Brain Calling Fair, chi ha un'idea incontra chi ha voglia di scommetterci: scoccheranno scintille?

Di Giulia Cimpanelli - 13 maggio 2012 In Notizie

Brain Calling Fair, «Creiamo opportunità: una piattaforma d’incontro tra giovani talenti e multinazionali», così Gianluca Di Tommaso, responsabile media relations & public affairs dell’American Chamber of Commerce in Italia presenta la Brain Calling Fair, ormai giunta alla sua terza edizione.
Il 18 maggio a Milano al Palazzo delle Stelline e il 24 a Roma al Tempio di Adriano i giovani avranno l’opportunità di presentare a sette grandi imprese (Unicredit, 3M, BCG, Eurotech, General Electric, Banca Mediolanum e Sisal) i loro progetti. «L’evento concretizza l’incontro tra imprese e talenti, dove i giovani hanno l’opportunità di interagire e sottoporre ad importanti multinazionali le loro idee o i loro progetti di business. Le aziende garantiscono la presenza di uno dei loro top manager per valutare le idee che riceveranno e avranno la possibilità di accettare qualsiasi tipo di progetto - open project - o mirati in specifiche aree di interesse». La partecipazione è gratuita e aperta a persone sotto i 45 anni di età.
Ma come si partecipa a Brain Calling Fair? Chiunque abbia un progetto, di qualunque natura, può presentarlo a una delle aziende partecipanti con due modalità: si può caricare sul sito o direttamente in occasione della fiera. La scorsa edizione ha registrato 57mila visite virtuali, 1.155 idee ricevute attraverso l’upload sul sito, 1.800 utenti registrati, circa 1.200 i visitatori e
250 idee presentate direttamente in fiera. Ma i risultati? «Per molti ragazzi si tratta di un'opportunità» assicurano gli organizzatori: «durante la prima edizione, nel 2010, una studentessa della Bocconi aveva presentato a Ups la sua idea di riciclo del packaging che è stata accolta e realizzata dall’azienda». Alla Repubblica degli Stagisti sarebbe piaciuto sapere come questa impresa abbia deciso di valorizzare l'idea della ragazza: se assumendola, o comprando i diritti del suo progetto, o magari sponsorizzando la fine dei suoi studi: ma purtroppo gli organizzatori non sono riusciti a fornire ulteriori dettagli. Un altro esempio: «L’anno scorso un ragazzo ha presentato in fiera un progetto a Boston Consulting. Il progetto non è stato accolto ma il ragazzo ha subito sostenuto un colloquio e poche settimane dopo è stato assunto».
E poi ci sono Alice Cassola, Carlotta Vuola e Irene Panfili che, grazie alla partecipazione a Brain Calling Fair, vedono molto più vicina la realizzazione del loro sogno: «Abbiamo presentato l’idea di una libreria caffetteria, uno spazio polifunzionale che bilanciasse la presenza delle due attività: non una libreria con angolo caffè, né un bar con angolo libri». Le tre amiche, due ventottenni milanesi e una trentenne di Perugia, hanno proposto il progetto - nemmeno particolarmente originale, a dir la verità, ma evidentemente convincente dal punto di vista della rentabilità - a Unicredit: «Una vera opportunità perché non ci hanno richiesto un vero business plan: abbiamo semplicemente presentato la nostra idea con una decina di slide power point». Le tre ragazze hanno in comune la passione per la lettura ma provengono da ambiti accademici e professionali diversi: Alice è laureata in economia e lavora nel marketing di un’azienda che produce shopping bag; Irene, laureata in lettere, organizza eventi nelle librerie; Carlotta, laureata in mediazione linguistica, è executive secretary in un’azienda del settore no profit. Dopo aver caricato il progetto sul sito le ragazze sono state contattate e invitate a un colloquio con la responsabile relazione esterne di Unicredit. Durante la Brain Fair, dopo la presentazione, Unicredit ha dichiarato interessante il progetto: «Ora è un anno che lavoriamo a stretto contatto con il gruppo bancario per realizzare un vero business plan, che dovremmo ultimare entro sei mesi. I tempi si sono dilatati perché tutte lavoriamo e Irene abita fuori Milano. Alla fine Unicredit deciderà se finanziarci. Lo speriamo tanto e siamo disposte a rinunciare alle nostre attuali occupazioni per concretizzare il nostro progetto. Senza Brain Calling non avremmo mai avuto l’opportunità di realizzare un business plan supportate da professionisti».
