Portare lavoro al Sud, grazie al cambio di paradigma digitale Bip apre due nuove sedi in Puglia

Scritto il 23 Feb 2024 in Notizie

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Creare lavoro al sud Italia. Una missione urgente, se si pensa che dalle Regioni del Mezzogiorno tra il 2002 e il 2021 c'è stato un “deflusso netto” di 808mila under 35, di cui 263mila laureati: oltre l'80% di loro, stando al Rapporto Svimez, si è spostato al centro-nord. In quello stesso periodo la quota di emigrati meridionali con elevate competenze si è quasi quadruplicata: oggi sono quasi uno su tre quelli che partono con una laurea in tasca.

stage lavoro puglia bariPerché si lascia la propria terra? A volte per curiosità, voglia di scoprire il resto del mondo. A volte, invece, perché si sente di non avere altra scelta. E molto spesso, in questo caso, la ragione è semplice: la mancanza di lavoro, o di un lavoro adeguato alle proprie competenze e ambizioni. Se nel posto in cui si vive non c'è un mercato del lavoro sufficientemente mobile, stimolante, si va a cercare opportunità altrove. 

Capita che la scelta avvenga addirittura prima: tra il 2000 e il 2022 le università del Mezzogiorno hanno registrato una diminuzione degli immatricolati del 4%, mentre quelle del centro-nord un incremento del 30%. Gli studenti meridionali che "salgono" fin dalla triennale per studiare, racconta lo Svimez, sono sempre di più – così come quelli che, completata la triennale nella loro Regione d'origine, scelgono il centro-nord per la magistrale o un master. 

Così il sud d'Italia si spopola – la popolazione tra il 2011 e il 2023 si è ridotta di oltre un milione di persone, a fronte di una sostanziale stabilità nel centro-nord – e ad andarsene sono sopratutto quelle energie giovani che invece avrebbero tanto da dare ai territori.

E quindi, bisogna creare lavoro al sud. Creare imprese locali, certo. Ma anche, da parte di aziende nate al centro-nord, aprire sedi nel Mezzogiorno. È uno dei progetti di Bip, la più grande società di consulenza a matrice italiana, da molti anni parte del network di aziende virtuose della Repubblica degli Stagisti. Dopo aver aperto uffici a Palermo, Catania e Messina, Bip sbarca ora in Puglia con una doppietta: una sede “flagship” a Bari e una sede “di progetto”, in joint-venture con un'azienda cliente, a Lecce.

stage lavoro Alberto Idone bip sede Bari«Ci stiamo muovendo nei territori dove c'è un incrocio tra buone università, e quindi disponibilità di talenti, e la possibilità di servire i clienti al meglio, con infrastrutture adeguate» spiega Alberto Idone, entrato in Bip nel 2004, quando era un ventiseienne fresco di laurea in microelettronica appena tornato da un biennio negli Usa, e cresciuto all'interno dell'azienda fino ad essere oggi, a 45 anni, partner con la responsabilità di group managing partner Italy. 

Le università, in particolare, sono un nodo centrale dell'iniziativa: Bip è interessata soprattutto a candidati con background STEM (science, technology, engineering and mathematics)  e «il livello di gestione e di qualità degli atenei del Sud è adesso molto alto» assicura Idone. Un circolo virtuoso, perché la partnership di una grande azienda (oggi Bip è presente in tredici Paesi nel mondo e impiega oltre 5mila persone a livello globale) con le università porta anche gli studenti ad avere più fiducia in un possibile sbocco lavorativo dopo la laurea: «Uno dei temi annosi del Sud è che molti giovani non vanno all'università perché dopo non c'è un futuro, e allora pensano che sia meglio iniziare a lavorare». Da questo cul-de-sac si esce solo creando effettivamente opportunità di lavoro di qualità nei territori. Peraltro, Bip seleziona per le sue sedi al sud anche profili umanistici, per ruoli di organizzazione e di risorse umane.

stage lavoro sede Bip Bari PugliaAll'inaugurazione della sede di Bari, a fine gennaio, era presente il sindaco Antonio De Caro; il presidente della Regione Michele Emiliano è passato il giorno dopo, durante il “Talent Discovery Day” organizzato per far conoscere Bip alla città e raccogliere le prime candidature spontanee. Il progetto prevede di portare 250 posti di lavoro in Puglia da qui alla fine del 2025: al momento in organico ci sono già una trentina di persone, e le risorse umane sono al lavoro per vagliare i cv arrivati – già oltre duecento. 

