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DiD

Buonasera a tutti.. sono nel panico.. ho bisogno di alcuni chiarimenti. Premessa: qualche mese fa avevo sottoscritto un contratto di collaborazione con una società di Milano per fare ripetizioni on line. Mai chiamato.. lo avevo anche dimenticato.. Oggi mi hanno confermato uno stage e mi chiedono la DID. Ovviamente ho disdetto la collaborazione e mi dicono che domani danno al consulente del lavoro la richiesta di cessazione del rapporto. Dovendo lo stage cominciare il 1 giugno secondo la Vs esperienza: - è obbligatorio il DID? - quanto ci può mettere il consulente del lavoro per fare la cessazione e permettermi di scaricare il DID online? Grazie, per favore aiutatemi Laura

Ultimo Post: 2 settimane, 1 giorno fa

Di: LauraMor

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Lasciare un tirocinio per farne un altro?

Interrompere anticipatamente uno stage è sempre possibile, in tutte le Regioni, e quasi mai impedisce di poter fare successivamente altri tirocini altrove. Qui abbiamo analizzato il tema dell'interruzione anticipata degli stage: https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/interruzione-anticipata-tirocinio-garanzia-giovani-in-toscana-insoddisfacente Nel nostro Focus abbiamo interpellato la Regione Toscana, che ci ha fornito i suoi numeri rispetto ai tirocini interrotti prima della naturale scadenza; ma il principio è comune a tutte le normative regionali: uno stage non è un giogo, quindi può essere interrotto anzitempo se lo stagista ha una ragione (es. se non si trova bene, se scopre che quel settore professionale non lo interessa, se riceve una proposta di stage o di lavoro più allettante, o semplicemente se cambia idea e ritiene di non voler portare a termine quel determinato tirocinio). In questi casi il tirocinante deve sempre inviare una comunicazione scritta al tutor del soggetto promotore e al tutor del soggetto ospitante per informarli della decisione di interrompere anticipatamente l'esperienza di stage. In particolare la normativa pugliese (la più recente risulta ancora essere il regolamento n° 3/2014) prevede esplicitamente all'articolo Art. 17 (intitolato proprio "Interruzione anticipata del tirocinio") che «Il tirocinio può essere interrotto prima della sua naturale scadenza nelle seguenti ipotesi:- perdita dei requisiti prescritti dall’art. 3, co. 4, L.R. n. 23/2013. In tal caso, il soggetto che venga a conoscenza della circostanza deve darne tempestiva comunicazione all’altra parte sottoscrittrice della convenzione. Spetta, in ogni caso, al soggetto promotore informare il tirocinante, le r.s.a/r.s.u. o, in mancanza, le strutture sindacali territoriali di categoria, nonché la Direzione Territoriale del lavoro competente per territorio;- motivata comunicazione scritta da parte del tirocinante, inviata al tutor del soggetto promotore e al tutor del soggetto ospitante;- violazione, da parte del soggetto ospitante o del soggetto promotore ovvero del tirocinante, degli obblighi previsti dalla convenzione e dal progetto formativo individuale;- sopravvenienza di cause ostative al raggiungimento degli obiettivi formativi; in tal caso, il soggetto ospitante deve darne immediata comunicazione, in forma scritta, al soggetto promotore, precisando le ragioni sottostanti. Soggetto promotore e soggetto ospitante verificano che non esista la possibilità di dare ulteriore corso allo svolgimento del percorso formativo». E questo per esempio è un facsimile di modulo per la cessazione anticipata di uno stage, disponibile sul sito dei centri per l'impiego della provincia di Barletta-Andria-Trani: http://www.provincia.bt.it/Portals/0/asettore6/TIROCINI/CESSAZIONE_ANTICIPATA_TIROCINIO.pdf

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Tirocinio orari

In linea di massima gli orari di uno stage vengono concordati preventivamente e vanno rispettati da tutti: da una parte e dall'altra. Può certamente capitare di sforare qualche volta, e 15-20 minuti su otto ore non sono un tempo molto rilevante. Dipende anche dalle circostanze specifiche: ti è stato chiesto espressamente dal tuo tutor o da qualche collega di fermarti per quei 15-20 minuti in più per la chiusura? O semplicemente sei stata tu a non accorgerti di che ora fosse, e quindi a uscire più tardi rispetto al previsto? Certo, se te lo chiedono/impongono ogni volta che ti capita l'orario coincidente con la chiusura del punto vendita, e questi 15.20 minuti aggiuntivi diventano un'abitudine, allora non va bene. A quel punto è meglio affrontare il discorso con il tutor, facendo presente la situazione e chiedendo come preferiscono compensare, se facendoti entrare con quei 15 minuti di ritardo il giorno successivo, oppure magari "contando" i minuti in più ogni settimana e poi concordando un giorno della settimana successiva in cui magari tu possa fare una o due ore di meno rispetto a quanto previsto. Prendere e andar via così, su due piedi, allo scadere delle proprie otto ore non è invece una soluzione molto diplomatica; rischierebbe di indispettire il tutor e i colleghi, e di dare di te un'immagine menefreghista rispetto al lavoro da svolgere. Facci sapere ConfusaCiao!

