250 stage part-time al Comune di Roma con 350 euro al mese di rimborso

Ilaria Mariotti

Ilaria Mariotti

Scritto il 19 Giu 2012 in Notizie

Sono 244 i nuovi tirocini offerti dal Comune di Roma nell’ambito della seconda edizione del progetto Pica (Percorsi attivi di cittadinanza attiva), a poco più di un anno dalla prima edizione - appena chiusa - lanciata dall'ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Trentotto i progetti aperti ai selezionati, che avranno tempo fino al 27 giugno per candidarsi, scegliendo uno dei settori proposti: ambiente, assistenza e solidarietà, informatica, patrimonio artistico e culturale, protezione civile, sicurezza e legalità, sviluppo e tutela del territorio, turismo. Ognuno dei quali regolato in base a uno specifico progetto suddiviso per fasi. Una buona occasione dunque per farsi le ossa nella pubblica amministrazione, e muovere i primi passi sul mercato del lavoro. Degno di nota è soprattutto l’aspetto economico del progetto: ogni stagista riceverà un rimborso di 350 euro mensili, per un impegno part time di 20 ore settimanali, una vera rarità vista la prassi particolarmente in voga presso le pubbliche amministrazioni di avvalersi di tirocinanti a costo zero. Malgrado però questo sforzo positivo (con un investimento di poco più di mezzo milione di euro solo per coprire i rimborsi spese), resta un neo: i ragazzi selezionati non avranno un punteggio aggiuntivo in caso di futuri concorsi presso l'amministrazione comunale. Un peccato che anche in questa occasione non siano state accolte le linee guida proposte da Anci e dalla Repubblica degli Stagisti, in base alle quali un ente pubblico potrebbe concedere ai suoi ex stagisti questa via privilegiata. Il progetto, come spesso accade per gli stage nella pubblica amministrazione, potrà dunque servire ai tirocinanti per acquisire competenze spendibili da qualche altra parte, oppure  come esperienza in più da aggiungere al curriculum. Ma nulla di più.
I requisiti per partecipare, oltre alla cittadinanza europea (ma sono ammessi anche gli extracomunitari che conoscano l’italiano) e alla titolarità dei diritti politici, sono l’età compresa tra i diciotto e i trent’anni di età e lo stato di disoccupazione o inoccupazione con relativa iscrizione ai centri per l’impiego. E poi ‘l’idoneità’ allo svolgimento delle mansioni da ricoprire. Non occorre essere laureati.
La candidatura si invia compilando la domanda e allegando il proprio curriculum sul sito, mentre la graduatoria viene stilata assegnando un punteggio a ogni titolo e al colloquio motivazionale, come indicato nel bando. Particolare rilevanza sarà data alle esperienze di volontariato: fino a dodici i punti concessi in questo caso, mentre per i titoli di studio si arriva solo fino a 6,5. Il motivo risiede probabilmente nelle circostanze che hanno portato a questa iniziativa nel 2011: sul sito è scritto infatti che «Pica è un progetto innovativo di formazione e impegno civico che nasce per volontà del ministro della Gioventù Giorgia Meloni e di Roma Capitale nell’anno europeo del volontariato» e «per rispondere al desiderio di tanti giovani di contribuire attivamente allo sviluppo sociale, culturale ed economico della propria città e vedere concretizzare il proprio impegno sul territorio». Si punta insomma non tanto sul percorso accademico, quanto sull’intraprendenza e voglia di mettersi in gioco dei giovani e sulle loro capacità pratiche.
Per il momento non è prevista una fase preselettiva, ma la commissione si riserva la possibilità di procedere in tal senso qualora il numero di richieste sia molto elevato (l’anno scorso sono state circa 5mila). I vincitori, che conosceranno l’esito del concorso tramite la pubblicazione online della graduatoria, cominceranno il tirocinio a ottobre, per una durata massima di sei mesi e senza possibilità di proroga.
Intanto dalle testimonianze postate sul sito i ragazzi  della prima edizione sembrano soddisfatti: «Si crea un bel rapporto tra i cittadini e n
oi tirocinanti, una vera fratellanza con gli abitanti del municipio che mi  ha lasciato molto di più rispetto agli anni di studi» racconta  Moana Giovagnoli, 26enne laureata in Scienze dei beni culturali, che si è occupata di scrivere notizie storiche sul sito del XV municipio nell'ambito del filone Sviluppo e tutela del territorio. Lucia, 24enne, studia Storia dell’arte e con Pica sperava in «qualcosa di utile per il futuro». Lei, impiegata nel progetto Alla scoperta dei Mercati di Traiano, ha ideato «percorsi per scuole elementari inventando delle lezione combinate con giochi sulle spiegazioni». Ma c’è anche chi si occupa di mansioni più tipicamente burocratiche. Giuseppina Nicata, laureata in Lingue orientali, ha lavorato a un progetto di mediazione culturale nell’ambito Assistenza e solidarietà: «Abbiamo aiutato l’utenza straniera a compilare moduli con carte d’identità, residenza etc. Sono nate molte amicizie, ma anche dal punto di vista professionale ho imparato molto… Non lo metto certo per ultimo questo aspetto». Del resto i tirocini servono proprio a questo: se non a entrare nel mercato del lavoro, almeno a imparare un mestiere.

Ilaria Mariotti


Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Tirocini nella pubblica amministrazione, Roma investe sulla qualità
- La Toscana approva la nuova legge sugli stage: per la prima volta in Italia il rimborso spese diventa obbligatorio

- La mappatura degli stage indecenti: un sito invita i lettori a segnalare gli annunci a zero euro

E anche:
- Urgono nuove regole per proteggere tirocinanti e praticanti: tante idee della Repubblica degli Stagisti nel disegno di legge di Cesare Damiano

Community