E il famigerato digital divide? «Il 60% dei residenti del Mezzogiorno ha difficoltà di accesso a Internet, è vero; ma il gap in questi anni è stato colmato parecchio, soprattutto nei grandi centri cittadini. La situazione cambia ovviamente nei paesi dell'entroterra, ma nel caso di Bari, Lecce, Palermo non abbiamo alcun problema» assicura Idone: «La riduzione del digital divide è un fattore abilitante. Dieci anni fa, o anche solo cinque, sarebbe stato impossibile, perché per il nostro lavoro abbiamo bisogno della banda larga» non solo banalmente per le riunioni Teams ma anche «per alcune attività in cui ci sono grandi file da trasferire: la banda larga è precondizione». E nei grandi capoluoghi del Mezzogiorno funziona bene come a Milano.

Le sedi al sud possono anche essere preziose per le persone che vogliono “tornare”. A chi proviene dalla Puglia, o dalla Sicilia, e un lavoro ce l'ha già – in Bip, o altrove – al centro-nord, si apre d'un tratto la possibilità di ritornare nella propria Regione senza dover abdicare, come spesso accade, alle proprie ambizioni professionali. Per molti questa possibilità ha un valore incommensurabile. «Prima che professionisti siamo tutti persone» dice Idone con semplicità: «Se la persona è più a suo agio, non c'è dubbio che poi il professionista riesca anche meglio nel suo lavoro». Bip ha già gestito finora una trentina di richieste di questo tipo da parte di suoi dipendenti desiderosi di rientrare in terra natìa, con dei periodi di «transizione»

Peraltro, queste nuove sedi sono anche pensate per ridurre uno degli aspetti meno positivi del lavoro nel settore della consulenza: e cioè l'alto turn-over. «Nei mercati molto maturi, come Milano e Roma, il tasso di turn-over è naturalmente alto, soprattutto nei giovani alle prime esperienze di lavoro», a cui può capitare, «dopo aver studiato materie di ampio respiro», di sentirsi stretti quando vengono messi a lavorare su progetti «molto focalizzati, verticali». La possibilità di “testare” più ambienti di lavoro è naturalmente legittima, ma le aziende virtuose ci tengono a costruire con i dipendenti collaborazioni durature. «Noi impostiamo le relazioni sempre a lungo termine, non ci interessa avere interinali per coprire degli spike» conferma Alberto Idone. Nelle sedi del sud il turn-over è molto meno marcato, probabilmente perché «le persone sono  più a loro agio; sono in una comfort zone perché vivono dove hanno costruito il loro bagaglio di affetti, di relazioni; e così sono più focalizzate, concentrate. Questo va migliorare tutte le dinamiche del lavoro: per noi sembra essere una scommessa vincente».

stage lavoro ufficio Bip BariPer queste sedi del sud, che non possono contare su un grande "indotto" di mercato territoriale, Bip ha ideato una strategia particolare: «Le abbiamo specializzate con dei temi principali. A Palermo, la cyber security. A Bari vogliamo lanciare un centro di eccellenza digitale sull'AI, l'intelligenza artificiale» spiega Idone. Un progetto di ampissimo respiro, perché «l'intelligenza artificiale è un settore dove in questo momento c'è molta ricerca e sviluppo, molte tecnologie sono in fase di sperimentazione; non ci sono ancora molti casi di applicazione pratica, ma stanno emergendo». Secondo il manager «la curva di domanda esploderà dal secondo semestre di quest'anno in avanti». E Bip sarà pronta. Con i suoi trecento professionisti già attivi nel campo dell'AI sparsi in Italia, e con quelli che andranno a costituire il nuovo gruppo di lavoro pugliese.

«I clienti più importanti, i "consumatori della consulenza", sono le grandi aziende; e al sud ce ne sono ancora poche rispetto a quante ce ne sono al nord» spiega Alberto Idone: «Con un network solo locale il progetto Sud non sarebbe potuto decollare. È proprio il cambio di paradigma che sostanzialmente svincola la presenza fisica dal luogo del cliente che ci permette di attuarlo».

Il cambio di paradigma vuol dire che oggi una persona può lavorare per uno dei clienti più importanti a livello mondiale non dalla sede di Milano, di Roma o di New York, ma da quella di Palermo. E questo grazie alla tecnologia. « È uno dei pochi lati positivi di quella sciagura che è stato il Covid» riflette Idone. E non solo dal punto di vista informatico – «le tecnologie non sono che degli strumenti, alla fine» – ma anche per «le nuove modalità sociali: oggi è più facile impostare le relazioni a distanza, c'è più abitudine». Il che permette a un cliente di accettare che il suo consulente non sia insieme a lui in ufficio, ma altrove. Magari in un'altra città. Magari in Puglia. Magari nell'ufficio di Bari Vecchia con vista sul porto di Bari e sul mar Adriatico: «Una volta sarebbe stato impossibile. È un cambiamento culturale». 

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