Tre milioni di giovani esclusi o sottoinquadrati: Monti, questa è la vera sfida da vincere

Di Alessandro Rosina - 13 dicembre 2011 In Editoriali

Pubblichiamo il post di esordio di Alessandro Rosina, docente di demografia e autore del famoso saggio Non è un paese per giovani, come blogger sul sito del webmagazine L'Inkiesta. Lo spazio si intitola significativamente «Degiovanimento».

stageLa questione delle pensioni oramai possiamo considerarla quasi del tutto definita, tranne aggiustamenti. L'impatto stimato (pubblicato ampiamente sui vari quotidiani) evidenzia bene come a perderci siano state soprattutto le donne e a guadagnarci non siano stati necessariamente i giovani. Quindi di equo finora si è visto poco.
Il riequilibrio si potrà ottenere se gli introiti non serviranno solo a fare cassa, ma verranno destinati a coprire le carenze di un welfare pubblico obsoleto e a migliorare le condizioni dei giovani sul mercato del lavoro (non bastano certo gli incentivi fiscali per le assunzioni).
In attesa di vedere cosa il governo tirerà fuori di convincente dal cilindro - che si spera segnerà una forte discontinuità rispetto al passato - può essere utile fare il punto sulla realtà che ci troviamo davanti.
Chiariamo subito una cosa. Si legge spesso sui giornali che in Italia quasi un giovane su tre non lavora: magari fosse vero! Il malinteso nasce da una errata interpretazione del tasso di disoccupazione. Il complemento a cento dei disoccupati non sono quelli che lavorano, va infatti aggiunta la sempre più ampia componente degli scoraggiati e inattivi. Se si guarda infatti al tasso di occupazione, il valore scende a meno di uno su quattro ed è il più basso in Europa.
Se si allarga poi il quadro la situazione non migliora molto. Per i giovani tra i 18 e i 29 anni gli ordini di grandezza della (non) presenza nel mercato del lavoro sono i seguenti (riferiti alla media 2010): attorno ai 2,5 milioni sono quelli che studiano; circa 3,2 milioni lavorano, di questi oltre 1 milione sono sottoinquadrati secondo le stime dell’Istat. Un ammontare analogo corrisponde ai lavoratori con contratto a tempo determinato o con una collaborazione. Ci sono poi quelli che non studiano e non lavorano, che sono oltre 2,1 milioni. Oltre la metà di questi rimangono inoccupati per oltre due anni e per la maggioranza dei casi provengono da classi sociali medio-basse: questo a conferma che gli squilibri generazionali sono strettamente connessi a quelli sociali.
Su quindi quasi 7,8 milioni di giovani, ad essere pienamente inseriti nel mercato del lavoro sono non più di 2,2 milioni (meno del 30 per cento). Tolti gli studenti, si arriva poco sopra il 40%. Questo significa che la grande maggioranza dei giovani che hanno concluso gli studi è esclusa o mal inserita. È qui che il Governo Monti è chiamato a dare il meglio di sé. Senza interventi coraggiosi e incisivi su questo punto potremo anche superare la crisi ma non andremmo certo lontano.

Alessandro Rosina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Tre donne nel nuovo governo, ma nessun under 50: peccato, Monti ha perso un'occasione per dimostrare che i giovani possono contare
- Prospettive per i giovani, in Italia si gioca solo in B e C. Per la serie A bisogna andare all'estero

E anche:
- I giovani italiani lavorano troppo poco e sono i più colpiti dalla crisi: lo conferma il Rapporto Censis 2011
- Emergenza neet, la Città dei Mestieri di Milano lancia la ricetta per incrementare l'occupazione giovanile

© Riproduzione riservata

Pratica forense, all'Avvocatura ancora gratis. Per colpa di un comma

Icona

Nel 2010 l'Inps era finita nell'occhio del ciclone, con tanto di interrogazione parlamentare, perchè la Repubblica degli Stagisti aveva messo in evidenza che per i praticantati svolti al suo interno da giovani neolaureati in giurisprudenza non prevedeva alcun compenso. E ...

Più spazio in politica alle istanze delle nuove generazioni: ma come?

Icona

Quanto peso politico hanno le nuove generazioni nel nostro Paese? Se n'è discusso nei giorni scorsi all’università Cattolica di Milano nell'ambito del convegno dal titolo: «Come dar peso al futuro. Far contare di più il voto dei giovani?». A margine delle ...

Yo!Fest, conto alla rovescia per la grande festa degli stagisti europei

Icona

Lo aveva annunciato alla Repubblica degli Stagisti in anteprima,  due mesi fa, e adesso ci siamo. Tutto è pronto: lo European Youth Forum si appresta a festeggiare insieme ai suoi alleati i successi di una battaglia lunga due anni per ...

Brain Calling Fair, chi ha un'idea incontra chi ha voglia di scommetterci: scoccheranno ...

Icona

Brain Calling Fair, «Creiamo opportunità: una piattaforma d’incontro tra giovani talenti e multinazionali», così Gianluca Di Tommaso, responsabile media relations & public affairs dell’American Chamber of Commerce in Italia presenta la Brain Calling Fair, ormai giunta alla sua terza edizione.Il ...

Centri per l’impiego, la riforma del lavoro riuscirà a rilanciarli? Per ora servono ...

Icona

Tra i punti chiave messi sotto i riflettori nel disegno di legge Fornero, dall'articolo 59 al 65, è esposto un lungimirante anche se ancora poco definito tentativo di riforma delle politiche attive: le azioni volte all’implementazione del cosiddetto workfare, esatto ...

Praticanti, il decreto liberalizzazioni ha introdotto l'obbligo del compenso e l'Inps si adegua: ...

Icona

A volte capitano le storie a lieto fine. E bisogna raccontarle, come e più delle altre: perché dimostrano che anche in Italia le storture si possono raddrizzare. Questa, di storia, inizia nell'autunno del 2010 con una agguerrita neolaureata in Giurisprudenza, ...