Stage in Toscana, cambia la normativa: l'indennità minima sale a 600 euro, incentivi solo se c'è assunzione

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 13 Mar 2024 in Notizie

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Un rimborso spese più alto per i tirocinanti, più controlli per evitare l’uso distorto dello stage e sostegno finanziario per le aziende vincolato alle assunzioni: sono i punti chiave delle nuove linee guida della Regione Toscana sui tirocini extracurriculari presentate la settimana scorsa dal presidente Eugenio Giani e dall’assessora al lavoro e formazione Alessandra Nardini. Obiettivo: migliorare l’uso degli stage e favorire realmente l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Per arrivare a questo risultato c’è stato un lungo confronto con le parti sociali e i soggetti della Commissione regionale permanente tripartita con cui sono state poi approvate le linee guida.  

Le nuove regole hanno avuto il via libera dalla giunta regionale con la delibera 206 del 26 febbraio e diventerannooperative tra circa un mese. La legge regionale in vigore resterà la 15 del 2018 e sarà modificato solo il suo regolamento attuativo.  

«Raccogliamo una delle esigenze delle tirocinanti e dei tirocinanti: l’aumento dell’indennità mensile», ha spiegato durante la conferenza stampa l’assessora Nardini. Il minimo obbligatorio «dai 500 euro attuali passa a 600 euro» al mese, spiega, «accollandoci come Regione l’aumento dell’importo» – perché «se prima il rimborso complessivo dato alle aziende era di 300 euro, adesso diventa 400» al mese.

In realtà la Regione Toscana non se lo accolla (giustamente) per tutti, ma  solo per quei soggetti ospitanti che poi assumono lo stagista. Il cambiamento più significativo infatti «è aver legato il contributo al tema dell’assunzione. Questo significa che l’azienda riceve il contributo solo se attiva entro 30 giorni dal termine dello stage un contratto o a tempo indeterminato, o a tempo determinato ma di almeno 12 mesi o un apprendistato professionalizzante o di primo o di terzo livello». Contributo che arriva a coprire il 100 per cento dell’indennità corrisposta dall’azienda nel caso in cui lo stagista poi assunto sia un soggetto disabile o svantaggiato.

Gli incentivi sono erogati all’azienda ospitante anche nel caso in cui lo stagista sia assunto
 da un’altra azienda, entro sei mesi dal termine del tirocinio, «per riconoscere la valenza formativa dell’impresa». In questo caso il soggetto terzo che assume il tirocinante non resta comunque a bocca asciutta: può presentare domanda di incentivo all’occupazione attraverso gli avvisi di Arti, l’ente che gestisce la rete regionale dei centri per l’impiego e le misure di politica attiva in regione Toscana, che saranno estesi a questa tipologia.
 

Per esempio per uno stage di sei mesi fino ad oggi le aziende della Toscana potevano richiedere alla Regione un contributo per la copertura parziale dell'indennità di stage e ricevere una somma di 1.800 euro (300 per 6 mesi). D'ora in poi, con le nuove linee guida, il contributo regionale sale a 400 euro, quindi la somma a disposizione per un'azienda che ospita uno stagista per sei mesi sale a 2.400 euro (400 per 6 mesi), ma è subordinata alla stipula di un contratto entro un mese dal termine del tirocinio.

L’impresa ospitante che procederà all’assunzione potrà fruire anche degli incentivi all’occupazione: 8.721 euro per un tempo indeterminato, cifra che sale a oltre 10mila in caso di disabili o svantaggiati, e fino a 4.360 euro per il tempo determinato o l’apprendistato. La notizia, quindi, è che l'azienda "virtuosa" potrà sommare ai classici incentivi all'occupazione anche il rimborso per l'indennità erogata per sei mesi al tirocinante poi assunto. Quindi per esempio se attiva un contratto a tempo indeterminato al giovane che ha ospitato in stage per sei mesi, potrà alla fine fruire di un totale contributo di 11.121 euro. Gli incentivi previsti nel caso di assunzione da parte della stessa impresa che ospita il tirocinante, sono una novità di questo atto perché il contributo economico è dato a tutte le imprese che assumono indipendentemetne dalla situazione di disagio o difficoltà. Le risorse investite saranno 27,5 milioni di euro a valere sul fondo Sociale europeo 2021/2027.

