Il Covid diminuisce le opportunità per i giovani (e specialmente le giovani): meno stage sopratutto in alberghi e ristoranti

Scritto il 10 Mar 2021 in Notizie

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Nel terzo trimestre del 2020 sono stati attivati 68.514 tirocini extracurricolari: il 12% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, quando avevano preso il via 78.043 percorsi formativi di questo tipo. Un calo non drammatico, tutto sommato, frutto della piccola “ripresa” estiva. Ma ovviamente dal punto di vista della suddivisione per settori ve ne sono alcuni che hanno continuato a patire e per i quali questa “ripresa” è stata meno pronunciata. In cima alla lista, prevedibilmente, ci sono le strutture turistico-ricettive.

stage lavoro baristaIn alberghi e ristoranti gli stage attivati tra luglio e settembre del 2020 sono stati  6.952, rappresentando solo il 10% del totale; nello stesso arco di tempo dell’anno precedente, in epoca pre-pandemia, erano stati 10.051, cioè quasi il 13% del totale. Il calo del numero di opportunità di stage in termini assoluti dall’ultimo anno pre-pandemia, il 2019, all’anno del Covid – confrontando per entrambi gli anni i mesi di luglio, agosto e settembre – è stato del 31%, quindi quasi il triplo del calo mediamente registrato in tutti i settori produttivi (– 12%).

Ma tutto sommato una flessione meno pronunciata di quanto si potesse temere per un comparto, quello ricettivo, che ha subito un impatto devastante dalle misure sanitarie restrittive. E forse qui pesa il fatto che gli stage siano così convenienti dal punto di vista economico: non è improbabile che albergatori e ristoratori al momento della riapertura, e specialmente in vista di una stagione estiva incerta, abbiano prediletto gli inquadramenti in stage – meno onerosi e meno vincolanti – ai contratti stagionali.

È sempre importante osservare i dati anche con l’ottica di genere: e quindi sapere che dei  6.952  stage nel settore Alberghi e ristoranti, tra luglio e settembre 2020, una buona fetta – 3.637, pari al 52% – ha riguardato donne. Una percentuale identica peraltro a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente.

Meno 20% di opportunità nel terzo trimestre 2020 nel settore che il ministero intitola “Industria in senso stretto”: 11.465 tirocini extracurricolari (si parla sempre e solo di questi quando si citano dati ministeriali, perché sono gli unici monitorati) attivati tra luglio e settembre 2020 a fronte dei  14.496 che erano stati attivati nello stesso periodo dell’anno precedente, e in questo caso la schiacciante maggioranza delle opportunità è riservata ai maschi, che rappresentano il 69% degli stagisti in questo settore di attività in questo periodo. Anche in epoca pre-pandemia comunque si verificava un simile disequilibrio, sebbene in maniera un po’ meno pronunciata: nel terzo trimestre 2019 per esempio il 66,5% degli avviamenti in stage in questo settore avevano riguardato maschi.

Meno 20% anche per le attività afferenti ad “Altri servizi pubblici, sociali e personali”:  3.950 tirocini extracurricolari partiti tra luglio e settembre dell’anno scorso, di cui il 56% ha riguardato stagiste donne. Nel 2019 gli stage in questo settore nello stesso arco di tempo erano stati 4.912. Qui il contraccolpo per le donne, con un calo significativo delle opportunità per loro, si è fatto decisamente sentire: c’è stato oltre un 5% di attivazioni di tirocini improvvisamente “migrato” dagli donne agli uomini, se si pensa che nello stesso periodo del 2019 le donne erano state le beneficiarie del 61,5% dei percorsi formativi di questo tipo. In questa macrocategoria vi sono per esempio i cinema e i teatri, le radio e le televisioni, le biblioteche, gli stadi e gli altri impianti sportivi, ma anche i sindacati, le associazioni datoriali di categoria e gli ordini professionali, e ancora gli stabilimenti balneari – ma anche le aziende che si occupano dello smaltimento dei rifiuti e delle acque di scarico.

Quindici per cento in meno per il settore multisfaccettato dei “Trasporti, comunicazioni, attività finanziarie e altri servizi alle imprese”: 14.935 stage contro i 17.561 dell’anno precedente. In questo gruppo si trovano, tra le altre, anche le aziende che si occupano di organizzazione di fiere e convegni e le agenzie di recupero crediti.

Flessione davvero piccola infine nel settore “Commercio e riparazioni”: qui gli stage attivati sono stati tra luglio e settembre 17.383, solo un – 7% rispetto al 2019
. Il che è coerente, del resto, con il fatto che molte attività del settore commercio (a cominciare dai piccoli e grandi punti vendita di generi alimentari e farmacie) sono state in un certo senso “risparmiate” e hanno potuto continuare a lavorare anche nei momenti dei lockdown più duri.

Praticamente nessuna flessione invece nell’agricoltura, dove comunque lo strumento dello stage è utilizzato in maniera irrisoria: 1.314 percorsi formativi extracurricolari attivati tra giugno e settembre 2020, in quattro casi su cinque coinvolgendo stagisti maschi; nel 2019 erano stati 1400 (con una percentuale quasi identica, 78%, a favore di maschi).

Ci sono però due settori che fanno registrare un segno più: +16%  nella “Pubblica amministrazione, istruzione e sanità”, con 8.632 tirocini attivati (e il 56% sono stagiste donne) contro i 7.430 partiti nello stesso settore nello stesso periodo dell’anno precedente (in quel caso le stagiste avevano rappresentato addirittura il 59% del totale). L’altro è quello delle costruzioni con un +11%: nel terzo trimestre 2020 sono stati infatti attivati addirittura più stage – per la precisione 3.866 – rispetto allo stesso periodo del 2019, quando le attivazioni registrate si erano fermate a 3.497. Manco a dirlo, un settore quasi esclusivamente maschile: gli stagisti rappresentano l’86% (3.335), le stagiste solamente il 18% (14%).

Il fatto che questi due settori abbiano “tenuto” può a prima vista sorprendere, ma era una tendenza già emersa quando qui sulla Repubblica degli Stagisti avevamo pubblicato i dati inediti relativi ai primi due trimestri del 2020. Probabilmente da un lato incide il fatto che la pubblica amministrazione non si è potuta fermare, in questi mesi, e anzi ha dovuto fronteggiare una profonda riorganizzazione delle policy per poter fornire prestazioni ai propri utenti anche in una situazione di lockdown o semilockdown senza considerare il fatto che all'interno di questo settore è compresa anche la sanità, che anzi è stata letteralmente sotto stress negli ultimi mesi. Dall'altro, non è da escludere che il settore delle costruzioni "regga" anche grazie ai bonus che sono stati previsti dai decreti di emergenza, e che stanno permettendo di eseguire ristrutturazioni (per esempio interventi di riqualificazione energetica, bonus facciate etc) con importanti detrazioni fiscali. E tutto questo si traduce in una non-diminuzione, anzi addirittura un aumento, delle opportunità di tirocinio.


Credits per le immagini:
Foto di apertura di Kate Townsend tratta da Unsplash
foto del barista di Quaid Lagan tratta da Unsplash

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