Legge Controesodo, allarme rientrato: finalmente arriva la circolare

Guglielmo Vaccaro potrà restare in Parlamento. Il parlamentare PD [sotto, in foto], «anima» insieme ad Alessia Mosca della legge cosiddetta «Controesodo» che prevede importanti sgravi fiscali per i giovani residenti all'estero che rientrano in Italia, qualche giorno fa ha lanciato l'allarme attraverso una lettera aperta al Corriere della Sera. Denunciando che la legge trovava grandi difficoltà di applicazione per una serie di intoppi burocratici - primo tra tutti il ritardo dell'Agenzia delle entrate nell'emettere una circolare - e arrivando a minacciare le dimissioni. L'Agenzia, dopo aver rispedito le critiche al mittente attraverso una contro-lettera aperta, lo scorso venerdì ha finalmente emesso la famosa circolare. Dimissioni sventate dunque per il deputato, ma sopratutto finalmente un po' di olio negli ingranaggi di funzionamento del provvedimento Controesodo - che dovrebbe riuscire a lubrificare le pratiche giacenti e sopratutto a convincere i giovani expat che la legge non è una bufala e che se tornano potranno davvero godere dei suoi benefici.
«Caro direttore» aveva scritto Vaccaro sabato 27 aprile
«con la collega Alessia Mosca abbiamo partecipato alla presentazione della ricerca che l'associazione Italents e l'amministrazione Pisapia hanno realizzato coinvolgendo gli Italians interessati a rientrare nel nostro Paese e a Milano in particolare. Sono emersi risultati davvero interessanti che ci raccontano di migliaia di ragazzi partiti con un desiderio mai sopito di rientrare in Italia (solo il 13% esclude questa possibilità) e, soprattutto, animati da una grande voglia di sostenere il lavoro di chi fa politica per riformare il Paese». Ma l'evento aveva dato spazio anche a qualche lamentela da parte dei giovani rientrati, già presente peraltro in maniera massiccia sul web: «Registriamo oggi tantissimi commenti critici sui blog di Italians e di Controesodo, che lamentano l'impossibilità di accedere agli incentivi a causa di ostacoli di ordine burocratico causati dalla mancata adozione di una circolare attuativa da parte dell'Agenzia delle Entrate. Sono almeno 50mila i giovani laureati italiani andati all'estero potenzialmente interessati alla legge per i quali questo ritardo sta determinando una pressoché totale mancanza di fiducia nel nostro Paese. Chi è stato all’estero, lasciando anche con qualche diffidenza l'Italia, non considererà mai la possibilità di rientrare se l'Agenzia delle Entrate non agirà celermente per quanto di sua competenza». E il passo dalla diffidenza alla disillusione, con conseguente contro-scelta di andarsene di nuovo o di non tornare più, è breve: «La delusione sta, purtroppo, inducendo molti Italians già rientrati a considerare la possibilità di ripartire» scriveva ancora Vaccaro: «Coloro che sono tornati brancolano nel buio e chi aveva pensato di rientrare si guarda bene dal farlo». Da qui la netta presa di posizione del parlamentare: «Avendo ora esaurito le possibilità di intervento connesse al mio ruolo non mi resta che affermare con chiarezza che se un’agenzia del governo di fronte a una legge non adempie, allora è inutile legiferare e conservare la mia carica di parlamentare», con una sorta di ultimatum: «Metto in gioco il mio mandato, augurandomi che questo gesto serva per sbloccare la situazione e far sì che l'Agenzia delle Entrate, al più presto e comunque entro un mese al massimo, si metta in discussione realmente, dando quando deve dare e non soltanto chiedendo quando deve avere», perché «trenta giorni ancora per una circolare che attendiamo da mesi in un Paese normale sono anche troppi».
Qualche giorno dopo la difesa d'ufficio di Antonella Gorret, portavoce dell'Agenzia delle entrate, appare nella pagina delle Lettere del Corriere:
