L'Academy di Spindox, un percorso entusiasmante (e subito con contratto!): il racconto di due giovani che l'hanno fatta

Scritto il 26 Ago 2019 in Storie

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«Per me è stata una introduzione molto utile, step by step: mi ha aiutato a inserirmi più facilmente. E dal punto di vista personale è stata un’opportunità di crescita e condivisione». Sono le parole che Andrea Roso, ventottenne piemontese, usa per descrivere l’Academy di Spindox – il percorso formativo attraverso cui la società di consulenza informatica fondata dodici anni fa da Paolo Costa, Fabrizio Bindi, Luca Foglino e Antonino Cilluffo, da un paio d’anni recluta e forma i profili junior. «Mi sarei sentita intimidita se non ci fosse stato questo periodo di formazione» gli fa eco Giulia Amato, 24enne calabrese: «L’università ti dà conoscenze prettamente teoriche, ma per la pratica te la devi vedere tu – soprattutto per quello che volevo fare io, lo sviluppo front-end. È importante invece avere l’opportunità di ambientarsi, vedere come lavorano gli altri, come usano gli strumenti».

Andrea ha partecipato alla primissima edizione dell’Academy, quella partita a Milano nel novembre del 2017; Giulia a quella dell’anno successivo, sempre a Milano. Diversi per età e per provenienza geografica, sono giunti a Spindox per vie diverse e adesso sono colleghi: entrambi, dopo l’Academy, sono ancora in Spindox.

Nato e cresciuto in provincia di Alessandria, Andrea Roso si è trasferito in Lombardia per studiare Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni all'Università di Pavia. Si è laureato nel 2017 e proprio in quello stesso anno ha partecipato alla prima Academy. A Spindox è arrivato tramite Almalaurea: «Appena dopo la laurea ho ricevuto una email con la segnalazione della opportunità: non conoscevo l’azienda prima di interfacciarmi con l'Academy!». Il primo contatto è un colloquio con la recruiter Irene Vitari; poco dopo la conferma di essere stato ammesso all’Academy: «Ho percepito l'entusiasmo di Spindox rispetto alla opportunità che mi stavano offrendo».

La strada che ha condotto Giulia Amato a Spindox è invece un po’ diversa. Cresciuta a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, fin da piccola ha avuto a che fare con la tecnologia – «il primo computer Windows 98, le console per videogiochi a 8-bit…» – grazie a un padre appassionato di elettronica e informatica che ha saputo risvegliare l’interesse della figlia (con tanti saluti agli stereotipi di genere che vorrebbero le bambine appassionate solo di bambole e trucchi!). Dopo il liceo scientifico a Lamezia, Giulia ha deciso di iscriversi alla laurea triennale in Informatica all'università di Padova: «Ho scelto Padovastage lavoro andrea roso spindox, rispetto a Roma o Milano, perché non cercavo una metropoli, ma una città a misura di studente. Volevo vivere bene il percorso universitario e ricostruirmi da zero: cambiare abitudini, amicizie, tutto».

Giulia si è imbattuta in Spindox verso la fine del suo percorso universitario
: «Durante una lezione di Ingegneria del Software uno sviluppatore e una recruiter di Spindox hanno tenuto un talk per presentare l'azienda. E poi durante un career day c'era uno stand di Spindox». Ma non era ancora il momento giusto. Durante uno stage curricolare di due mesi presso un'azienda di Padova, Giulia vede su Linkedin l'offerta della Digital Academy di Spindox: «Era esattamente luglio dell'anno scorso, lo ricordo bene perché ero proprio nel periodo di scrittura della mia tesi. Ho pensato: “mi butto”. E ho mandato il curriculum». Giulia viene contattata dall’ufficio risorse umane e sostiene un colloquio via Skype. «Naturalmente mi ero informata su Spindox, trovando online parecchi video che mi hanno permesso di vedere da dentro come funzionava l’azienda. E poi…. ho letto diversi articoli sulla Repubblica degli Stagisti che raccontavano le storie di coloro che oggi sono i miei colleghi!». Il colloquio ha esito positivo e Giulia si trasferisce a Milano, cercando casa con la sorella che proprio nello stesso periodo stava per cominciare il percorso universitario.