Con l’obiettivo di fornire ai giovani partecipanti anche un momento formativo, durante la tappa di Milano del 18 maggio sono previsti due workshop: il primo, "Understanding Innovation" ha l'obiettivo di fornire ai giovani uditori delle conoscenze per creare un business plan e per comunicare la propria idea nel miglior modo possibile. Tra i relatori Francesco Inguscio, fondatore di Nuvolab, un business accelerator per start-up la cui  filosofia di base è quella di un collaborative rainmaking, un incubatore virtuale che funziona con una rete di partner che crea creare valore per le startup; Gianbattista Piacenti, head of innovation per UniCredit; Carlo Pratesi, che insegna Corporate Communication all'università di Roma Tre; Vita Sgardello, head of operations and hosting per The Hub Milano, una rete internazionale di spazi fisici dove imprenditori, creativi e professionisti possono accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili e individuare opportunità di mercato. Il moderatore sarà Emil Abirascid, direttore della rivista Innov'Azione e fondatore di StartupBusiness, una piattaforma web
per tutti gli attori del mondo startup che favorisca le relazioni, eliminando barriere fisiche, geografiche e strutturali all’instaurarsi di un rapporto diretto tra loro.
Il secondo workshop è intitolato "Business Pitching" e ha l’obiettivo di mostrare ai giovani che esistono interlocutori alternativi alle aziende per valutare i progetti con finalità e obiettivi diversi. Altro scopo del workshop è quello di informare i giovani partecipanti in merito al network delle startup e ciò che attorno ad esse gravita. Tra i relatori Luigi Capello, fondatore di EnLabs, un incubatore e acceleratore di impresa che offre anche spazi di coworking; Peter Kruger, fondatore di eZecute, hub romano rivolto a startup, vc investors, professionisti, sviluppatori per fare network; Massimiliano Magrini, fondatore di Annapurna Ventures, venture capital che supporta l'innovazione nel mondo dell'industria dei digital media e inoltre colui che ha portato in Italia aziende come Google, Spry Network e Altavista, nonché ex AD di Google Italia; Francesco Marini-Clarelli , presidente di Italian Angels for Growth, un'associazione con lo scopo di finanziare progetti industriali in fase early stage con un alto contenuto di innovazione e potenziale di successo; Francesco Sacco, managing director di EnTer, centro di ricerca dell
a Bocconi dedicato alla imprenditorialità e agli imprenditori; e Cristiano Seganfreddo, direttore generale del Progetto Marzotto. A moderare stavolta Massimo Sideri del Corriere della Sera, esperto di finanza e attualmente uno dei pochi giornalisti italiani a scrivere assiduamente di start-up, mondo digitale e social network.
«In Italia diciamo sempre di voler puntare sulle generazione del futuro, ma poi non facciamo nulla di concreto per creare loro delle opportunità e chi ha una buona idea in testa non riesce a realizzarla per colpa dei troppi filtri che impediscono il contatto con le imprese. Il Brain Calling Fair non è un’illusione, bensì un’occasione per tutti quei giovani che vogliono mettere alla prova il proprio talento», - ha dichiarato nel comunicato ufficiale di presentazione dell'evento Simone Crolla, consigliere delegato di American Chamber Italy. La speranza è che sia davvero così.

Giulia Cimpanelli


Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Italia, abbandonarla o resistere? Al Festival del Giornalismo di Perugia «Italy: love it or leave it»
- Fair trade come opportunità di lavoro, ai giovani piace «fare la cosa giusta»
- Ricerca e start-up, centinaia di opportunità di lavoro per giovani imprenditori e ricercatori

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