L'orizzonte è chiaro per i GD: “Questo è il momento giusto per approvare la legge sui tirocini curricolari”

Scritto il 21 Dic 2021 in Approfondimenti

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Giusto un mese fa era a Roma, alla guida di una piccola delegazione di giovani, per consegnare nelle mani del ministro del Lavoro Orlando la petizione per cambiare le regole sugli stage e gli apprendistati. Una campagna chiamata “Lo stage non è un lavoro” (quattro gli slogan: “Meno stage più diritti”, “Meno stage extracurricolari più apprendistati”, “Stop all’abuso degli stage” e “L’apprendistato come vero e unico contratto di formazione”) e sostenuta da ben 60mila persone, sopratutto giovani ma non solo, che hanno firmato per lanciare alla politica un messaggio: che l’occupazione giovanile, e in particolare la qualità del lavoro dei giovani, venga considerata una priorità. Ora Paolo Romano, segretario dei Giovani Democratici di Milano, ha un motivo in più per sperare che si stia andando nella direzione giusta: alla Camera è partito l’iter di discussione di un disegno di legge importantissimo, quello che mira a riordinare e aggiornare la normativa sui tirocini curricolari, introducendo nuove tutele tra cui quella dell’indennità minima obbligatoria.

«È merito vostro!» esordisce: un attestato che fa piacere, perché riconosce la lunga battaglia che la Repubblica degli Stagisti porta avanti contro gli stage gratuiti; anche se in questo caso specifico il merito è sopratutto di Massimo Ungaro, parlamentare che ha scritto e presentato la proposta di legge (ormai ben oltre tre anni fa!), e degli altri deputati, Manuel Tuzi e Chiara Gribaudo in primis, che hanno dimostrato attenzione al tema degli stagisti durante questa legislatura.

La notizia che finalmente la proposta di legge è stata “incardinata” nei lavori parlamentari la si attendeva da un bel po’: «Sapevamo che ci si stava provando, ne avevamo già parlato in primavera con Massimo Ungaro, sembrava che si fosse vicini» conferma Romano: «Il fatto che sia accaduto ora è stato una sorpresa che ci ha piacevolmente stupiti».

stage lavoroOra però bisognerà vedere se la legge riuscirà a passare oppure no. Per farlo, dovrà trovare sostenitori bipartisan prima alla Camera e poi al Senato. «Questa cosa mi preoccupa molto» non nasconde il segretario dei GD Milano, che è anche consigliere del Municipio 8 di Milano e membro della Direzione metropolitana del PD milanese, «perché soprattutto nel centrodestra, ma in generale purtroppo in maniera diffusa nel Parlamento, vedo su questo tema un conservatorismo forte. Ho sentito troppe persone dire “Eh vabbè ma se i tirocini curricolari avessero il rimborso spese non li attiverebbe mai nessuno”. Per cui penso che non sarà facile e che richiederà un lavoro di spiegazione, di informazione alla classe parlamentare non scontato su che cosa voglia dire oggi la Pdl Ungaro: le audizioni saranno fondamentali».

Per Romano, che studente universitario 25enne incarna appieno la generazione che vive sulla propria pelle oggi la roulette russa degli stage, questo “cosa vuol dire” è semplice: dare più diritti ai tirocinanti curricolari, cercare di ridurre il più possibile il ricorso ai tirocini extracurricolari, stimolare le imprese ad assumere i giovani con veri contratti di lavoro, possibilmente con il contratto di apprendistato che offre tutele ma è anche conveniente per i datori.

Ma come si convincono quelli che portano quell’obiezione, lo spauracchio che introducendo una indennità obbligatoria anche per i tirocini curricolari, le opportunità per gli studenti diminuirebbero? «Con un’ottica di insieme. Cioè facendo vedere che questa della proposta di legge Ungaro è una modifica dentro uno schema complessivo, nel quale prevedere per lo stage curricolare un rimborso spese va di pari passo col limitare l’utilizzo esagerato dello stage extracurricolare». Romano fa in particolare riferimento alla proposta di legge a prima firma Chiara Gribaudo, presentata lo scorso febbraio ma non ancora calendarizzata.