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Abbandonata dal Tutor

Dividiamo il discorso in due: primo, come migliorare la tua situazione attuale; secondo, come evitare di perdere altre opportunità.Per quanto riguarda la situazione attuale, la cosa migliore è che tu prenda un appuntamento e parli apertamente di questo problema con il tuo tutor del soggetto promotore (chi è? Il centro per l'impiego della tua città?). Tecnicamente non è "vietato" che il tutor vada in trasferta o in ferie mentre gli è assegnato uno stagista; e dunque non si tratta di una situazione inaudita. Il buon senso vorrebbe però che, per i giorni di assenza, affidasse lo stagista (specie se appena arrivato!) a una persona di sua fiducia, chiamiamola "vice-tutor", che possa fare le sue veci e seguire lo stagista nelle attività quotidiane. Potresti dunque porre al tutor del soggetto promotore questo tema, chiedendo il suo intervento affinché venga designata una seconda persona nell'ufficio, tra i cinque colleghi che nomini, che possa seguirti da vicino quando il capo non c'è (e magari anche quando c'è... ma non ha abbastanza tempo per te).In questo modo potrai vedere se la situazione migliora, se senti di essere più seguita e di imparare di più.Contemporaneamente, specie se non sei convinta di questa esperienza che stai facendo, continua a guardarti intorno! Se vedi qualche annuncio che ti interessa, candidati senza remore; e se ti chiamano a colloquio, trova il modo di fissare un giorno/orario fattibile, e sostieni il colloquio. Il mondo del lavoro è complesso, e anche se stai facendo uno stage, è perfettamente corretto che tu ti tenga aperte altre strade, e possa serenamente valutare eventuali opportunità in caso se ne presentassero. Se avessero voluto legarti in maniera più solida e permanente a loro, del resto, ti avrebbero fatto un contratto di lavoro, anziché uno stage.

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Borsa di studio e tirocinio

Il tema è scivoloso. Lo stage non è lavoro, dunque non si può dire che l'indennità mensile che tu percepisci (già? lo stage è già in corso?) rientri in una transazione soldi in cambio di lavoro. Lo stage è formazione, l'indennità una sorta di "ricompensa", un riconoscimento del valore economico dell'attività dello stagista, ma non è uno stipendio, non è una retribuzione. Inoltre, purtroppo a volte capita che l'indennità di stage venga definita "borsa di studio" (specie nel caso di tirocini curricolari) o "borsa lavoro".Però l'indennità mensile non è nemmeno un "aiuto economico".La cosa migliore sarebbe chiedere lumi direttamente all'ente che ha emesso il bando, per capire se l'indennità mensile di un tirocinio extracurricolare rientra nelle fattispecie della incompatibilità.

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Ore di assenza

Il proprietario dell'attività presso cui stai svolgendo il tuo stage, Elis, ha le idee un po' confuse. Lo stage non è un contratto di lavoro, lo stagista non è un dipendente, e gli orari indicati sul progetto formativo individuale sono sostanzialmente "indicativi": nel senso che vanno rispettate il più possibile, ma che non rappresentano un vincolo tassativo per lo stagista. Come abbiamo scritto anche a un altro lettore poco fa qui sul Forum, non si può far timbrare il cartellino agli stagisti, né metaforicamente né tantomeno fisicamente, oppure chiedere loro di recuperare le ore di assenza. Quando parli del 70% vuoi sottintendere che si tratta di un tirocinio inserito in qualche programma particolare, come ad esempio Garanzia Giovani? Oppure c'è un altro motivo che ti spinge a credere che ci sia una soglia percentuale minima/massima per le assenze durante un qualsiasi tirocinio formativo? (in ogni caso, un pomeriggio di assenza in due mesi di stage full time equivale ad avere perso un ottantesimo del tempo indicato per il percorso formativo. Un ottantesimo non ci sembra una quota rilevante) Chi è il soggetto promotore di questo stage che stai facendo? Il centro per l'impiego della tua città? Potresti contattarlo e chiedere di intervenire per spiegare meglio al tuo tutor come funziona la normativa sugli stage, in modo che in futuro siate tutti sulla stessa pagina... e che lui si renda conto di non avere a disposizione un dipendente! Il fatto che la normativa regionale pugliese in materia di tirocini non espliciti nulla in merito alle assenze non autorizza a "fantasticare" sul significato "implicito". Anzi, se mai effettivamente esistesse davvero (cosa peraltro tecnicamente impossibile) una sorta di "divieto di assenza" durante uno stage, esso dovrebbe essere (grosse risate) per forza esplicitato espressamente.

