Milano si impegna per attrarre i cervelli in fuga

Di Valentina Navone - 20 maggio 2012 In Notizie

Meritocrazia, stipendi migliori, meno tasse e meno burocrazia: questa è la ricetta che convincerebbe i giovani fuggiti all'estero a tornare in Italia secondo i risultati della ricerca «Welcome talents» presentata pochi giorni fa da Alessandro Rosina, professore di demografia e statistica sociale all’università Cattolica di Milano e presidente di ITalents. stage lavoroL’associazione, nata l'anno scorso per conoscere e far conoscere il fenomeno della fuga degli italiani under 40, ha creato un questionario in collaborazione del Comune: lo scorso inverno, nel giro di tre mesi, 1200 expat e quasi 200 ragazzi rientrati negli ultimi anni hanno risposto all’appello, anche grazie alla visibilità dell'iniziativa sul blog Italians di Beppe Severgnini. 
Dalle spiegazioni sul perché siano andati all’estero e su cosa li ha spinti o li spingerebbe a rientrare emerge un quadro che può essere esteso ai 300mila giovani emigrati - un numero pari ai giovani in Lazio. Quasi nove su dieci sono laureati e mentre all’estero più del 40% ha un contratto a tempo indeterminato, la percentuale si riduce della metà quando tornano in patria. La maggior parte infatti viene assunta a termine - o diventa imprenditore, forse anche per mancanza di alternative.
Ma il desiderio di un lavoro stabile non è in cima alla lista dei motivi di fuga dove svettano invece la meritocrazia (80%) e la possibilità di fare bene il proprio lavoro (70%). Gli stipendi più alti, a sorpresa, sono solo al terzo posto (60%).
«Capire i problemi che affronta chi rientra è stato fondamentale per intervenire nei settori più critici», ha sottolineato l’assessore comunale al Lavoro Cristina Tajani durante l’evento di presentazione, all’Urban center di Galleria Vittorio Emanuele
[nella foto sopra]: «Il nostro obiettivo è che Milano smetta di essere solo una città di formazione e attraversamento». Se si può fare poco nei confronti degli avanzamenti di carriera troppo lenti (segnalato come problema da quasi 9 giovani su 10), il Comune può intervenire nel caso di scarsi incentivi a fare impresa, eccessiva burocrazia e imposte troppo alte. stage lavoroPer iniziare Milano entro l’estate intende indire un bando da 400 mila euro per le migliori start-up; tra gli altri progetti ventilati una borsa lavoro per facilitare l’incontro di domanda e offerta, uno sportello unico che gestisca anche tutte le pratiche del rientro e la possibilità di preiscrivere i figli al nido direttamente dall’estero. Ma attenzione, gli expat non chiedono posti riservati negli asili:«Probabilmente perché è una pratica che associano al privilegio, tipico di una società italiana da cui sono fuggiti», come spiega Rosina [nella foto a sinistra].
Questi progetti si vanno a unire agli sgravi fiscali stabiliti dalla poco conosciuta legge Controesodo del dicembre scorso. «Certo i problemi della situazione italiana sono enormi ma questi aiuti benché piccoli sono concreti» ha notato Beppe Severgnini, guest star del dibattito all’Urban Center: «E in un paese piagato dal benaltrismo, nel quale ci si continua a lamentare che i problemi sono ben altri per poi non fare niente, non è poco!»
All’evento sono intervenuti anche sei giovani rientrati di recente dopo esperienze in Inghiterra, Irlanda, Marocco. Da parte loro grande apprezzamento per le iniziative ma una richiesta unanime alle istituzioni: fare di più. C’è chi è stato ritrasferito a Milano dall’azienda e poi licenziato. Chi è tornato in patria per lanciarsi nella carriera di freelance ma si dibatte tra mille difficoltà. Chi è venuto a far nascere la propria bambina in Italia ma non trova un lavoro all’altezza del proprio curriculum. Sono cervelli che vorrebbero restare qui ma fuggiranno di nuovo all’estero se non ci sarà maggior impegno da parte dello Stato.

Valentina Navone

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Legge Controesodo, allarme rientrato: finalmente arriva la circolare
- Sulla Rete i giovani italiani scalpitano per fare rete: ITalents sbarca su Facebook, ed è boom
- Il Comune di Milano invita i giovani lunedì 10 ottobre all'«Happy hour Welcome talent»: per progettare insieme nuove politiche che rendano Milano «una città per giovani»
- Cervelli in fuga: un doppio questionario per capire chi sono, cosa gli manca, e perchè quasi tutti non tornano (e alcuni sì)

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