582&ap=1

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Marta Traverso

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La lettera di una lettrice: «Ho rifiutato uno stage gratuito, ma ora me ne pento»

La mia prima esperienza di lavoro è stato uno stage non retribuito, lavoravo 10 ore al giorno 5 giorni la settimana, l'unica fortuna è che pranzavo gratis perché i titolari della redazione sono anche gestori di una catena di bar ristoranti.. E' stato doloroso anche per via di una promessa di contratto non mantenuta, ma grazie a quell'esperienza ho trovato in seguito tante opportunità, perché ho imparato tantissimo sul lavoro redazionale! Quindi di fronte a uno stage non retribuito bisogna valutare se il gioco valesse la candela, tirare la cinghia 3, 6, 12 mesi e poi avere un po' più di strada spianata per il futuro.

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Marta Traverso

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Libri sui giovani: il quotidiano La Repubblica consiglia quelli scritti dai vecchi, la Repubblica degli Stagisti risponde col suo controelenco di autori under 40

A proposito di Repubblica, visto che è stata citata, aggiungerei (ma non c'entra con l'argomento in questione) che anche in quella testata, bandiera di una certa sinistra, che si fa anche portavoce dei problemi dei trentenni e così via, regna una politica contrattuale alquanto discutibile con i collaboratori, ai quali non è certamente risparmiata la condizione di precariato. Informazioni che provengono da esperienze dirette, non mie ma di altri. Stiamo attenti a dare credito ai predicatori che lanciano strali contro il precariato e così via. Mi si risponderà che l'editoria italiana non naviga in buone acque. Ma almeno risparmiateci l'ipocrisia.

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: kalinyxta

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L'Italia è un paese per vecchi che parlano di giovani

Il punto di vista di un outsider che invita i giovani a riappropriarsi del loro futuro: con questo nuovo editoriale Alessandro Rosina, 40 anni, docente di Demografia e autore insieme a Elisabetta Ambrosi del bel saggio Non è un paese per giovani (Marsilio) prosegue la sua collaborazione con la Repubblica degli StagistiÈ davvero difficile essere giovani in Italia. In questi giorni si parla molto di nuove generazioni, ma manca un’attenzione sincera nei loro confronti. Si sono viste molte lacrime di ...

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Alessandro Rosina

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«Lo rifarei anche domani»: Simona Monteodorisio racconta il suo Leonardo nel turismo inglese. E adesso da stagista potrebbe diventare dipendente

Dear Stephen, thank you for bringing your personal point of view. In passing, I would like to underline that, provided you are familiar with italian, you can find the actual article concerning Francesca Esposito here: http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/testimonianza-francesca-esposito-ex-praticante-ufficio-legale-inps-lecce. With your permission I will inform her of your message, in case she would like to reply. What you say is perfectly sensible and I'm sure many would agree, as I do. "Think big" is a great suggestion, let aside a necessity nowadays. But, on the other hand, leaving can't be the only way. One third of the population under 35 left without an employment is not something you can solve just thinking big, being daring and adventurous. As an Italian and roughly of the same age as Francesca, I do understand her statement on college: if I take a look around, those who back in the days wouldn't care a bit about "enrichment" and "enlarging their lives" and "seeing better" are those who are now living better lives, earning money on technical or low skilled jobs, getting married, paying a mortgage ecc. ecc, while those with higher levels of education can't do better than staying home with mommy and daddy, badly sailing trough unchallenging, temporary posts at ridiculous wages. Hence an exodus almost comparable, in size, with that of our grandparent's parents. People have been leaving for a long time already and in many cases actually finding something better. But we can't empty this country, can we :)? Sincerely, Annalisa.

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Annalisa Di Palo

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Lo strano caso delle 8.400 borse lavoro finanziate dalla Regione Sicilia: se lo stage diventa una misura di intervento sociale da 50 milioni di euro

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Sono 8.400 gli stage che la Regione Sicilia prevede di finanziare nei prossimi mesi con altrettante borse lavoro da 500 euro mensili della durata di un anno. Da qualche giorno la notizia dei maxistage siciliani tiene banco sui principali quotidiani regionali e nazionali: negli articoli si parla insistentemente di una manovra-spreco da 6 milioni e mezzo di euro, ma facendo un calcolo ...

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Ilaria Costantini

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Peter Pan non per scelta ma per forza: nelle pagine di «Gioventù sprecata» i motivi che impediscono ai giovani di diventare adulti

Caro James 12390, non capisco bene a cosa ti riferisci parlando dell'uso di "aggettivi senza alcuna cognizione di causa" (e te ne sarei grata se me lo potessi spiegare) ma vengo ai punti principali del tuo intervento. "Analizzare meglio la questione" giovani-lavoro è esattamente ciò che fa il libro, partendo dalla premessa - e rispondo al tuo "si rimane a casa perché lo si vuole" o perché si deve? - che non si tratta più solo di un fenomeno culturale, ma di una concomitanza di fattori, di realtà oggettive, che insieme costituiscono oggi una vera e propria emergenza sociale, come dico nell'articolo. Il fattore culturale è innegabile, sia nell'attaccamento dei ragazzi italiani alle loro famiglie - da cui il famoso "bamboccioni" - sia nella difficoltà dei genitori a lasciar andare i propri figli. Ma in quest'ultimo caso oggi non è raro che si consumi una specie di ricatto, per cui i figli "subiscono" una convivenza prolungata con i genitori "chioccia" in cambio di una vita comoda, non essendoci all'esterno le condizioni per staccarsi dal nucleo familiare. E il libro le analizza una ad una. Se ci fossero, non importa quanto convincenti gli inviti dei genitori a desistere - anche se personalmente mi sento di limitare di molto la portata del fenomeno rispetto a quanto fai tu - le cose girerebbero diversamente. E, per quel che riguarda i giovani, sono convinta che da parte loro ci sia voglia e coraggio sufficienti per iniziare a camminare sul serio sulle proprie gambe. Ciò che manca è una struttura lavorativa e sociale che renda fattibile il cammino. Annalisa

Ultimo Post: 9 anni, 8 mesi fa

Di: Annalisa Di Palo

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