Il servizio volontario europeo, un'esperienza che cambia la vita: i giovani volontari a raccolta a Messina

Scritto il 05 Nov 2015 in Notizie

Erasmus+Volontariato

Per i giovani che hanno voglia di fare una esperienza all'estero, usufruendo dei programmi di mobilità dell'Unione europea, una delle opzioni è lo SVE: il servizio volontario europeo. Si tratta di un periodo di volontariato in un Paese straniero, di durata variabile da 2 settimane a 12 mesi; non prevede per il volontario una retribuzione, ma tutte le spese - viaggio, vitto, alloggio - sono coperte (attraverso il finanziamento ricevuto dal Programma Erasmus+) e in più si mette nel proprio bagaglio un'esperienza utile sotto tanti punti di vista.

Innanzitutto si impara una lingua; si acquisiscono poi competenze di tipo professionale e anche relazionale, dato che quasi tutti i percorsi di volontariato SVE prevedono l'interazione con gruppi di persone svantaggiate (bambini negli orfanotrofi, disabili fisici e mentali, ragazzi disagiati…). Senza contare che il fatto di trasferirsi - anche se solo temporaneamente - in un altro Paese è di per sé una esperienza che arricchisce.

Oltre alla preparazione pre-partenza, alla formazione all’arrivo e al supporto linguistico, ogni volontario può contare su due figure di riferimento: quella del tutor che lo segue nelle attività quotidiane e quella del mentor che lo aiuta ad inserirsi nella comunità locale e lo supporta nel processo di acquisizione di competenze personali / professionali attraverso la compilazione dello Youthpass, lo strumento di certificazione delle competenze acquisite, previsto dal Programma Erasmus+: Gioventù in Azione.

Una delle particolarità dello SVE è che è molto aperto: possono candidarsi tutti coloro che abbiano tra i 17 e i 30 anni, non è richiesto un titolo di studio particolare, e non è richiesta nemmeno la cittadinanza(basta risiedere in modo legale in uno dei Paesi UE).

Negli ultimi due giorni a Messina si è tenuto l'EVS Annual Event 2015, l’appuntamento annuale - alla sua seconda edizione - promosso dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, per coinvolgere i ragazzi rientrati dal Servizio Volontario Europeo, le associazioni e gli aspiranti volontari e offrire una panoramica delle opportunità offerte dall’Unione Europea.

Oggi, nella giornata conclusiva, è prevista la tavola rotonda «Cambia vita, apri la mente con il Servizio Volontario Europeo!», con il sottotitolo «Volontari del Servizio Volontario Europeo e rappresentanti delle Istituzioni a confronto, per scoprire insieme il valore dello SVE». Dopo i saluti del sindaco di Messina Renato Accorinti, il dibattito vedrà coinvolti il "padrone di casa" - il direttore generale dell'Agenzia Giovani - Giacomo D’Arrigo, l'europamentare catanese Michela Giuffrida, il consigliere comunale di Reggio Calabria Mauro Riccardo, e poi il presidente del Centro Orientamento e Placement dell'università di Messina Dario Caroniti e il direttore del Centro Servizi Volontariato di Messina Rosario Ceraolo. A moderare gli interventi, e sopratutto a intramezzarli con i contributi dei giovani volontari europei, sarà Eleonora Voltolina, fondatrice e direttore della Repubblica degli Stagisti e anche membro del consiglio direttivo dell'Agenzia Giovani.

La Repubblica degli Stagisti ha raccontato, nell'ultimo anno, molte storie di giovani che hanno fatto una esperienza di SVE. Dalla 25enne emiliana Sonia, che grazie ai 10 mesi passati ad  Amstetten, avendo imparato perfettamente il tedesco, dopo solo un mese dalla laurea ha trovato subito un lavoro in Italia proprio in virtù di questa competenza linguistica, al 29enne sardo Carlo, che stava facendo il suo SVE in Nepal proprio nel periodo in cui il tremendo terremoto ha squassato il Paese; dall'abruzzese Pietro, 29enne appassionato di educazione non formale che ha potuto mettersi alla prova con un progetto nelle scuole di Burgas, in Bulgaria, alla 24enne Diana, originaria della provincia di Varese, che in Croazia ha passato un anno facendo animazione in un centro giovanile.

Il servizio volontario europeo viene raccontato da tutti i giovani che lo hanno fatto come un'esperienza che cambia, effettivamente, la vita. Ogni anno sono 600 gli under 30 italiani che partono con questo progetto; inversamente, l'Italia ospita mediamente 650 volontari SVE provenienti da altri Paesi.

Tecnicamente, lo SVE è un progetto di mobilità inserito nel programma europeo ERASMUS+:Gioventù in Azione. Venne istituito nel 1998, all’interno del Programma “Servizio Volontario Europeo per i Giovani”, e ad oggi ha coinvolto oltre 55mila giovani.

Per chi volesse provarci, il consiglio è quello di leggere questo nostro vademecum e poi cercare sul database delle organizzazioni accreditate SVE, all’interno del Portale Europeo per i Giovani, le informazioni sulle organizzazioni di invio. L'offerta è talmente ampia che è quasi impossibile non trovare qualcosa che rispecchi i propri interessi. E un periodo di servizio volontario europeo, similmente a un anno sabbatico, può servire per uscire dalla propria quotidianità, mettersi alla prova e riformulare le proprie aspirazioni.

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