Al voto per il Parlamento europeo, le istanze dei giovani e l'appello: andate a votare

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 05 Giu 2024 in Notizie

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Pochissimi giorni al voto per il Parlamento europeo, e il vero nodo è la partecipazione dei giovani a queste elezioni. Il Parlamento da mesi ormai cerca di attirare le nuove generazioni per convincerle a esprimersi: «Usa il tuo voto o altri decideranno al tuo posto» è lo slogan di un video in cui persone anziane spiegano ai ventenni di oggi perché «non bisogna mai dare per scontata la democrazia ma sostenerla» e ricordarsi che anche se si è nati in tempi di pace e democrazia «la si può perdere». Votare è dunque importante e per farlo bisogna sapere cosa i candidati si sono impegnati a fare. 

La Repubblica degli Stagisti ha deciso di fare un focus su alcuni candidati che ancora non sono mai stati europarlamentari e promettono di puntare sulle istanze dei giovani. Luca Pietro Ungaro, 31 anni, creatore di Culturit e oggi Head of Development di Barnes International Realty Italia si candida per la lista Nos nella circoscrizione Centro. «Sono dieci anni che faccio parte del mondo dell’associazionismo, sono sempre stato favorevole alla politica ma mai iscritto a un partito. Poi ho visto questo strumento appena nato, NOS, che avvicina le nuove generazioni in modo divulgativo e responsabilizza la classe politica con l’utilizzo dei dati», spiega alla Repubblica degli Stagisti.

Nos nasce a Napoli nell’ottobre scorso, ad opera di Alessandro Tommasi, fondatore ed ex Ceo di Will media, realtà nata e cresciuta rapidamente con l’intento di democratizzare l’accesso a una informazione di qualità sui canali social, e oggi a sua volta candidato nella circoscrizione Nord Ovest. «Era importantissimo esserci a queste elezioni europee», spiega Ungaro, «perché la maggior parte dei problemi si risolve proprio a livello europeo».

Nos ha fatto un accordo con Azione per inserire alcuni suoi candidati nella lista «Siamo europei» in cui oltre ad Azione sono presenti altri otto tra partiti e movimenti politici. A livello programmatico, Nos suddivide la realtà in quattro piani inclinati: demografico, climatico, tecnologico ed economico. «Noi siamo una sfera che sta rotolando giù sempre più rapidamente: il nostro obiettivo è raddrizzare questi piani, e il focus personale della mia candidatura è legato al tema del lavoro accessibile: neet, immigrati, donne, che spesso rinunciano al lavoro per occuparsi dei figli».

Per Ungaro un ruolo importante lo può giocare l’associazionismo. «L’università può essere quel luogo protetto dove dare occasioni agli studenti. Partiamo dai dati: nei 62 atenei italiani non ci sono spazi dedicati: alla Sapienza c’è uno scantinato e sette associazioni su 131mila studenti. Non esistono fondi regolari, per esempio alla Federico II sono più di cinque anni che ben 2 milioni di euro restano bloccati. E non c’è una promozione, con giornate dedicate a presentare le associazioni agli studenti. Strutturandole e dando loro spazi, fondi e una promozione non si aiuterebbero solo le associazioni studentesche, ma si aumenterebbe il senso civico, l’aggregazione tra le persone. Una ricerca Linkedin mostra che il 94 per cento delle aziende ha più interesse a selezionare chi proviene da associazioni perché più preparati al mondo del lavoro». La missione è quella di creare spazi accessibili a tutte le associazioni.

Ungaro punta molto anche sul tema del contrasto agli stage gratuiti, prendendo idealmente il testimone dal fratello maggiore Massimo, deputato al Parlamento italiano nella scorsa legislatura: «Abbiamo diversi strumenti per il passaggio tra la scuola e la formazione: uno è il tirocinio curriculare che non prevede un rimborso spese minimo e non è tracciato, dato che questi stage non necessitano della comunicazione obbligatoria. Iniziamo a strutturare quello che esiste. E poi rafforziamo e promuoviamo i contratti di apprendistato. Ci sono passato e posso testimoniare che è un’ottima cosa per l’apprendista e per il datore di lavoro. Infine, penso che bisognerebbe investire sulla transizione scuola lavoro con un orientamento che mostri i vantaggi dell’iscrizione agli Its, con una domanda effettiva da parte delle aziende di diplomati di questo tipo».

Ungaro si dice convinto della necessità di abolire i tirocini gratuiti anche se Nos, il suo partito, rientra nella lista Siamo Europei – Azione guidata da Carlo Calenda. Ed era stato proprio Azione, nel 2022, a votare contro un emendamento presentato al Parlamento europeo per mettere al bando i tirocini gratuiti. «Appartenere a una lista non vuol dire che devi pensarla al 100 per cento allo stesso modo. In una situazione simile voterei sicuramente a favore» assicura Ungaro, che chiaramente appoggia la proposta di direttiva e di raccomandazione presentata dal Commissario all’occupazione e politiche sociali Nicolas Schmit per mettere al bando gli stage privi di qualità formativa e indennità. E se eletto, promette che proprio da lì ripartirà. 

Sui giovani che non si sentono motivati dall’andare a votare dice: «C’è un motivo se non si interessano: la politica non è spiegata in modo accessibile, è complessa. Poi c’è la responsabilizzazione della politica che punta su slogan come “Più o meno Europa” senza pensare ai numeri. Nos vuole scegliere le priorità in base ai dati. E ai delusi che non votano offriamo un’informazione. Forniamo qualcosa di valore, sul nostro canale abbiamo quasi 80mila followers, facciamo tantissimi incontri e fino ad oggi la gran parte di chi ha partecipato era gente che non aveva mai toccato la politica. C’è bisogno di formarsi e dare nozioni accessibili a tutti».

