Garanzia Giovani, il ministro Poletti promette: massima trasparenza

Eleonora Voltolina

Eleonora Voltolina

Scritto il 19 Mag 2014 in Approfondimenti

Un incontro che ha dimostrato la grande aspettativa che c'è verso l'iniziativa Garanzia Giovani, sia da parte della politica sia sopratutto da parte dei diretti interessati, i giovani: l'evento di lancio dello schema Garanzia Giovani, promosso dal Forum Nazionale dei Giovani e dall'Intergruppo parlamentare under 35 la settimana scorsa nell'innovativo centro per l'impiego Porta Futuro a Roma, è stato molto partecipato. stage lavoroLa mattinata ha visto la partecipazione del presidente della Camera Laura Boldrini e del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; il protagonista è stato certamente il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, chiamato a dare conto dei primi passi della Garanzia Giovani e a rispondere alle istanze delle tante associazioni di giovani intervenute all'evento.
Dal dibattito è emersa la consapevolezza che questa iniziativa è una scommessa che bisogna per forza vincere. L'hanno confermato tutti, da Laura Boldrini a Nicola Zingaretti, dalla parlamentare Anna Ascani al portavoce del Forum Giuseppe Failla: i giovani devono essere messi al centro dell'azione politica. Non è più tollerabile che restino ai margini del mercato del lavoro. E attraverso questa Garanzia Giovani, una iniziativa di matrice europea, si deve tracciare una strategia italiana ed europea per il rilancio dell'occupazione giovanile.
Due le cose più importanti dette dal ministro Poletti. La prima, che ci sarà massima trasparenza sullo stato di avanzamento della Garanzia: il ministero si è impegnato a pubblicare ogni settimana un report con gli aggiornamenti in tempo reale delle azioni realizzate, ammettendo che solo così si permette all'opinione pubblica di giudicare l'operato del ministero, ma sopratutto di aggiustare il tiro in itinere.
E infatti venerdì scorso l'ufficio stampa del Ministero ha diramato il secondo report settimanale, dando notizia che a due settimane dall’avvio del programma (per ora siamo nella fase delle autocandidature, che devono essere effettuate attraverso il sito Garanziagiovani.gov.it o i portali regionali) sono quasi 46mila i giovani che hanno fatto richiesta di essere inseriti nel programma Garanzia Giovani, per un 54% uomini e 46% donne. Il dato più interessante è quello anagrafico, perché ben la metà delle candidature (il 49%) arriva da persone di età compresa tra i 25 e 29 anni. Una fascia di età che per ora è esclusa dal perimetro di azione della Garanzia (che si occupa solo dei 15-24enni senza lavoro), ma che potrebbe essere oggetto nei prossimi mesi di azioni ad hoc, come sottolineato in più occasioni da Poletti. Un altro aspetto rilevante è quello della mobilità interregionale: «Il 26% ha scelto una regione diversa da quella di residenza. La regione con la differenza maggiore tra residenti che hanno aderito e coloro che hanno scelto una regione diversa risulta la Sicilia con 3.100 giovani (pari al 33% degli aderenti residenti in Sicilia) che ha scelto i servizi di altre regioni» si legge nel report.
stage lavoroL'altra cosa cruciale emersa la settimana scorsa all'evento di Porta Futuro è poi il chiarimento del ministro sulla natura della Garanzia Giovani: alla domanda secca «La Garanzia è un ammortizzatore sociale?» Poletti ha infatti risposto in maniera chiarissima: «No. È un'iniziativa di politica attiva del lavoro».
Tutto bene allora? Non proprio. Perché, report a parte, il nuovo piano della Garanzia Giovani - inviato a Bruxelles dopo il cambio di governo con i ritocchi di Poletti - non è ancora stato reso pubblico. Sul sito del ministero c'è quello vecchio, che il governo Letta aveva presentato alla Commissione europea e che era stato approvato. Ma quello nuovo ancora no: dunque la speranza è che nell'ottica della trasparenza il ministero lo pubblichi al più presto.
Un altro documento che dev'essere ancora reso pubblico è poi il famoso “Tariffario” con i fondi previsti per ciascuna prestazione, a cominciare dalla indennità di 500 euro al mese che le Regioni dovrebbero garantire per ciascuno stage attivato nell'ambito della Garanzia giovani. Ma non solo: nel tariffario dovrebbero essere esplicitati anche molte altre voci di spesa interessanti, come gli incentivi alle assunzioni, le commissioni per l'intermediazione, il compenso orario per i formatori. Tutte informazioni che devono essere il prima possibile rese pubbliche, proprio perché la Garanzia Giovani sia una iniziativa di vetro e tutti i giovani possano sapere come verrà speso il miliardo e mezzo di euro che deve servire per rilanciare l'occupazione e l'occupabilità giovanile.

Eleonora Voltolina

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