«Troviamo davvero ingeneroso che l'onorevole Vaccaro imputi all'Agenzia la responsabilità della mancata attuazione della norma sul "rientro dei cervelli", quando è ben consapevole della grande attenzione che abbiamo dedicato al tema, rispetto a una norma che è stata sì emanata nel 2010, ma con una formulazione che avrebbe comportato un'applicazione limitata dell'agevolazione, non rispondente ai benefici che lo stesso onorevole riteneva dovessero essere riconosciuti. È così iniziato un lungo lavoro finalizzato a una modifica normativa, giunto a conclusione solo a fine febbraio 2012, e cioè appena due mesi fa, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 14/2012, di conversione del decreto "Milleproroghe"». Solo a questo punto e non prima, secondo Gorret, e dopo un «confronto con le competenti strutture del ministero dell'Economia e delle Finanze per verificare che il punto di equilibrio raggiunto non fosse in contrasto con le previsioni di gettito a suo tempo effettuate», è stato possibile emanare la circolare, peraltro «già pronta» secondo la portavoce, «indipendentemente dalle dimissioni paventate dal deputato». Insomma «tutto a tempo di record (altro che ritardo di mesi) e, peraltro, con riferimento a un'agevolazione che si applica dal 2011 e, quindi, in netto anticipo sia rispetto ai termini di versamento, sia a quelli di presentazione della dichiarazione relativi a tale annualità».
E il 4 maggio la circolare è arrivata davvero (n. 14/E), chiarendo finalmente i criteri di applicazione della norma anche alla luce delle ultime integrazioni. Immediato il commento di Vaccaro, affidato al Sole 24 Ore: «Meglio tardi che mai». Con poche parole: «Il fattore tempo dovrebbe essere un fattore fondamentale anche per l'Agenzia, così sollecita con i cittadini quando si tratta di far rispettare una scadenza o un adempimento fiscale».
Perché l'Agenzia delle entrate può anche affermare di aver agito con la massima celerità, citando anche qualche data per confermare la propria tesi. Ma chi conosce la storia del progetto Controesodo sa bene che la legge è stata licenziata alla fine del 2010 (è infatti la n. 238/2010) e che a giugno 2011 sono arrivati gli ultimi decreti attuativi dei ministeri competenti a renderla pienamente operativa. Pertanto è a giugno 2011 che l'Agenzia delle entrate avrebbe dovuto emettere con tempestività  una prima circolare. Affermare che per emetterla bisognasse attendere le modifiche - e dunque gli emendamenti migliorativi del Milleproroghe - è abbastanza surreale, dato che a giugno 2011 le modifiche erano di là da venire. Semmai, dato che esse sono arrivate a febbraio 2012, si sarebbe resa necessaria una seconda circolare per correggere il tiro alla luce delle nuove disposizioni. Ma di seconda circolare certo non si può parlare, in mancanza di una prima.
Anzi a dirla tutta il primo intervento dell'Agenzia delle entrate in merito all'attuazione della legge Controesodo - il protocollo 97156/2011 del 29 luglio 2011, con le "disposizioni di attuazione dell’articolo 3, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 238, in ordine alla richiesta dei benefici fiscali da parte dei lavoratori dipendenti rientrati in Italia e agli adempimenti conseguenti del datore di lavoro", firmato dal direttore Attilio Befera  - era sembrato tutto tranne che collaborativo. Tanto da far scaturire immediatamente, in pieno agosto, un'interrogazione parlamentare - a firma dei soliti Mosca e Vaccaro - per riportare l'applicazione nei giusti binari. A seguito delle forti contestazioni dei potenziali beneficiari e dei due parlamentari nell'aula di Montecitorio, peraltro, il 22 dicembre il governo aveva promesso una "nota di prassi" contenente chiarimenti - che però non è mai arrivata, facendo dilatare di ulteriori tre mesi i tempi di attesa.
Vaccaro è un galantuomo e tutto questo non lo sottolinea. La Repubblica degli Stagisti invece sì. Ora comunque la cosa importante è che il meccanismo di Controesodo cominci finalmente a funzionare senza intoppi: saranno gli stessi beneficiari, come sempre molto attivi sul web, a dare il "verdetto" nel giro di poche settimane.

Eleonora Voltolina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Controesodo, istruzioni per l'uso: le FAQ utili ai giovani fuggiti all'estero che desiderano tornare in Italia approfittando della legge sugli incentivi fiscali
- Al via Controesodo, lo scudo fiscale per il rientro dei talenti in Italia. La legge spiegata da uno degli ideatori

Community