Niente stage, niente rette: con il master in Agentic AI di Bip e Cefriel si viene assunti subito

Scritto il 30 Apr 2026 in Notizie

BIP buone opportunità Cefriel Informatica intelligenza artificiale nuove tecnologie tecnologia

Elena Galvan ha ventisette anni, ama viaggiare, e da bambina voleva fare la veterinaria. Poi la passione per la biologia umana ha preso il sopravvento, e l'ha portata a virare verso ingegneria biomedica: prima all'università di Padova, a pochi chilometri dalla "sua" provincia veronese, poi al Politecnico di Milano per la magistrale. Mentre finiva il tirocinio e lavorava alla tesi, un amico che già lavorava le ha parlato di un master organizzato dalla sua azienda, la multinazionale della consulenza Bip. L'offerta era insolita: nessuna quota di iscrizione da pagare, nessuno stage, e sopratutto assunzione fin dal primo giorno. Fast forward di un anno: dopo aver fatto quel master, Elena oggi lavora come AI Engineer nel team Life Sciences di Bip xTech – il centro di eccellenza di Bip dedicato alle tecnologie Cloud, Data e AI – sviluppando soluzioni di intelligenza artificiale per aziende del settore MedTech e farmaceutico. 

Il master in questione si intitola "Agentic AI & Data Engineering"; è organizzato da Bip xTech in collaborazione con Cefriel, centro di innovazione digitale fondato nel 1988 e legato al Politecnico di Milano, che riconosce ufficialmente il percorso. Entrambe le aziende collaborano da molti anni con la Repubblica degli Stagisti, impegnandosi nel costruire opportunità di qualità per i giovani. 

Sono al momento aperte le candidature per la settima edizione, che prenderà il via il 25 maggio; le iscrizioni sono aperte fino al 15 maggio. Rispetto all'edizione precedente c'è una novità nel nome: non più "AI & Data Engineering" ma "Agentic AI & Data Engineering". 
Mauro Cucchetti, direttore e Global Cloud Competence Leader di Bip xTech, spiega come questo rispecchi «il cambiamento di paradigma fondamentale che il mercato sta affrontando, soprattutto nel modo in cui progettiamo il software e l'automazione». stage lavoro bip cucchettiFino a poco tempo fa l'intelligenza artificiale era infatti pensata essenzialmente come un assistente: l'utente pone una domanda, la macchina fornisce una risposta. L'agentic AI — dove agentic sta per "agente autonomo" — è qualcosa di diverso. «Non si limita a generare testo o codice», spiega Cucchetti, «ma è in grado di pianificare, ragionare, utilizzare strumenti». In questo contesto cambia anche il ruolo del dato, che da materiale su cui addestrare i modelli «diventa l'ambiente operativo dell'agente stesso». Chi lavora in questo settore deve ormai essere in grado di «costruire ecosistemi dinamici in cui l'AI possa recuperare e usare informazioni attraverso funzioni RAG [cioè Retrieval-Augmented Generation, la capacità del sistema di cercare informazioni esterne per arricchire le proprie risposte, ndr] e agire su di esse in modo sicuro e scalabile».

Il sistema universitario arranca un po' su questo fronte. Cucchetti sottolinea come molti atenei italiani abbiano introdotto corsi specifici sull'AI con buone basi teoriche – «le università italiane non sono per nulla indietro» – ma il problema strutturale resta: «L’AI sta vivendo un momento di hype straordinario, mentre le pratiche in questo campo ed i modelli – come i Transformer o i Large Language Models – cambiano ogni sei mesi». Modificare i programmi di studio richiede agli atenei di imbarcarsi in «lunghi iter burocratici, e questa continua rincorsa non è semplice, a volte neanche particolarmente sensata» ragiona il manager. Il master di Bip e Cefriel nasce esattamente per coprire questo divario.

L'aspetto della velocità di trasformazione è stato probabilmente uno dei fattori principali di attrazione per un altro dei partecipanti alla scorsa edizione, Giovanni Pizzolante, che si è imbattuto nel master in un momento di transizione. Originario del Cilento, appassionato di musica e mare, dopo una laurea al Politecnico in ingegneria elettronica, una specializzazione in ingegneria meccatronica e un periodo in Spagna, Giovanni aveva passato un anno all'Istituto italiano di tecnologia di Genova a fare ricerca sulla robotica umanoide, capendo però che «il ritmo della ricerca» non faceva per lui: «Ho bisogno di contesti dinamici, sfide che cambiano». stage lavoroDa qui il passo verso il mondo enterprise, e una scintilla di interesse per il settore cloud e AI. Alla ricerca di un percorso strutturato, Giovanni Pizzolante ha trovato il master di Bip, e ha pensato che non avrebbe dovuto «lasciarselo sfuggire».