Non solo più investimenti ma anche più controlli. «Grazie al rinnovato accordo con l’Ispettorato nazionale del lavoro e alle professionalità di chi lavora nella nostra Agenzia regionale toscana per l’impiego, ci saranno più operatori che potranno controllare il buon andamento dei tirocini», ha infatti annunciato Nardini, aggiungendo che «nel 2022 nella nostra regione sono stati attivati 16.104 tirocini, oltre la metà donne, e giovani, con quasi otto su dieci nella fascia fino a 29 anni». 

Purtroppo, poi però, l’assessora ha presentato dati imprecisi sui risultati occupazionali degli stage in Toscana: «Abbiamo il tasso di inserimento occupazionale più alto, il 67 per cento dei ragazzi ha firmato un contratto entro sei mesi secondo una recentissima ricerca della Fondazione studi consulenti del lavoro. Davanti a Veneto, Marche, Umbria ed Emilia Romagna, regioni che spesso sono indicate come traini per il Paese e molto sopra la media per il centro Italia, ferma al 62 per cento». 

Peccato che il 67% non si riferisca affatto ai tirocini extracurricolari attivati sul territorio toscano nel corso del 2022 citati poco prima. La percentuale è invece tratta da un documento intitolato “I tirocini di Fondazione Lavoro e l’inserimento occupazionale”, pubblicato dall'Ufficio studi della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, ed è riferita in realtà solo agli esiti dei tirocini promossi dalla Fondazione Lavoro. Cioè la Fondazione ha analizzato esclusivamente i tirocini “avviati e terminati” per i quali ha rivestito il ruolo di soggetto promotore, e ha conteggiato tutti gli stagisti che, a sei mesi dalla fine del tirocinio, risultavano essere stati assunti (sia nel posto dove era avvenuto lo stage, sia presso “altro datore”). 

La Fondazione Lavoro è però soltanto uno dei tanti soggetti promotori attivi nella Regione Toscana – e in tutta Italia: dei 307mila tirocini extracurricolari avviati in Italia nel corso del 2022, solo 21mila sono stati attivati dalla Fondazione, il 7% del totale. Ancor più nello specifico, dei quasi 14mila stage attivati in Toscana in quell'anno (in effetti è 13.746 il dato ufficiale del ministero del Lavoro), quelli promossi dalla (e dunque considerati nelle statistiche della) Fondazione Lavoro sono stati solamente poche centinaia: nello specifico, 526. Meno del 4% del totale.


Dunque dire “67% di assunti post stage in Toscana” è un dato fuorviante, perché non fotografa l'esito occupazionale di tutti i tirocini extracurricolari avvenuti in Toscana, ma solo della microscopica fettina di stage che in questa Regione hanno avuto come soggetto promotore la Fondazione dei consulenti del lavoro. Quel 67% è cioè riferito ai poco meno di 3.500 tirocini attivati in Toscana (peraltro nell’arco di ben 9 anni, tra il 2014 e il 2022) dalla Fondazione Lavoro. E il confronto con le altre Regioni è sempre basato solo ed esclusivamente sui tirocini attivati dalla Fondazione. Un dettaglio che i vertici regionali avrebbero dovuto conoscere, e certamente esplicitare durante la conferenza stampa.

Tornando alle novità annunciate, la nuova normativa prevede l’introduzione di un digital badge, un vero e proprio tesserino digitale che conserverà tutte le informazioni rispetto alle esperienze fatte e alla abilità acquisite. «Siamo la prima regione in Italia a utilizzare questo strumento» ha sottolineato Nardini: «Lo facciamo per migliorare e qualificare ancora di più lo stage. Era una riflessione già partita a livello nazionale con l’ex ministro Orlando che aveva iniziato un percorso di revisione delle linee guida a livello nazionale. Purtroppo, quel lavoro si è interrotto con il cambio di governo». Lavoro di cui proprio l’assessora si era occupata in prima linea da coordinatrice della Commissione lavoro e formazione professionale. «In Toscana, però, abbiamo deciso di fare la nostra parte, fermo restando le nostre competenze regionali e rimanendo nel perimetro delle linee guida nazionali che sono rimaste invariate, al contrario di quanto ci saremmo aspettati e per cui stavamo lavorando. Un risultato che abbiamo raggiunto in sinergia con le parti sociali».