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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4 giorni di assenza in 3 mesi è grave?

Ma perché dovrebbe essere "grave"? Può capitare di fare dei giorni di assenza durante uno stage, così come se si ha un contratto di lavoro: a volte capita di essere malati o di avere dei contrattempi che impediscono di andare in ufficio. L'importante è che tu lo abbia sempre comunicato tempestivamente al tuo tutor e/o all'ufficio HR. Lo hai fatto, Gianlorenzo? In particolare, non essendo lo stage un contratto di lavoro, le ore di attività indicate nel progetto formativo individuale sono in un certo senso "indicative", non tassative; insomma non si può far timbrare il cartellino agli stagisti, né metaforicamente né tantomeno fisicamente, oppure chiedere loro di recuperare le ore di assenza. Ovviamente è importante che lo stagista frequenti assiduamente e rispetti gli orari concordati... ma non è una tragedia se per un giorno non può essere presente perchè ha una visita medica o un esame all'università, insomma! A meno che, ovviamente, l'assenza dello stagista sia molto prolungata, e quindi l'accorciamento del periodo di stage metta in pericolo l'acquisizione delle competenze prevista all'interno del progetto formativo. In quel caso (ma stiamo parlando appunto di assenze prolungate, 2 settimane o più), lo stagista può cercare la collaborazione del soggetto promotore e del soggetto ospitante per prolungare lo stage al fine di recuperare il tempo di assenza e poter portare a termine il proprio percorso formativo. Quattro giorni di assenza su 78 non sono pochissimi, è vero, ma nemmeno tanti!

