Master dei Talenti, le voci degli «ex»: Maria Abbatescianni, un'appassionata di letteratura in ambasciata a Bucarest

Di Annalisa Di Palo - 25 febbraio 2011 In Storie

Ancora pochi giorni disponibili per candidarsi alla nuova edizione del bando Master dei Talenti della Fondazione CRT destinato ai neolaureati più talentuosi di Piemonte e Valle d'Aosta. C'è tempo fino al 28 febbraio per provare a vincere uno dei 79 stage "di lusso" in giro per il mondo con rimborsi dai 1400 ai 3300 euro. Spazio anche a "lauree deboli" come  Lettere: Maria Abbatescianni racconta il suo anno all'ambasciata d'Italia a Bucarest

Ho 29 anni e sono di Milano. Qui ho fatto il liceo classico, e poi – siccome amo la letteratura più di qualsiasi altra cosa – mi sono orientata sulla facoltà di Lettere di Torino, corso
di laurea in Culture moderne e comparate, allora l’unico in Italia. Era il 2000 e la riforma universitaria era agli albori; Torino aveva deciso di adottare subito il nuovo ordinamento e io decisi di iscrivermi. I primi tre anni ho condiviso casa, pagando 375 euro per una singola, poi i miei ne hanno comprata una.
Durante gli studi ho anche avuto modo di fare due esperienze internazionali: come matricola, un mese a Cambridge all'interno di un programma per stranieri, con due esami sostenuti ma purtroppo non riconosciuti. Il terzo anno poi sono tornata in Inghilterra: un
Erasmus di sei mesi all'università di Warwick,  Coventry. La borsa era di soli mille euro in tutto, sufficienti per un paio di mesi a dir tanto, ma sono stata fortunata con l'alloggio: 300 sterline al mese per una stanza singola in campus - un colpo di fortuna, di solito per una sistemazione come quella si paga molto di più.
Il mio primo stage, curriculare, risale al primo anno della specialistica:  quattro mesi nell’ufficio stampa di un’agenzia di relazioni pubbliche a Milano, senza rimborso spese, ma almeno ero tornata momentaneamente a stare dai miei. Sono stata inserita nel team di lavoro subito e ricevendo molte responsabilità. Questo però mi ha fatto imparare velocemente. Negli stage spesso una persona viene presa, buttata in un lavoro e lasciata affogare; oppure le vengono dati sempre compiti non stimolanti: una via di mezzo sembra difficile da trovare. Alla fine mi è stata ventilata la possibilità di fermarmi, con retribuzione, ma ero intenzionata a finire l’università e ho rifiutato.
Al bando Master dei Talenti ho partecipato nel 2006, dopo aver ricevuto una mail dal job placement. Quell’anno la domanda scadeva il 31 gennaio e la mia laurea era prevista ad aprile; ho fatto di tutto per anticiparla e ho discusso la tesi il 27 gennaio, a quattro giorni dalla scadenza. Le posizioni per i candidati di facoltà umanistiche erano davvero poche e io ho puntato un tirocinio annuale all’ambasciata d'Italia a Bucarest. Dopo un colloquio telefonico in italiano, a fine marzo è arrivato il sì, e un mese dopo la partenza. In ambasciata ero addetta all’ufficio stampa e agli eventi culturali e ho lavorato a stretto contatto con ministri italiani e romeni. È stata un’esperienza incredibilmente arricchente, in un ambiente difficile e molto stressante, in una città complessa: a 24 anni, un tirocinio molto formativo, che ha richiesto determinazione e carattere per non rischiare di essere "schiacciati" da un ambiente così impegnativo. Pur non portandomi direttamente a un lavoro è senz’altro una nota prestigiosa del mio curriculum e mi è stata utile. Condividevo casa con due persone, un'altra vincitrice del bando e, a turno, due stagisti Mae-Crui - all'ambasciata per tre mesi ma senza alcun rimborso - pagando 200 euro al mese per una singola: poco di per sè, ma  non se comunque bisogna tirarli fuori di tasca propria. Con i miei 1800 euro lordi mensili della Fondazione CRT invece vivevo molto bene, stando abbodantemente al di sopra del costo medio della vita, che si aggira sui 500 euro mensili.
Tornata da Bucarest, dal settembre 2007 all'aprile 2010 ho lavorato in un'agenzia di comunicazione milanese,  entrando direttamente con un contratto a tempo indeterminato perché erano già saturi di contratti a progetto. Poi ho deciso di cambiare e senza troppe difficoltà dopo due settimane ho iniziato un periodo di prova di sei mesi con contratto a progetto in un’altra agenzia di relazioni pubbliche di Milano, nel settore della gestione risorse umane. Adesso lì ho un contratto a tempo indeterminato e guadagno 18mila euro netti l'anno, riuscendo a mantenermi completamente da sola. Vivo con il mio compagno in una casa di proprietà dei miei genitori. Il nostro stipendio - 3mila euro in due - ci consente di avere un buon tenore di vita: usciamo spesso, andiamo in vacanza e ci concediamo diversi sfizi. Siamo consapevoli di essere due privilegiati. Il mio lavoro mi piace, non era il sogno della mia vita ma mi trovo bene. Penso di essere in un momento di crescita professionale importante, ho conquistato una mia autonomia e comincio a passare dalla semplice operatività alla parte di strategia. Scegliendo di tornare in Italia dopo l'esperienza del Master dei Talenti ho fatto una scelta precisa, e non me ne pento.