Il digital badge non è, però, una novità. Già nel 2005 era stato istituito il libretto formativo del cittadino, che aveva però dovuto aspettare il 2013 per avere una normativa che lo rendesse agibile e il 2015 per essere integrato nel fascicolo elettronico del lavoratore, una versione moderna e digitale del libretto. Nel 2017, quando la Repubblica degli Stagisti aveva dedicato un approfondimento al tema, risultavano essere quattro le regioni in cui era possibile richiedere lo strumento, largamente sottoutilizzato – tra cui proprio la Toscana. Questo nuovo badge avrà comunque una piattaforma a sé stante in cui si attesteranno (similmente al libretto formativo del cittadino) «le conoscenze, abilità e competenze acquisite dal tirocinante nel contesto formativo ed esperienziale sperimentato nel corso del tirocinio».

Il presidente Giani e l’assessora Nardini hanno poi sottolineato il cambio di prospettiva sull'utilizzo dello stage, visto che il contributo messo a disposizione dalla regione sarà legato all’assunzione dello stagista entro sei mesi. E sarà la stessa amministrazione a verificarne l’eventualità.  

Tra gli aspetti positivi delle nuove linee guida c’è anche la creazione di un Osservatorio regionale dei tirocini in collaborazione con l’Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana, Irpet, e l’ufficio regionale di statistica. Sarà proprio l’Osservatorio ad analizzare e verificare i risultati, in particolare per quanto riguarda la qualità dell’occupazione creata, dopo una prima fase di attuazione sperimentale di almeno un anno

Positivo il commento dei sindacati e delle associazioni datoriali. Monica Stelloni della Cgil [nella foto a sinistra] parla di un risultato «frutto di un metodo» e del tirocinio che «torna ad essere strumento di politica attiva» di cui l’osservatorio potrà finalmente misurare l’efficacia; Flavio Gambini, della Uil, sottolinea anche la volontà «di cercare il work in progress e vedere l’attuazione e l’impatto che avrà», e Stefano Boni, Cisl, plaude al fatto che il contributo sia vincolato a una effettiva assunzione «quindi una cosa reale, non fittizia» e si augura che «nei controlli si verifichino che non ci siano anche mansioni troppo ripetitive».  


Sul fronte delle imprese, Tiziano Tempestini di Confcommercio parla di «nuova dignità» per la misura del tirocinio; Laura Simoncini, di Confartigianato, di «un percorso costruttivo»; e Gabriele Baccetti di Confindustria ricorda che «sarà il monitoraggio a dirci se la strada individuata è quella giusta, come pensiamo, o se sarà necessario introdurre dei correttivi». Secondo Cinzia Caraviello di Confesercenti «aver aumentato anche se solo di 100 euro il rimborso spese è comunque un indicatore importante perché si andrà a pagare meglio questi giovani. E ben venga il monitoraggio perché ci diamo del tempo per essere vigili su quello che succederà».  

L’aumento del rimborso spese a 600 euro mensili è senza dubbio una notizia positiva. Con questa modifica la Toscana si pone immediatamente dietro al Lazio, la più virtuosa con un’indennità per gli stagisti di 800 euro al mese, condividendo la posizione con Valle d’Aosta, Piemonte, Abruzzo e Molise, come si vede anche dall’ultima Guida Best Stage 2023 della Repubblica degli Stagisti. Ora bisognerà aspettare per capire se le modifiche introdotte continueranno ad attestare la Regione tra le virtuose per uso dello stage o se, invece, le aziende decideranno di invertire la rotta.

Marianna Lepore

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