Unitalk, la parola ai presidi: Franco Piperno, facoltà di Lettere e filosofia della Sapienza di Roma

Di Eleonora Rossi - 23 ottobre 2009 In Interviste

Prosegue la collaborazione tra la Repubblica degli Stagisti e Soul - Sistema Orientamento Università Lavoro attraverso la rubrica “Unitalk”. Ogni settimana un colloquio con un preside per capire le luci e le ombre del sistema universitario italiano, l’offerta formativa e gli sbocchi lavorativi.

Franco Piperno, 56 anni, musicologo, nel 1977 si è laureato presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'università La Sapienza che oggi presiede. Diplomato in pianoforte e composizione, ha iniziato la sua carriera insegnando nei conservatori. Oggi è membro del Comitato scientifico della rivista "Ricercare. Rivista per lo studio e la pratica della musica antica" e del Consiglio artistico della IUC - Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma.

Professore, chi è il vostro "neoiscritto-tipo"?
Un ragazzo che ha svolto il percorso di studi nella scuola superiore con la consapevolezza dell’importanza dello studio ed ha una buona conoscenza delle materie umanistiche. Chi decide di iscriversi deve sapere che questo non è un parcheggio, qui si studia duramente. Dobbiamo sfatare l’idea che la facoltà di Lettere e filosofia sia facile, un refugium peccatorum dove ci si iscrive non avendo nessun’altra idea: siamo orgogliosi di affermare che questa è una facoltà impegnativa. Nel percorso universitario lo studente si relaziona con professori esigenti, corsi difficili e vaste bibliografie.
Quali sono gli sbocchi lavorativi?
L’insegnamento è l’impiego standard di questa facoltà,  nei modi in cui oggi è possibile accedere alle scuole di formazione, ai corsi preparatori e ai concorsi abilitanti. Poi ci sono infiniti altri sbocchi: questa facoltà, che è definita generalista, propone una moltitudine di competenze che aprono prospettive diverse e difficilmente prevedibili. I nostri laureati sono molto richiesti anche in contesti industriali o di impresa per svolgere attività legate alle pubbliche relazioni, alla programmazione ed all’organizzazione del lavoro interno: la mentalità di un laureato in lettere gli permette di affrontare determinati problemi da una prospettiva diversa rispetto a quella di un tecnico.
La mancanza di prospettive e l'attuale congiuntura economica  che tipo di cambiamento possono generare nei giovani neolaureati?
La crisi pesa sull’economia nazionale e la nostra facoltà si pone il problema di quali concrete prospettive lavorative proporre ai propri studenti. È ovvio che  ci sono settori che avranno sempre un mercato, come ingegneri e  medici, ma bisogna vedere quanto le politiche dei futuri governi aiuteranno i giovani e soprattutto quelli che hanno svolto studi umanistici a trovare lavoro. Non me la sento però di dire che dalla crisi noi siamo colpiti più di altri: ritengo che sia un problema di carattere nazionale ed internazionale.
Cosa pensa del sistema Soul?
La presenza di una struttura di incontro tra domanda e offerta di lavoro ha una sua utilità perché funge da collettore fra le richieste e le offerte di lavoro e tirocinio. Anche se poi oggi, con internet, gli studenti e le aziende usano il “fai-da-te”: su qualsiasi sito c’è la pagina “Lavora con noi” e se navigando i ragazzi trovano qualcosa di interessante si candidano direttamente lì.
Prevedete tirocini per i vostri studenti?
Sì, ne abbiamo di obbligatori e tendenzialmente gli studenti li svolgono presso aziende esterne: in questo modo entrano in contatto con il mondo del lavoro. Abbiamo un servizio stage piuttosto efficiente e una lunga lista di aziende convenzionate con la facoltà. Talvolta sono gli stessi studenti a proporci enti e imprese presso i quali vorrebbero svolgere un tirocinio.
Quali potrebbero essere le iniziative destinate ad un maggiore coinvolgimento degli studenti e del corpo docente rispetto alle problematiche dell'inserimento lavorativo?
Il problema sta nell’informazione. Un bollettino mensile di iniziative, concorsi, convenzioni destinato alla mailing list dell’ateneo permetterebbe di far circolare le notizie. Soul è una struttura alla quale gli studenti devono fare riferimento, ma raggiungerli nelle loro caselle di posta elettronica con un agile bollettino mensile potrebbe essere utile. Così come sarebbe utile mettere un link a Soul nel sito di ogni facoltà.
Per chiudere, un pregio e un difetto della sua facoltà.
Il difetto: è molto grande, e purtroppo è sottodimensionata dal punto di vista delle strutture messe a disposizione degli studenti - soprattutto per didattica quotidiana. Il pregio è che è una facoltà estremamente vivace. Sul sito vengono segnalati quotidianamente iniziative ed eventi, seminari, conferenze, convegni, incontri e dibattiti: una risorsa importante per gli studenti. Come ho detto alle matricole, l’università non è soltanto un altro posto dove si studia. La ricerca è un percorso di studi e di approfondimento che si applica a tutti i campi dello scibile umano, ed è fondamentale per conoscere realtà sconosciute.


Eleonora Rossi
con la collaborazione di Eleonora Voltolina


Il testo integrale dell’intervista su: www.jobsoul.it

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Unitalk, la parola ai presidi: Mario Morcellini, facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza di Roma
- Unitalk, la parola ai presidi: Luciano Zani, facoltà di Sociologia della Sapienza di Roma
- Unitalk, la parola ai presidi: Roberto Nicolai, facoltà di Scienze umanistiche della Sapienza di Roma
- Un anno di Soul, il servizio di placement pubblico delle università del Lazio

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