Master dei Talenti, le voci degli «ex»: Paola Laiolo, da Torino a Bruxelles inseguendo l'Europa

Di Eleonora Voltolina - 30 gennaio 2009 In Storie di stage

«Ho 28 anni e sono originaria di Canelli, in provincia di Asti. Ho fatto Scienze internazionali e diplomatiche all’università di Torino: sognavo un lavoro che mi permettesse di viaggiare e di entrare a contatto con nuove culture. Mentre studiavo ho fatto i lavoretti più disparati: cameriera, hostess alle fiere, ripetizioni private, tutoraggio e assistenza in università. Ho fatto anche due esperienze all’estero: un paio di mesi a Londra presso una famiglia inglese come ‘au pair’ e un Erasmus di 8 mesi a Parigi. Dopo la laurea ho vinto un assegno dell’università di Torino come assistente presso il dipartimento di Economia, durato 3-4 mesi, durante i quali ho mandato decine di cv e fatto svariati colloqui... All’inizio non è stato facile!
Il primo bando Master dei Talenti è stato pubblicato nel 2004, poco dopo la mia laurea: l’ho saputo attraverso Internet. Mi è sembrata subito una grande opportunità: erano disponibili alcune posizioni all’estero per cui era richiesto un profilo molto simile al mio, e, incredibile ma vero, erano ben remunerate. Mi sono candidata per il tirocinio presso la Regione Piemonte (6 mesi a Torino e 6 mesi a Bruxelles) e per quello presso Comune di Torino / Unioncamere Piemonte (rappresentanza di Bruxelles). Sono stata selezionata per il secondo.
I primi tre mesi li ho passati al settore Relazioni internazionali del Comune, con l’obiettivo di mappare le esigenze e le problematiche in materia di finanziamenti europei. I successivi sei mesi sono stata all'ufficio di rappresentanza di Bruxelles di Unioncamere Piemonte, analizzando e monitorando le politiche comunitarie di interesse dei vari settori del Comune e raccogliendo informazioni per consentire una partecipazione tempestiva ai programmi di finanziamento dell’UE. Il tirocinio sarebbe dovuto durare nove mesi, ma l’ho interrotto prima della fine: ero stata presa all’ufficio Affari internazionali di Banca Intesa a Bruxelles, anche lì con uno stage retribuito circa 1400 euro. Ho avuto così l’opportunità – dopo l’esperienza nella pa – di lavorare nel privato e vedere come gli affari europei ed internazionali erano gestiti da una grande banca. Presso Banca Intesa a Bruxelles ho fatto i primi cinque mesi come stagista, poi ho avuto un contratto da un anno e successivamente un contratto a tempo indeterminato. Complessivamente, ho lavorato per loro tre anni e mezzo, durante i quali ho conseguito un master in Management alla Solvay Business School (durato 2 anni e svolto part-time).
Nell'estate del 2008, una volta terminato il master, Banca Intesa (nel frattempo diventata Intesa Sanpaolo) mi ha proposto di trasferirmi a Milano presso la sede centrale del gruppo. Qui oggi sono project analyst e continuo ad occuparmi di affari europei: in particolare seguo i rapporti con le aziende clienti interessate ad accedere ai finanziamenti dell'Unione Europea per la ricerca e sviluppo e l'innovazione tecnologica. È un lavoro molto dinamico, che ha poco a che vedere con i ruoli bancari più tradizionali e che mi permette di viaggiare molto e di venire a contatto con alcune delle realtà imprenditoriali più innovative ed interessanti del panorama italiano.
La scelta di tornare in Italia è stata dettata principalmente dall'opportunità lavorativa ed economica – aumento di posizione e stipendio! – ma anche dal desiderio di riavvicinarmi un po’ a casa dopo quattro anni di lontananza…».

Testimonianza raccolta da Eleonora Voltolina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
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