«È evidente che se tu lasci l’offerta libera in entrambi i campi può essere vero che rendere gli stage curricolari rimborsati li renda meno appetibili degli extracurricolari, con cui può prendere magari un trentenne con molte competenze lavorative» invece che uno studente alle prime armi e con la testa concentrata sull'università, ragiona il giovane politico: «Ma nel momento in cui tu limiti gli stage extracurricolari, automaticamente la richiesta di stage si sposta verso quelli curricolari: e quindi puoi farli pagare. Il pdl Ungaro è importantissimo, e va raccontato che ci sono altre proposte di legge e altre azioni che lo rendono ancora più valido perché lo completano».

Una delle preoccupazioni di Romano, che sta finendo la magistrale in Politics and policy Analysis all’università Bocconi, è quella del problema che gli stage curricolari obbligatori rappresentano, quando non è previsto un compenso, per gli studenti meno abbienti. In particolare gli studenti-lavoratori: «Uno studente universitario che lavora ed è obbligato a fare uno stage curricolare gratuito è uno studente universitario che deve lasciare l’università» afferma: «Gli studenti che lavorano full time per pagarsi gli studi non sono una realtà minoritaria nel nostro sistema, specie in alcune città: per il costo della vita, per la difficoltà di accesso ai fondi per il diritto allo studio». Il ragionamento è che «dove c’è uno stage obbligatorio, ma è curricolare quindi può essere gratuito», e specie se questo stage è full time, «uno studente lavoratore è costretto a scegliere tra lasciare il proprio lavoro e trovarsi in difficoltà economica per fare lo stage, o dover sospendere gli studi. Questa cosa è inaccettabile».

Se passasse la proposta di legge Ungaro questa situazione non si potrebbe più verificare, perché gli stage curricolari potrebbero essere gratuiti solo se estremamente brevi – meno di un mese – e tutti gli altri dovrebbero essere pagati almeno 350 euro al mese.

Pochi giorni dopo il “kickstart” in parlamento, il segretario del PD Enrico Letta si è augurato pubblicamente “che il 2022 sia l’anno in cui eliminiamo i tirocini gratuiti”. «Letta sta portando avanti con molta forza la battaglia “Lo stage non è un lavoro” che comprende tra le sue proposte anche la Pdl Ungaro» che già esisteva e che quindi i GD hanno “abbracciato”; all’interno di questa campagna, il punto dell’abolizione dei tirocini gratuiti «è nodale: finalmente un partito di centro sinistra che si occupa quasi quotidianamente degli stage e dell’entrata nel mondo del lavoro per noi giovani».  

stage lavoroL’attenzione di Letta fa eco a quella di Orlando: «Il ministro si è preso degli impegni molto concreti sia sul lato degli stage sia sul lato dell’apprendistato» assicura Romano, riferendosi al momento della consegna delle 60mila firme, e ricorda che «su alcuni temi come gli stage extracurricolari su cui su cui il Parlamento non può deliberare direttamente, perché la competenza è in mano alle Regioni, il lavoro che può fare il ministero con la Conferenza delle Regioni diventa essenziale per portare a casa il risultato».

Una cosa che invece il ministero potrebbe fare fin da subito, e che non costa e non necessita di accordo delle Regioni è riallargare anche ai tirocini curricolari l’obbligo di comunicazione obbligatoria: «È impossibile monitorare e gestire un processo se non si hanno i dati sul processo stesso!» concorda il segretario dei GD Milano. Questa del resto è una proposta che la Repubblica degli Stagisti porta avanti da molti anni.

C’è però un piccolo problema: l’attuale Parlamento ha i giorni un po' contati. L’insieme di deputati e senatori forma la “legislatura” (siamo alla nr. 18) cominciata a marzo del 2018; il termine naturale sarebbe previsto per il marzo 2023, ma quasi tutti gli analisti politici concordano che, “sbrigata la pratica” dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, dopo poco si andrà a nuove elezioni. E ogni volta che cambiano gli equilibri politici, ogni volta che cambiano i parlamentari in carica, gran parte delle proposte di legge finisce nel dimenticatoio. «Da un lato la legislatura in scadenza vuol dire il rischio che tanto del lavoro vada perso», dice Romano, «Dall’altro però è un’arma, un’opportunità: vuol dire che questa è l’unica finestra che abbiamo e quindi possiamo dire con chiarezza a tutte e tutti che è questo il momento di organizzare eventi, fare pressione politica, firmare le nostre petizioni. Perché le cose devono cambiare ora. Abbiamo un orizzonte chiaro in cui concentrare i nostri sforzi: è questo il momento di approvare la legge sui tirocini curricolari».

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