Testo raccolto da Annalisa Di Palo

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Il giro del mondo in ottanta stage: anteprima del nuovo bando Master dei Talenti della Fondazione CRT
- Occupati e ben pagati: ecco l'identikit di chi ha partecipato al Master dei Talenti della Fondazione CRT

E anche le testimonianze di chi ha fatto negli anni passati questa esperienza:
-
La sensibilità di psicologo di Davide Debertolo al servizio della giustizia minorile in Mozambico
- Il geologo Luca Guglielmetti, da Torino a Yellowstone con lo zaino in spalla
- Paola Laiolo, da Torino a Bruxelles inseguendo l'Europa

E scopri le aziende del bollino «OK Stage» che partecipano al bando:
- «Con due tutor e un mentor, seguiremo i tirocinanti CRT passo per passo nella loro avventura spagnola»: quest'anno anche Everis è nel bando del Master dei Talenti
- Marketing al gusto di nutella: c'è anche Ferrero nel bando Master dei Talenti 2010

© Riproduzione riservata

Piano Giovani in Sicilia, un'estate di caos e delusioni per migliaia di aspiranti ...

Piano Giovani in Sicilia, un\u0027estate di caos e delusioni per migliaia di aspiranti stagisti

Doveva essere il programma per far ripartire l’occupazione in Sicilia e, in particolare, per far rimanere nell’isola quei giovani che negli ultimi anni sono fuggiti alla ricerca di un posto di lavoro. Sulla carta aveva tutti i requisiti: un bando ...

Ora lo chef fa tendenza: l’esercito dei giovani che sognano un futuro in ...

Ora lo chef fa tendenza: l’esercito dei giovani che sognano un futuro in cucina

C'è chi sogna di indossare camice e "toque blanche", magari apparire in televisione e “impiattare” raffinatezze di tutti i tipi. Altri invece, i più realisti, firmerebbero per un semplice impiego sicuro da aiuto cuoco, con stipendio a fine mese. È ...

Leggi su Articolo36.it

Al via il salario minimo in Germania, ma il rischio è che ci ...

Al via il salario minimo in Germania, ma il rischio è che ci siano troppe eccezioni

All'inizio di luglio il Parlamento federale tedesco ha approvato il salario minimo, il Mindestlohn, con 535 voti favorevoli, 5 contrari e 61 astensioni. A metà luglio anche il Bundesrat, ovvero il Consiglio federale, ha dato il via libera alla legge, Tarifautonomiestärkungsgesetz, che introduce la ...

Leggi su Articolo36.it

L'ascensore sociale è inceppato: i giovani vivono peggio dei genitori

L\u0027ascensore sociale è inceppato: i giovani vivono peggio dei genitori

L’ascensore sociale? È rotto ormai da tempo, e il sistema educativo non offre più a chi studia la garanzia di poter migliorare la propria condizione. Una ricerca del Censis conferma questa preoccupante tendenza: al primo impiego solo il 16,4% dei ...

Riforme sbagliate e pochi investimenti, ecco perché in Italia non c'è lavoro

Riforme sbagliate e pochi investimenti, ecco perché in Italia non c\u0027è lavoro

Non è difficile spiegare perché in Italia non c'è lavoro, più complicato proporre la ricetta giusta sul "come si può fare per crearlo". Ci prova Romano Benini nel suo ambizioso "Nella tela del ragno", un libro che oltre a interrogarsi ...

