«Il problema degli stage in Italia? Pagati troppo poco» dice Linda, che in Bosch ha avuto tutta un’altra storia

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 09 Dic 2017 in Storie

Bollino OK Stagebuone opportunitàGruppo BoschPolitecnico di Milano

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Linda Gafaro Barrera, 29 anni, oggi assunta con un contratto a tempo indeterminato in Bosch.

Sono nata a Parma da madre italo-australiana e padre colombiano, così i frequenti viaggi tra i paesi di origine
mi hanno permesso di imparare le lingue e crescere in un ambiente multiculturale. Ho fatto il liceo scientifico a Parma, svolgendo saltuariamente lavori come hostess a eventi e convegni. Avendo fin da giovane una grande passione per la matematica, probabilmente ereditata da mia mamma che ha studiato proprio questa materia in Australia, finite le superiori nel 2007 ho scelto di iscrivermi al Politecnico di Milano per studiare ingegneria energetica. Nel 2010 ho preso la laurea triennale e mi sono iscritta alla laurea specialistica sempre in ingegneria energetica che ho conseguito nel dicembre 2012.


Durante il quinto anno universitario ho iniziato a cercare aziende presso cui svolgere la tesi di laurea magistrale. Ho inviato molte autocandidature e svolto colloqui con quattro aziende, tra cui Bosch ed Enel. Il progetto e la realtà più interessante mi è sembrata proprio quella di Bosch Rexroth per lo studio e la realizzazione di una pensilina fotovoltaica per la ricarica di vetture elettriche. Mi è stato proposto uno stage curriculare di sei mesi, che all'epoca non prevedeva rimborso spese ma aveva inclusi i pasti in mensa, dal giugno al dicembre 2012.

Durante lo stage le mie mansioni erano completamente focalizzate al raccoglimento e all’analisi dei dati necessari per la tesi. Ho anche potuto partecipare alla costruzione e al montaggio del prototipo. Il rapporto con il tutor è stato di grande collaborazione e sono stati tutti disponibilissimi nell’assistermi nel completamento del mio progetto. Finito lo stage e presa la laurea specialistica mi è stato proposto uno stage formativo come sistemista meccatronico della durata di sei mesi, da gennaio a giugno 2013, con un compenso netto mensile di 750 euro più la copertura di tutti i pasti in mensa.

Mentre svolgevo lo stage in Bosch Rexroth mi è stato proposto dal tutor della tesi un lavoro come assistente di laboratorio durante le esercitazioni di elettrotecnica al Politecnico di Milano. Ho accettato un contratto a progetto
da marzo a giugno 2013 per 24 ore di prestazione, sei lezioni da quattro ore l’una, pagate 45 euro lordi l’ora. Per svolgere le ore come assistente di laboratorio, Bosch Rexroth mi ha concesso di assentarmi dallo stage. Il mio compito era di assistere il docente durante la lezione, preparare il materiale necessario per lo svolgimento dei laboratori, aiutare gli studenti a completare gli esercizi assegnati e rispondere a dubbi e domande.

Finito lo stage, nel giugno del 2013 Bosch Rexroth mi ha proposto un contratto di apprendistato della durata di tre anni con ingresso come quarto livello contratto del commercio e scatti di livello ogni anno fino al secondo livello. Ho iniziato l'apprendistato 15 giorni dopo la fine del tirocinio con una retribuzione annuale lorda iniziale di 25mila euro e retribuzione variabile di 2.500 euro, oltre ad aumenti di Ral di 2.500 euro ad ogni scatto. Oggi ho un contratto a tempo indeterminato con una Ral di 33.400
euro più variabile di 5mila euro.

In Bosch Rexroth lavoro nella divisione che si occupa di impianti chiavi in mano e realizza impianti unici speciali che utilizzano
componentistica sia Rexroth sia di altri fornitori, assemblandole per creare macchine di automazione industriale e testing. Preparo le offerte tecniche e l’analisi costi in base al capitolato fornito dai clienti, per gli ordini acquisiti preparo le distinte materiale dei nostri componenti e di quelli di fornitori esterni, mi interfaccio con i fornitori preparando richieste di offerta e valutando i prodotti o le prestazioni che acquistiamo, verifico passo passo che quanto prodotto da Bosch Rexroth sia conforme con quanto richiesto dal cliente. Quindi seguo la costruzione e la messa in servizio degli impianti presso i cantieri e preparo i cronoprogrammi di progetto. La competenza principale che ho sviluppato in questi anni è come gestire grandi progetti di ingegneria dell’automazione.

Professionalmente ho ancora molto da imparare, ma se penso a come ero quattro anni fa mi rendo conto che sono cresciuta tantissimo. Mi piacerebbe continuare a lavorare in automazione industriale, focalizzandomi sulla parte logica di funzionamento degli impianti. Nel settore dell’automazione tutto evolve continuamente e molto velocemente e non si può mai smettere di aggiornarsi!

Al momento non ho mandato il curriculum all’estero ma non escludo di farlo in futuro. Non ho fretta, però! Mi sono trasferita con la mia famiglia in Australia per due anni all'età di dieci anni: ho imparato l’inglese senza problemi e ho fatto un’esperienza bellissima. Per l’ambiente in cui sono cresciuta faccio fatica a fare una vera distinzione tra Italia ed estero, non vedo praticamente nessuna differenza. Quindi se dovesse capitare l’occasione buona non esiterei a trasferirmi. D’altronde mio fratello lavora a Londra e ho tanti amici che lavorano tra Stati Uniti, Inghilterra, Spagna, Germania, Francia e Giappone.

Credo che il problema principale degli stage oggi in Italia sia principalmente che vengono pagati troppo poco, sminuendo il valore della persona. Ho letto la Carta dei diritti dello Stagista
della Repubblica degli Stagisti e, in base alla mia esperienza, sono d’accordo con i vari punti: ma a mio avviso il compenso base indicato è... fin troppo basso! Penso dovrebbe essere molto vicino a quello poi dato con il contratto di lavoro. Uno stage per un laureato a 500 euro non credo sia accettabile per un adulto che dovrebbe mantenersi da solo e, quando ci laureiamo, ormai abbiamo tutti almeno 25 anni. Senza contare, poi, che in alcune città, penso ad esempio Milano, mantenersi anche con mille euro al mese è molto difficile.

Ai giovani che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro consiglio di cercare un ambiente che gli permetta di crescere, dove si possano vedere sempre cose diverse. Perché più cose si vedono all’inizio, prima si capisce la direzione di carriera da intraprendere.

Sono stata fortunata in Bosch e ne ho avuta una nuova prova proprio in questi mesi. A inizio mese sono diventata mamma di una bimba, Amelia, e la notizia della mia gravidanza è stata accolta in azienda con la stessa gioia di una famiglia, anche ai livelli direzionali. Una reazione che rende molto onore al gruppo e che è un bellissimo stimolo per una giovane donna lavoratrice!


 Testimonianza raccolta da Marianna Lepore

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