Sul processo di selezione, il suo consiglio è pratico: «Non pretendere di sapere tutto: meglio piuttosto dimostrare come si ragiona di fronte a un problema. Non si cercano enciclopedie» – che peraltro «scadono presto, visto la velocità con cui il mondo si innova» – «ma persone con la testa giusta e la voglia di imparare». Il master, avverte, è intenso: «Il primo periodo è ricco di stimoli, con molte novità da assimilare. All'inizio può esserci un po' di disorientamento, ma col tempo si costruisce una solida base e si sentono i progressi».

Un aspetto centrale è che i partecipanti selezionati ogni anno da Bip e Cefriel per il master vengono assunti dal primo giorno con un contratto di apprendistato di 3° livello, e cioè di alto apprendistato (più precisamente: "apprendistato di alta formazione e ricerca"). Una tipologia contrattuale con tutti i crismi (contributi, permessi e ferie pagate, accantonamento del tfr...) destinata agli under 30 che, pur esistendo da molti anni, viene usata pochissimo. Secondo l'ultimo Rapporto di monitoraggio dell'Inapp, pubblicato nel 2024 dal ministero del Lavoro, i contratti di questo tipo rappresentano appena lo 0,2% di tutti gli apprendistati attivati in Italia: appena più di 1.000 contratti attivati in totale.

Bip, grazie alla collaborazione strutturata con Cefriel, è tra le rarissime eccezioni. Per Cucchetti «non si tratta solo di "studiare mentre si lavora", ma di costruire competenze professionali reali attraverso un percorso progettato fin dall'inizio per integrare didattica universitaria, pratica progettuale e responsabilità progressiva sui progetti di business». Come funziona: i candidati selezionati vengono assunti con un contratto subordinato della durata di due anni, l'apprendistato appunto, pensato poi per trasformarsi automaticamente in tempo indeterminato. Nei primi mesi è prevista una fase di formazione full immersion online di tredici settimane; dal quarto mese i partecipanti vengono coinvolti in attività progettuali reali. Le lezioni sono affidate a docenti del Politecnico di Milano ed esperti del centro di eccellenza Bip xTech, e hanno una impostazione molto pratica. Gran parte delle attività può essere svolta in modalità full remote.

«Questa modalità di assunzione è un segnale di fiducia reciproca» riflette Giovanni Pizzolante: «Bip ti tratta da professionista dal primo giorno, e tu ti senti di dover rispondere di conseguenza. Entri con aspettative reali, su progetti reali, e questo accelera la crescita in un modo che nessun corso da solo può replicare». Una sorta di «palestra vera», in cui nel «mix tra lezioni e lavoro sul campo si impara qualcosa di nuovo ogni giorno».

«Essere assunta fin da subito ha rappresentato una grande tranquillità, soprattutto considerando che molti miei colleghi di studi non hanno avuto la stessa opportunità» gli fa eco Elena Galvan spostando la riflessione sul senso di stabilità e la sicurezza sul futuro, non scontata per la sua generazione: «Il contratto di apprendistato è una formula molto valida per iniziare il proprio percorso professionale».

Nelle sei edizioni già completate le classi sono state composte in media da 14 persone, tutte con laurea magistrale. La quota femminile si è attestata intorno al 20%: un dato che riflette il divario di genere ancora marcato nelle discipline STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica). Cucchetti rivolge un messaggio a tutte le persone che potrebbero essere interessate a candidarsi: «Siate curiosi, attenti ai trend di mercato e alle tecnologie emergenti, non stancatevi di imparare cose nuove. Non devastate il vostro tempo con i social network e con le serie TV, lasciatevi piuttosto ispirare dalla letteratura di fantascienza!».

Per candidarsi al master serve una laurea magistrale in una disciplina STEM, buona conoscenza dell'inglese, basi di programmazione (almeno uno tra C++, C#, Java o Python), familiarità con basi di dati relazionali e SQL, dimestichezza con sistemi Unix/Linux e Windows. Non è richiesto di essere programmatori di alto livello: conta molto quella che Bip e Cefriel chiamano cloud attitude, cioè una predisposizione concreta verso le tecnologie cloud e la gestione del dato. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 maggio, con avvio del corso il 25 maggio. Ci si può candidare attraverso questo form. In bocca al lupo!

Community