Leggi su Articolo36.it

Made in Italy, i giovani di tutto il mondo vengono in Italia a ...

Made in Italy, i giovani di tutto il mondo vengono in Italia a studiare moda. Ma poi?

Arrivano dai cinque continenti gli studenti che scelgono l’Italia per compiere i loro studi nel campo della moda. Attratti dalla grande tradizione delle firme e del made in Italy, cercano nelle nostre scuole una formazione di qualità. In totale sono ...

Fuggire sì, ma dove? Ecco i Paesi migliori per trovare lavoro all'estero

Fuggire sì, ma dove? Ecco i Paesi migliori per trovare lavoro all\u0027estero

Quello dell'emigrazione degli italiani in cerca di lavoro e fortuna è un tema che non passa mai di moda. A scriverne è anche Claudio Bosaia in Dove Scappo, da poco pubblicato dalla casa editrice Iacobelli: una sorta di guida all'espatrio ...

Leggi su Articolo36.it

More and better jobs: chimera o possible traguardo per l’Italia?

More and better jobs: chimera o possible traguardo per l’Italia?

Nuovi processi e nuove contraddizioni. Le trasformazioni del lavoro di Serafino Negrelli, docente di sociologia del lavoro all’università di Milano-Bicocca, è una fotografia delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Un’immagine non particolarmente nitida, ma con un punto fermo importante: il ...

Leggi su Articolo36.it

Moda: troppi stilisti o aspiranti tali e pochi sarti, modellisti e figurinisti

Moda: troppi stilisti o aspiranti tali e pochi sarti, modellisti e figurinisti

Troppi stilisti o aspiranti tali e pochi sarti, modellisti e figurinisti. Diventare fashion designer ed entrare nel mondo della moda dalla porta principale è il sogno di molti, ma quando si spengono i riflettori delle passerelle si scopre che le ...

La scuola che resiste: diario di bordo di un maestro precario nella scuola ...

La scuola che resiste: diario di bordo di un maestro precario nella scuola italiana

Il diario di bordo di un maestro precario nel suo viaggio nella scuola italiana di inizio millennio. Questo è, soprattutto, il bel libro di Alex Corlazzoli, giovane e versatile docente nella scuola primaria della pianura padana, dal titolo La scuola ...

Web e social media, canali indispensabili anche per comunicare le professioni

Web e social media, canali indispensabili anche per comunicare le professioni

I social media sono ormai diventati, per gran parte delle persone, la sorgente primaria dell'informazione. Una sorgente frammentata, moltiplicata anche dai sempre più numerosi device a disposizione. I professionisti del giornalismo e della comunicazione, e in generale tutti i cittadini, ...

Leggi su Articolo36.it

Morire di non lavoro, quando la crisi porta al suicidio

Morire di non lavoro, quando la crisi porta al suicidio

Di non lavoro ci si può ammalare, perfino morire. E il suicidio, in certi casi, diventa la scelta estrema di chi non ce la fa più. Colpa della crisi economica, che ha impatti devastanti sulla salute psico-fisica delle persone, alcune ...

Leggi su Articolo36.it

Da Bruxelles per uno stage ad Amburgo per amore. Con la vocazione del ...

Da Bruxelles per uno stage ad Amburgo per amore. Con la vocazione del giornalismo

Chiuderanno il primo settembre le application per i tirocini al Consiglio dell'Unione europea. L'istituzione offre un centinaio di posti per cinque mesi di stage, a circa mille euro al mese. Susanna Grego ne ha fatto uno nel 2008 e alla Repubblica degli Stagisti ha ...

La mappa digitale delle università europee, un progetto utile ma ancora con molti ...

La mappa digitale delle università europee, un progetto utile ma ancora con molti limiti

Una mappa digitale di oltre 2.200 atenei di 29 paesi, ossia tutta l’Unione Europea più Svizzera e Norvegia. In due righe Eter (European Tertiary Education Register), piattaforma web lanciata dalla Commissione Europea con l’obiettivo di dare vita a un vero ...

Retribuzioni troppo basse e tutele inesistenti, per i precari i problemi sono sempre ...

Retribuzioni troppo basse e tutele inesistenti, per i precari i problemi sono sempre quelli

La precarietà in Italia, invece di essere ricompensata con stipendi più sostanziosi, è meno retribuita. «Faccio un esempio: se compro un biglietto aereo con date prefissate pago un prezzo che automaticamente salirebbe se scegliessi l'opzione di cambiare il rientro. Il ...

Leggi su Articolo36.it

Open