«Tendenzialmente i più giovani vanno poco a votare e finiscono per non scegliere chi poi prenderà le decisioni proprio sulla loro vita» aggiunge Giuditta Pini, del Partito democratico, che dei loro temi si è fatta portavoce: «Perciò è importante che vadano a votare: perché altrimenti, banalmente, le scelte sul loro futuro verranno sempre prese da qualcuno che non hanno nemmeno provato a scegliere».

Impegnata in politica dal 2001, nel 2008 Pini si iscrive al Partito democratico e nel 2013, a ventinove anni, è eletta in Parlamento dove resta fino al 2022 occupandosi principalmente di lavoro, immigrazione e questioni di genere. Ha una sua peculiare modalità di comunicazione sui social, in cui propone video che spiegano in modo semplice i meccanismi di funzionamento della politica che le sono valsi quasi 50mila follower su Instagram e un podcast, Chiedi alla Pini – la politica come non l’avete mai sentita , con cui  nell’ultimo anno e mezzo ha accompagnato ogni settimana il suo pubblico di sostenitori e simpatizzanti.

In queste elezioni europee, dove è candidata nella circoscrizione Nord orientale, ha costruito la sua campagna elettorale sulle “sue” tematiche come il diritto a un lavoro dignitoso, «Abbiamo bisogno di politiche che favoriscano la crescita economica e la giustizia sociale per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici». Crede nella necessità di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e sostiene l’introduzione di un salario minimo a livello europeo. Già alla Camera si era battuta per un congedo di paternità di quattro mesi obbligatorio, retribuito per tutti e continua a credere in questa battaglia da riprendere e portare in Europa, – non a caso, ha anche sottoscritto il Pledge di The Why Wait Agenda che tra i suoi punti ha anche quello dei congedi paritari. Un altro punto che sta a cuore a Giuditta Pini è infine il diritto alla disconnessione, ovvero la non reperibilità fuori dall’orario di lavoro, e sul diritto alla casa, con la necessità di un piano nazionale.

Scendendo più a sud, per la Circoscrizione Isole, Cinzia Pilo è candidata per il Movimento 5 Stelle. Manager sarda, laurea in Economia e Commercio nel 1999, madre di due figli, è convinta sostenitrice del salario minimo come misura di dignità, perché «Non possiamo avere lavoratori pagati sotto la soglia di povertà». Dopo la laurea in Sardegna è andata all’estero: «Penso sia importante per tutti i ragazzi un’esperienza del genere. Avere la possibilità di scegliere se restare o partire e poter tornare». L’Europa che vorrebbe è quella in cui l’uguaglianza è implementata ovunque, c’è libero accesso all’istruzione e i diritti sono garantiti a tutti.

In linea generale quasi tutti i partiti dedicano spazio alle istanze dei giovani, diversificandosi nei vari settori. Partito democratico e Verdi e Sinistra concordano sul vietare ogni forma di stage gratuito. I democratici sono anche favorevoli a una direttiva sul salario minimo, posizione condivisa dal Movimento 5 stelle che preme per l’adozione di una soglia minima stabilita per legge sotto la quale non poter scendere. Verdi e sinistra ha tra i suoi obiettivi una direttiva quadro per un reddito minimo europeo e vuole aumentare le borse di studio europee per la mobilità degli studenti, apprendisti e lavoratori. Una posizione condivisa anche da Forza Italia, Azione e M5S, tutti favorevoli a un Erasmus plus accessibile a tutti con più risorse.


Se il Pd vorrebbe rafforzare e rendere permanente il piano Next Generation EU, Forza Italia ha in programma di favorire la mobilità del lavoro con il lasciapassare europeo e Stati Uniti d’Europa punta a un mercato del lavoro unico. Fratelli d’Italia vuole promuovere l’occupazione e l’imprenditoria femminile e incentivare quella giovanile oltre a favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, Stati Uniti d’Europa pianifica politiche per promuovere l’imprenditoria giovanile, con accesso a investimenti pubblici europei per le start up mentre Azione è convinta della necessità di finanziamenti europei per la formazione permanente dei lavoratori e di un sussidio di disoccupazione europeo.

Il Movimento 5 stelle vorrebbe ridurre il lavoro precario e chiede una direttiva per un reddito di cittadinanza europeo per stabilire i criteri dei redditi minimi per ciascuno Stato. Forza Italia ha in programma una direttiva sulla settimana corta per avere un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e favorire la mobilitazione dei risparmi dei privati per contrastare la disoccupazione giovanile e femminile. Verdi e sinistra vogliono porre fine al lavoro precario garantendo contratti a tempo pieno e indeterminato e chiedono il diritto alla disconnessione per il telelavoro. Di natalità parla Forza Italia, chiedendo più risorse per la maternità, e il Partito democratico che vuole un congedo paritario tra i genitori: 5 mesi pienamente retribuiti.

Fin qui le proposte: resta, però, un po’ di amaro in bocca. Se i partiti in maniera più o meno trasversale cercano di attirare i giovani con tematiche più o meno interessanti, l’età media dei candidati non è certamente giovane, con meno di un candidato su 10 che è under 35. Si poteva certamente fare di più. L’importante ora è entrare nel segreto dell’urna ed esprimere il proprio voto. Per plasmare il futuro della democrazia europea ed eleggere chi nei prossimi cinque anni prenderà le scelte che riguarderanno le nostre vite.

Marianna Lepore

Foto di apertura: di Parlamento europeo

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