Pessima decisione europea sui tirocini, lo Youth Forum: a rischio la qualità degli stage della Garanzia Giovani

Eleonora Voltolina

Eleonora Voltolina

Scritto il 05 Mar 2014 in Notizie

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Largo agli stage di bassa qualità, senza remunerazione, dunque potenzialmente discriminanti perché riservati solo a chi ha famiglie che possono permettersi di mantenere i figli. Questo è lo scenario fortemente negativo tracciato ieri dallo Youth Forum, organismo che rappresenta le associazioni giovanili di tutta Europa e che a Bruxelles vigila sulle politiche e su tutte le tematiche che riguardano i giovani. Il motivo della preoccupazione è l'ultimo atto del percorso di un documento che a livello europeo avrebbe dovuto delineare precisi paletti e regole di qualità per garantire a tutti i giovani dei 28 Paesi Ue l'accesso a stage di qualità
stage lavoro
Un percorso nato dal basso, dalla società civile, con l'elaborazione della European Quality Charter on Internships and Apprenticeships (la Carta europea per la qualità dei tirocini e dei praticantati), documento alla cui stesura anche la Repubblica degli Stagisti contribuì attivamente, e che venne presentato alla fine del 2011 a Parigi all'Ocse: «La faccenda non era assolutamente all'ordine del giorno delle istituzioni: in questi anni siamo riusciti a metterla nell'agenda sia del parlamento, sia della Commissione, sia del consiglio» ricorda Giuseppe Porcaro, segretario generale del Forum e da anni impegnato nella battaglia per la qualità degli stage e dei contratti di lavoro offerti ai giovani.

«La nostra Charter venne ripresa dal Parlamento in vari rapporti, poi la Commissione riprese l'idea, e così siamo arrivati a dicembre del 2013 ad avere un documento della Commissione, il Framework». Un documento che «già per noi non era il top», ammette Porcaro, ma che alla luce di ciò che è successo ieri finisce per sembrare già ottimo.

Il Framework non ha avuto però un immediato valore operativo: c'era infatti bisogno di un ulteriore passaggio per il Coreper, per una approvazione finale del testo da inviare agli stati membri – il testo che a quel punto avrebbe rappresentato la posizione ufficiale dell'Unione europea sul tema degli stage, la prevenzione degli abusi, la garanzia di formazione di qualità e di condizioni dignitose, anche dal punto di vista economico, per gli stagisti. Il Coreper è il comitato dei rappresentanti permanenti, composto da rappresentanti degli Stati membri aventi il rango di ambasciatori degli Stati membri presso l’Unione europea, ed è responsabile della preparazione dei lavori del Consiglio dell’Ue.

«Un primo problema è che già la posizione della Commissione era molto ambigua, sopratutto sulla parte della remunerazione degli stagisti. Noi dunque all'epoca avevamo criticato il Framework, ma cautamente, perché comunque quel testo riprendeva alcuni dei concetti della nostra Charter. Era già un passo avanti: se fosse stato approvato dal Coreper sarebbe stata una vittoria.
Perché la questione principale è che le politiche del lavoro, e dunque anche la tematica dello stage, non sono competenze europee ma nazionali: dunque eravamo fin dal principio consapevoli dei limiti di questa battaglia, delle resistenze che avremmo trovato». Lo Youth Forum insomma ha agito realisticamente, sostenendo il documento della Commissione anche se non perfettamente allineato alle posizioni espresse nella sua Charter, ritenendolo comunque utile per regolamentare a livello europeo gli stage. Per questo il passaggio di ieri era fondamentale: «Per poter avere una presa di posizione forte sugli stati membri», sintetizza Porcaro, c'era bisogno che il Coreper approvasse un testo forte». Invece no. «Quello che è accaduto è esattamente il contrario di quello che volevamo».

