Uno e buono: così il primo stage di Niccolò è diventato un inizio di carriera in PwC

Annalisa Di Palo

Annalisa Di Palo

Scritto il 28 Mar 2015 in Storie

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa del Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Niccolò Polcri, 26 anni, consulente finanziario in apprendistato per PricewaterhouseCoopers, a Milano.

Sono nato nel 1989 a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, dove ho abitato 
fino alla maturità scientifica, nel  2008; mi sono poi trasferito a Milano per l’università iscrivendomi Scienze bancarie, finanziarie e assicurative  alla Cattolica: una scelta legata sia alla reputazione dell’ateneo che al piano di studi offerto, completo e in linea con i miei interessi. Poi è innegabile che Milano offra molte opportunità, in primis sul fronte lavoro!

Il caso ha voluto poi che l’inizio del periodo universitario abbia coinciso con l’inizio della crisi finanziaria, un problema per il mercato occupazionale ma anche uno stimolo per il mio interesse verso i temi economici e finanziari. In questi anni mi sono ho concentrato gli sforzi nel mantenere il ritmo degli esami e concludere nei tempi ordinari, convinto che il curriculum universitario fosse determinante per una buona futura esperienza di lavoro.

Ho conseguito la laurea triennale ad ottobre 2011,
mentre avevo già iniziato i corsi della laurea specialistica e due anni dopo è arrivata anche la laurea specialistica, con una tesi sperimentale che ha richiesto dieci mesi di lavoro per raccogliere ed elaborare i dati su assetti proprietari e pro ciclicità del leverage, due aspetti mai studiati congiuntamente dagli economisti. Ho discusso l’elaborato a dicembre 2013, ottenendo 109/110.

Poi ho iniziato subito a inviare curriculum. Le mie uniche esperienze lavorative risailvano ai primi due anni del liceo, quando i weekend aiutavo i miei genitori nell’azienda tessile manifatturiera di famiglia, con mansioni manuali, soprattutto di magazziniere. Poi è stata la volta di un'azienda agricola. Non erano quindi esperienze legate al mio percorso di studio, ma sono state ugualmente formative: mi hanno aiutato a non dare niente per scontato e a lavorare sodo per ottenere dei risultati. E con quello che guadagnavo mi sono pagato le vacanze estive – magari lunghe, all’estero, per studiare inglese.  Finita l’università però sono andato mirato. La ricerca è avvenuta quasi solo su internet, sui siti web di banche e società di consulenza finanziaria, tra cui PricewaterhouseCoopers. Ho inviato il cv per l’area Advisory – Financial Services e dopo un  mese sono stato contattato per un colloquio.

Ho sostenuto la selezione -
test logico-matematico, colloquio di gruppo e test di inglese - a inizio febbraio e basti dire che il 19 dello stesso mese ero in azienda a raccogliere le prime indicazioni sui due progetti a cui mi sarei dedicato. Entrambi sono stati impostati su un intenso lavoro di squadra con i colleghi - con i quali ho instaurato un rapporto anche al di fuori dell’ambiente lavorativo - e sull'acquisizione graduale di fiducia, autonomia e sicurezza nelle attività. In particolare mi sono occupato di analisi del mercato bancario per identificare linee di sviluppo dei modelli di organizzazione della rete e di supportare lo sviluppo di un nuovo servizio bancario.

Per i cinque mesi di stage ho percepito un rimborso spese di 850 euro lordi al mese, più buoni pasto; poi a luglio 2014
, conclusa l’esperienza, mi è stato proposto di rimanere in PwC a partire dal successivo settembre, con un contratto di apprendistato di 2 anni con uno stipendio annuo lordo di 24mila euro e buoni pasto. Il costo della vita a Milano è alto, si sa, ma con questa retribuzione riesco a mantenermi completamente da solo, condividendo un appartamento con altre due persone. In futuro magari, potrò essere più autonomo anche in questo.

Per gli stagisti il rischio è di collezionare tante esperienze una tantum senza possibilità di costruire un percorso strutturato di crescita, ma in PwC per me è stato diverso e adesso ho intenzione di continuare a lavorare con impegno e interesse. Così credo che il rapporto di mutuo investimento tra me e l'azienda
possa continuare. Più in là, chissà, potrebbe esserci l’estero, un’esperienza fondamentale nel mio settore e, in una realtà internazionale come questa, un obiettivo a portata di mano.

Testimonianza raccolta da Annalisa Di Palo

Community