“Lavoro etico e trasparenza sono valori che condividiamo con la Repubblica degli Stagisti”: Kirey Group entra nel network

Scritto il 29 Mar 2024 in Notizie

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Questo primo scorcio di 2024 segna l'ingresso nel network di aziende virtuose della Repubblica degli Stagisti di Kirey Group, un "system integrator" che accompagna le aziende nel loro percorso di evoluzione tecnologica. Un'azienda in crescita, passata da 78 milioni di euro di fatturato nel 2021 a 87,4 nel 2022: «Operiamo nell’IT, uno dei mercati del lavoro più competitivi: per noi è cruciale incontrare, riconoscere e coltivare il talento» dice Melisa Costantino, HR manager del gruppo dal 2021: «Siamo sempre alla ricerca di giovani talenti e di senior ultra specializzati» specie negli ambiti «sistemistico, di Business Intelligence, delle applicazioni web, del mondo Cloud e DevOps e di quello della cybersecurity».

stage lavoro Kirey groupOggi Kirey conta 850 dipendenti nel suo headquarter in Italia, più altri 200 sparsi in altri sette Paesi europei – Spagna, Portogallo, Croazia, Romania, Bulgaria, Serbia, Albania – e nelle due sedi in Messico e Kenya. In questo quadro lo stage è uno momento fondamentale di primo contatto con i giovani. «Crediamo sia un efficace strumento, e abbiamo aderito alla Repubblica degli Stagisti perché ne sposiamo i valori in termini di lavoro etico e di trasparenza» conferma Costantino, che da esperta di Risorse umane con oltre vent'anni di esperienza, e anche da coach certificata, vede il lavoro «come punto di convergenza fra la massima espressione del proprio talento e la possibilità di avere una vita gratificante anche dal punto di vista sociale ed economico».

Attraverso gli stage «abbiamo avuto modo, negli anni, di incontrare giovani talentuosi che in pochi mesi si sono inseriti benissimo nella nostra realtà aziendale, cogliendone a pieno le opportunità» dice ancora Costantino: «Oggi è una soddisfazione vedere che molti di loro stanno crescendo come professionisti in azienda». I dati lo confermano: nel 2022 Kirey ha ospitato poco meno di una cinquantina di stagisti, e ne ha poi assunti oltre il 90%, facendo seguire allo stage un contratto di apprendistato. «Abbiamo ottimi rapporti di collaborazione con tredici delle principali università italiane e con numerosi ITS sul tutto il territorio» racconta Costantino.

Sul suo sito Kirey indica l'integrità come uno dei valori aziendali più importanti: “Agiamo in modo etico e trasparente con tutti: clienti, dipendenti, fornitori, investitori e stakeholder”. Perché non restino solo parole, l'azienda ha un codice etico che aggiorna periodicamente e diffonde ai dipendenti. «Facciamo il possibile per assicurarci che tutte le procedure e le norme che contiene non restino sulla carta, ma ispirino le nostre persone all’azione ogni giorno» conferma Costantino: «E questa attitudine alla trasparenza, all’agire etico e all’integrità ci viene riconosciuta anche dai nostri clienti».

Il settore in cui Kirey opera è quello della digital transformation: consulenza, applicazioni tecnologiche, data management, sviluppo software, Cloud, cybersecurity. Tutte attività tradizionalmente percepite come maschili: e dunque a livello HR la sfida nella sfida è quella di rompere gli stereotipi di genere e puntare al gender balance, stimolando le candidature da parte di ragazze e donne. «Confermo, il nostro settore purtroppo è ancora lontano dal gender balance in termini assoluti» si rammarica Melisa Costantino, ma «stiamo notando con piacere una crescita di candidature da parte di giovani donne anche per ruoli tecnici. Oggi in Kirey Group abbiamo un 35% di donne, in aumento, e molte di loro hanno ruoli manageriali».

Per rafforzare l'impegno sul fronte delle pari opportunità e della parità di genere, dall'anno scorso Kirey ha deciso di entrare a far parte di Valore D, la prima associazione di imprese in Italia che promuove l'equilibrio di genere e una cultura inclusiva nelle organizzazioni. Questo si traduce in azioni concrete che in Kirey spaziano dal «fare attività di sensibilizzazione sul tema in azienda al far partecipare alcune delle nostre professioniste a programmi di mentoring, al condividere con le altre imprese del network i nostri progetti di successo nell’ambito dell’inclusione». L'anno scorso è stato anche messo a punto un regolamento DE&I (diversity, equity and inclusion) focalizzato sulla «politica di genere, l’attenzione alle disabilità e la promozione dell’interculturalità».

Nel selezionare le nuove risorse, il team HR non guarda solo sulle competenze tecniche ma anche «flessibilità, velocità di adattamento di fronte al cambiamento, learning agility» racconta la manager: «L’obiettivo è comprendere la capacità dei candidati di mettere in discussione i loro modelli di pensiero, per essere in grado di apprendere continuamente» anche sulla scorta del fatto che «lo sviluppo dell’intelligenza artificiale porterà a una veloce trasformazione che cambierà il nostro modo di pensare, lavorare e organizzare il lavoro».

stage lavoro KirbyLe attività sono organizzate secondo una formula di lavoro ibrido «che prevede la presenza in ufficio 4 giorni al mese» spiega Costantino, «che può essere organizzata con il proprio team in modo flessibile». Gli stage durano dai 3 ai 12 mesi a seconda della complessità del progetto formativo e «nelle regioni in cui è permesso possono essere anche svolti da remoto». Oltre al tutor di linea, a ogni stagista viene anche assegnato «un riferimento fisso all’interno del team Recruiting, che lo contatta per indagare l’andamento dello stage in termini di relazione con i colleghi, apprendimento» e così via.

«Il nostro è forse uno dei settori in cui il divario fra domanda e offerta è più ampio» chiude l'HR manager di Kirey Group, e questo fa sì che per chi ha «competenze tecnologiche ci siano moltissime opportunità, anche in Italia». Anche per questo, Kirey ha sviluppato «partnership con enti locali che, per dare una risposta alla carenza di figure informatiche, negli ultimi anni si sono organizzati per offrire percorsi di skilling e reskilling di laureati non Stem». Percorsi che permettono, appunto, di sviluppare le competenze più richieste dal mercato del lavoro del presente – e, sopratutto, del futuro.

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