Ieri quindi è andato in scena l'epilogo molto deludente –
anche se forse non completamente inaspettato – per lo Youth Forum e in generale per i giovani europei. Il Coreper ha emesso un documento che il Forum in una nota ha definito senza mezzi termini «fiacco», dicendosi «dispiaciuto» per l'occasione mancata. Il testo sugli stage, insomma, è una versione annacquata del testo della Commissione europea, che a sua volta era una versione annacquata della Charter. In tutti questi passaggi sono andati persi i punti fondamentali che avrebbero garantito una vera tutela della qualità degli stage, a cominciare dal principio che gli stagisti, sopratutto quelli che in Italia definiremmo "extracurriculari", abbiano diritto a ricevere un congruo compenso per la loro prestazione di "formazione on the job".

stage lavoro«Ci sono vari aspetti che noi come Youth Forum abbiamo evidenziato come problematici» conferma Porcaro alla Repubblica degli Stagisti: «Uno dei punti cruciali è che il testo del Coreper esclude, o quantomeno non rende vincolante, la raccomandazione riguardante gli stage di qualità per tutti quelli che sono finanziati da programmi dell'Unione europea con il fondo sociale. Il problema è che dunque viene esclusa tutta l'area della Garanzia giovani».

Un aspetto contrario alla logica e al semplice buonsenso – che vorrebbe che tutti gli stage, a maggior ragione quelli finanziati con soldi pubblici, debbano essere strutturati secondo i (pochi) criteri di qualità del documento del Coreper. «Già il documento non ha valore costringente, è semplicemente una raccomandazione agli Stati membri. Ciascuno Stato può decidere di seguirne o no i dettami; non c'è nessun tipo di sanzione sugli Stati che non rispettano questa raccomandazione, perché giustamente è solo una raccomandazione».

Il timore dello Youth Forum è legato alla stretta attualità, e cioè all'implementazione in tutti gli stati europei del progetto di Garanzia giovani
, per il quale l'Ue ha stanziato un finanziamento non indifferente: «Abbiamo paura che alcuni Paesi facciano una Youth Guarantee di bassa qualità: se sono stati esclusi da questa raccomandazione quegli stage che sono finanziati da fondi europei, mi viene da pensare che per la Youth Guarantee si voglia fare un discorso al ribasso. Il rischio, se non c'è nemmeno una raccomandazione forte a livello europeo, è che se non esiste una legislazione nazionale che già tutela gli stagisti nei singoli Paesi, gli stage promossi all'interno della Youth Guarantee possano risultare di poco utili».

Il fulcro del problema, comunque la si giri, è la (non) competenza europea in materia di lavoro: «Il nodo fondamentale, quello su cui ci siamo scontrati fin dall'inizio con le rappresentanze degli imprenditori a livello europee, è proprio la paura che attraverso la discussione sugli stage si andasse a scardinare la competenza a livello nazionale della materia dei lavoro e dei contratti» conferma Porcaro: «Non si tratta solo della discussione sulla remunerazione dello stage, la partita è più ampia ed è riferita alla competenza dell'Unione su questa materia. Una questione che invece bisogna discutere, perché si tratta di un fattore fondamentale. Altrimenti parliamo sempre di più di mercato del lavoro flessibile, europeo, mobile, però le regole del mercato del lavoro restano nazionali, e questo è un problema che incide in generale su qualsiasi tentativo di rilanciare l'Europa che non può fatto a pezzi, settorialmente: c'è bisogno di una politica industriale, di una politica finanziaria e fiscale, e c'è anche bisogno di una politica sul lavoro».

Il documento approvato ieri segna una brutta battuta d'arresto per i difensori dei diritti degli stagisti a livello europeo. «Possiamo dire che quella rappresentata dal testo del Coreper è la posizione definitiva rispetto al policy framework della Commissione. Per il momento dunque siamo arenati su questa posizione. A questo punto bisogna capire che strategia adottare come società civile rispetto a questo tema. Ma ci sono le elezioni europee alle porte: bisognerà vedere se con la prossima legislatura, con il nuovo Parlamento e la nuova Commissione, ci sarà una volontà politica diversa». Comunque lo Youth Forum, promette Porcaro, non si fermerà: «Sarebbe un peccato doversi rassegnare ora, semplicemente perché il Consiglio ha preso questa decisione: la lotta deve continuare».

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