La prima edizione dell’Academy, quella a cui ha partecipato Andrea, ha coinvolto dodici ragazzi, mentre quella di fine 2018, alla quale ha preso parte Giulia, dieci. «A livello personale c'era molta collaborazione tra di noi» racconta Andrea: «Molti di noi vivevano assieme; per chi proveniva da fuori Milano, Spindox ha provveduto all’alloggio per il periodo dell'Academy; noi per quindici giorni siamo stati sistemati in un ostello Sant'Ambrogio, e poi – molto più comodo! – in un hotel a Lorenteggio. Vivere insieme è stato anche un modo per socializzare e legare». Compagni di classe, amici, ma con un pizzico di «sana competizione che fa parte anche dell'ambizione personale. Ci sta!». Andrea racconta come era strutturata quella prima Academy: «Otto ore al giorno di formazione, qui nella sede di Milano: c'era un esperto del prodotto di integrazione che spiegava passo per passo. Ciascuno aveva il suo computer e si poteva interfacciare col prodotto che andavamo a conoscere e studiare. Poi c'era materiale didattico, slide, esercitazioni, per mettere in pratica quello che avevamo studiato».

stage lavoro spindoxAnche per Giulia il fattore umano è stato determinante: «Avevamo tutti tra i ventitré e i trent'anni e abbiamo fatto subito gruppo. Abbiamo legato tanto, siamo usciti spesso insieme, ancora adesso ci sentiamo». L’Academy a cui ha partecipato lei era dedicata allo sviluppo Front End: «Abbiamo intrapreso lo studio della libreria React e il framework Angular con lezioni teoriche e pratiche – a volte frontali con slide e lavagna, a volte video – e poi ci sono stati giorni in cui abbiamo seguito a gruppi di due persone un progetto sulla base di alcune proposte che ci venivano fatte da un tutor aziendale: secondo me questa è stata la parte più importante di tutto il corso». Tra i dieci partecipanti di quella Academy, Giulia e un’altra ragazza laureata in informatica rappresentavano le “quote rosa”: «La mia collega ha proseguito il suo percorso nella sede di Maranello».

Salvo coloro che hanno deciso di cogliere altre opportunità – il settore della consulenza, specialmente informatica, è molto vivo dal punto di vista occupazionale, e le aziende “si litigano” i talenti migliori cercando di soffiarseli a vicenda – tutti i partecipanti delle Academy sono poi rimasti in Spindox come dipendenti.

«Per me questa è la prima esperienza lavorativa» riflette Andrea: «Sono stato assunto tramite Randstad, che collaborava con Spindox nell’organizzazione della mia Academy. Teoricamente sarei dovuto rimanere in apprendistato fino a dicembre 2019 attraverso Randstad, ma dal 1° luglio Spindox ha interrotto quel contratto e mi ha ha assunto direttamente, a tempo indeterminato». Per Andrea è stata una bella notizia, che ha consolidato ancor di più il suo rapporto con l’azienda. Oggi lavora in un team di otto persone e svolge attività per il cliente Amplifon.

«La mia Academy, invece, è stata organizzata “internamente” da Spindox. Dunque, sono stata subito assunta da Spindox, anch’io con un contratto di apprendistato. Dopo i tre mesi di prova sono stata confermata» dice Giulia. Il primo progetto che le è stato assegnato è stato per il cliente Intesa San Paolo; attualmente lavora nella sede di Milano insieme ad un altro giovane sviluppatore front-end su progetti per il cliente Silversea, un'azienda specializzata in crociere di lusso. «Non mi sento a casa in Calabria. È strano a dirsi, ma credo di aver trovato il mio posto qui a Milano; non vorrei tornare giù». Forse anche grazie al fatto che con Spindox ha trovato una dimensione lavorativa stimolante.

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