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Non rispetto in ufficio

Con una situazione simile, è certamente una buona idea quella di mettersi a cercare un'altra occasione, anche senza aspettare il termine della durata prevista per lo stage. L'esperienza resterà comunque nel tuo curriculum; ci sono motivi specifici per cui fai riferimento alla percentuale minima del 70% delle presenze? Stai per caso facendo un tirocinio particolare, all'interno di qualche programma che prevede l'obbligo di effettuare almeno il 70% delle ore per avere un qualche attestato? Perché se si tratta di un tirocinio "normale", è comune che possa capitare di interromperlo anticipatamente (non molto tempo fa abbiamo approfondito questo argomento, ecco il link all'articolo: https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/interruzione-anticipata-tirocinio-garanzia-giovani-in-toscana-insoddisfacente) e ciò non ha conseguenze; se non quella, abbastanza improbabile, che ti venga chiesto durante un colloquio di spiegare la durata un po' ridotta di quel tirocinio. Rispetto a quel che ti sta accadendo, durante uno stage come in qualsiasi esperienza professionale può capitare di non entrare in sintonia con i colleghi, con il capo, o con il tutor come nel tuo caso. Non bisogna mai dimenticare che i rapporti di lavoro sono sempre e comunque rapporti tra persone; e le persone hanno ciascuna il proprio carattere, i propri punti di forza e di debolezza, si portano dietro il proprio bagaglio di esperienze pregresse, talvolta di insicurezze, aggressività. Essere professionali vuol dire ovviamente imparare a interagire professionalmente, cioè a non lasciarsi guidare dal proprio umore o dalle proprie simpatie nei rapporti con colleghi, superiori, clienti e così via, instaurando invece relazioni basate sull'efficienza, la collaborazione, il lavoro di squadra per lavorare il meglio possibile. Essendo una grande azienda, forse sei ancora in tempo per trovare, all'interno del tuo ufficio, qualcun altro a cui fare riferimento e che possa diventare il tuo tutor di fatto. Un'altra strada che potresti intraprendere è quella di richiedere un colloquio con l'ufficio HR, ed esporre il tuo caso, chiedendo magari se non sia possibile simulare una sorta di "rotazione" e farti proprio cambiare ufficio, permettendoti di svolgere gli ultimi 2 mesi di stage con un tutor differente, per vedere se magari in un ambiente nuovo riesci ad ambientarti meglio e a imparare quel che finora hai avuto difficoltà a imparare proprio a causa della non facile relazione con il tutor che ti è stato assegnato.In questo caso potresti anche usare l'accadimento della positività Covid; il modo in cui è stato gestito, senza avvisarti preventivamente, è francamente molto scorretto ed è giusto che l'ufficio HR ne sia al corrente e che qualcuno si prenda le responsabilità per questa mancata comunicazione che ti ha impedito di proteggere la tua famiglia dal contagio. Ultimo appunto: dalle righe che scrivi emerge anche un po' di insicurezza, come se tu partissi già con il freno a mano tirato, in qualche modo timorosa di non avere le carte in regola; magari c'è un po' di senso di inadeguatezza per il fatto di esserti laureata troppo tardi? Questa insicurezza probabilmente sta alla base di una sensibilità molto accentuata, che potrebbe (è un'ipotesi) portarti magari a sopravvalutare la portata degli eventi in ufficio, magari a percepire in maniera ingigantita una ostilità; oppure a reagire in maniera molto emotiva (scoppiare a piangere) di fronte a una critica. Intendiamoci, siamo tutti esseri umani, il pianto è un modo umano di esprimere dolore, gioia, frustrazione e tanti altri sentimenti. Non è a priori sbagliato restare umani anche sul posto di lavoro, gli ambienti di lavoro dove tutti sono dei robottini senza sentimenti, senza vita privata, senza emozioni non sono certamente i migliori dove stare. Dunque può capitare di emozionarsi o arrabbiarsi fino alle lacrime, anche in ufficio. Ma forse puoi fare un po' di introspezione, magari cercando anche (se puoi e vuoi permettertelo) un supporto esterno, un parere professionale che possa aiutarti ad acquisire più fiducia in te stessa, a non sentirti così "esposta", così "nuda" sul luogo di lavoro, a non percepire ogni critica come una "coltellata". Bisognerebbe tendere a trovare un equilibrio, in modo da avere le spalle larghe e non lasciare che i giudizi altrui - nella vita privata come in quella professionale - siano in grado di ferirci così tanto. In bocca al lupo e torna a raccontarci come va!

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Stage, non mi piace

Partiamo dalla fine: non si può rimanere in un'azienda anche se ci si trova malissimo per senso di colpa, cioè per paura di deludere le aspettative di qualcuno. Il senso di colpa non è un sentimento sano, né nelle relazioni personali né in quelle professionali. Si rimane in un'azienda se ci si sente a proprio agio, se ci si sente rispettati e possibilmente anche valorizzati; a maggior ragione quando si tratta di uno stage, e non c'è dunque nell'equazione nemmeno la questione dello stipendio per mantenersi (tutt'al più una indennità mensile). La situazione che descrivi è quasi comica nella sua sgangheratezza: un solo dipendente regolarmente assunto, tutti gli altri (quanti?) a Partita IVA (probabilmente l'ispettorato del lavoro avrebbe a che ridire), leggi bellamente ignorate (non fumare sul luogo di lavoro non è un suggerimento alle aziende, è una imposizione normativa). Dulcis in fundo, una gestione delle risorse in stage completamente fuori dal mondo: da una parte non si rispetta il progetto formativo, cioè non si investono tempo ed energie per insegnare allo stagista cosa fare, trasferirgli delle competenze; dall'altra parte però si pretende che lo stagista "dia risultati", che sia magicamente in grado di fare cose anche complesse per conto suo e metterle a disposizione dell'azienda. (Ci manca anche solo che facciano un investimento sulla base di un tuo studio... e se poi l'investimento andasse male cosa farebbero? Se la prenderebbero con te? Ti addosserebbero la responsabilità? Non ci sono proprio i presupposti, stando al tuo racconto, perché questa cosa possa essere accettabile nel quadro di una relazione sana tra uno stagista e il suo soggetto ospitante...) Cara D, in definitiva, quello che descrivi non ci sembra un posto sano dove svolgere uno stage. Se ci tieni a dar loro "l'ultima possibilità", puoi provare a parlare in maniera franca con il tuo tutor del soggetto promotore (di chi si tratta? Dell'ufficio tirocini dell'università dove ti sei laureata) e capire se insieme potete elaborare una strategia per rimettere sui giusti binari questo stage. Nella fattispecie, il soggetto promotore potrebbe richiamare all'ordine il soggetto ospitante, "rinfrescandogli la memoria" rispetto a come è corretto trattare uno stagista. A cominciare dal fatto che ti devono seguire nel quotidiano, ti devono insegnare a fare le cose, non ti possono lasciare tutto il tempo a svolgere attività da sola... e non devono fumare! Non solo nella tua stanzetta: non devono proprio fumare in tutto l'edificioooo! ;-) La cosa importante non è che tu non deluda le loro aspettative, bensì che tu non perda il tuo tempo. Fare uno stage è un vero e proprio investimento per lo stagista: dev'essere ben ponderato, e non ha molto senso portarlo a termine se si impara poco e niente. Facci avere tue notizie!

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Mobbing e tutor molestarore. Aiuto

La situazione è piuttosto complessa e critica, sopratutto considerando che dici di vivere in un territorio economicamente depresso ("nella mia zona non c'è lavoro") e perché la persona che ti sta creando problemi al lavoro è il figlio del capo. Anche se ci fosse un ufficio Risorse umane a cui rivolgersi (non sempre esiste, dipende dalla grandezza e dalla organizzazione aziendale), è molto probabile che raccontare l'accaduto e chiedere un loro intervento non servirebbe a molto: essendo la persona che ti sta creando problemi il figlio del capo (che è anche il proprietario? O solo un top manager?), è difficile pensare che potrebbe essere davvero censurato; e anche se questo accadesse, non bisogna nascondersi che probabilmente il suo atteggiamento di mobbing continuerebbe, in forme magari più attenuate e magari anche più insidiose. Ovviamente ha un peso il fatto che lui sia gerarchicamente sopra di te (essendo il tuo tutor e tu una stagista), quindi è a monte inappropriato che lui ci abbia provato; ma il fatto che tu abbia ceduto a questo corteggiamento a un certo punto, e sia capitata l'occasione di un bacio, non ha di per sé una valenza negativa; siete due adulti, lo avete fatto in maniera consenziente, sono cose che in ufficio capitano, anche quando non dovrebbero. Certamente però le "conseguenze" di questo bacio stanno avendo un effetto deleterio sul tuo percorso formativo. Non c'è, in ufficio, qualche altra persona a cui potresti cominciare a fare riferimento? Spesso gli stagisti non imparano solo dai propri tutor, quelli formalmente indicati nel progetto formativo; capita che vengano affiancati anche ad altre persone. In questo caso per te staccarti da questo tutor ingombrante, con il quale il rapporto è cominciato male e proseguito peggio, sarebbe probabilmente salvifico. E' chiaro che quest'uomo non è equilibrato, non riesce a separare la sfera lavorativa da quella personale e sopratutto a calibrare i suoi comportamenti in maniera appropriata: per quanto vi siate scambiati un bacio, tu resti una stagista accolta dalla sua azienda, e sei lì per imparare un lavoro, acquisire delle competenze. Dunque se con lui non riesci più ad acquisirle, prova a vedere se puoi trovare un "tutor surrogato". Non serve nemmeno che cambi ufficialmente sui documenti, l'importante è che tu possa procedere nel tuo percorso formativo, abbia attività da svolgere e qualcuno che ti "insegni il mestiere", e che quindi la relazione andata a male con questo tutor non rovini completamente la tua esperienza di stage. L'alternativa è quella di descrivere l'accaduto al tuo tutor del soggetto promotore (chi è che ha attivato questo tuo tirocinio? Il centro per l'impiego della tua città?), e vedere se loro hanno un suggerimento su come agire, se considerano la possibilità di affrontare loro la questione con il tutor e/o con l'ufficio HR dell'azienda (sempre se esiste, come dicevamo prima). Ma trattandosi di una situazione un po' opaca, in cui sarebbe un po' "la tua parola contro la sua", e non trattandosi di un vero e proprio caso di molestie (a meno che il bacio non ti sia stato forzato, nel qual caso sarebbe una vera e propria violenza), è francamente difficile riuscire ad agire efficacemente, censurare il tutor inappropriato e permetterti di proseguire il tuo stage "perfettamente". Dunque hai varie scelte. Tra cui quella di abbandonare questo luogo di lavoro che sembra, da come lo descrivi, piuttosto tossico. E' certamente difficile lasciare un'opportunità lavorativa quando non se ne vedono altre all'orizzonte; ma se ci devi rimettere la tua salute mentale, se andare tutti i giorni in ufficio ti fa venire ansia e depressione, forse allora non ne vale davvero la pena.

Ultimo Post: 2 settimane, 2 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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