Consulente a sorpresa nel vivaio BIP: Chiara racconta la sua ottima annata

Annalisa Di Palo

Annalisa Di Palo

Scritto il 17 Ott 2015 in Storie

BIP - Business Integration Partners

Qualcosa di BIP mi aveva colpito, sin dal primo colloquio in azienda

 

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa del Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Chiara Giannattasio, 27 anni, Business Analyst per BIP a Milano.


Ho 27 anni e sono di Trinitapoli. Paesino pugliese che adoro, ma troppo stretto per me; ragion per cui ho costruito la mia vita universitaria e lavorativa altrove. Dopo la maturità scentifica, conseguita a luglio 2007, ho scelto gli studi economici. Scelta coerente con la mia passione per il mondo azionario - nella fantomatica idea di poter imitare Russel Crowe in Un’ottima annata. Con questa prospettiva ho lasciato Trinitapoli, le mie quattro sorelle e i miei due fratelli, ai quali sono molto legata, e mi sono trasferita a Perugia per frequentare Economia dei mercati e degli intermediari finanziari. Tutto questo nella ferma consapevolezza di deludere le aspettative di mio padre, che vedeva in me un medico di successo. L'unico compromesso che avrei forse potuto accettare sarebbe stata Ingegneria gestionale... Nulla di tutto ciò, ho seguito il mio sesto senso o, come direbbe Dylan Dog, il mio “quinto senso e mezzo”.

Dopo un anno dall’inizio dell’università, periodo in cui ho lavoricchiato come hostess in vari eventi perugini per soddisfare qualche sfizio, ho partecipato al progetto Leonardo, promosso dalla Regione Puglia. Ero convinta che non sarei stata selezionata perché il progetto, pensato per i laureati, riservava un solo posto ai diplomati. A fine 2010, tra Natale e Capodanno, invece ho ricevuto la bella notizia: ero stata selezionata. Destinazione Bruxelles, inizio 30 gennaio! Non ho esitato. Ho cominciato uno studio sfrenato per completare gli esami del primo semestre e a gennaio sono partita per la capitale belga, con una borsa di studio di 1300 euro complessivi, più alloggio, come contributo per uno stage di cinque mesi in una società di europrogettazione. Ho svolto analisi e controllo di alcuni progetti interfunzionali e di strumenti finanziari approvati in Commissione Europea, destinati ad alcune regioni italiane, elaborando poi i dati e realizzando output interpretativi. Ero la "bimba del gruppo" e ho cercato di apprendere quanto più potevo, seguendo nel frattempo anche un corso di francese.

A gennaio 2013 poi sono partita per il Regno unito con un Erasmus presso il dipartimento di matematica dell’università di Nottigham. Negli UK ho vissuto un’esperienza indimenticabile: ho perfezionato il mio inglese, seguendo sia i corsi universitari che un corso privato di inglese, e ho continuato a coltivare la mia passione per la pallavolo con una squadra locale, cosa che mi ha permesso di girare l’Inghilterra in occasione di vari tornei. Lì mi sono convinta che non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone.

Dopo un anno dal rientro in Italia, il 14 luglio 2013, mi sono laureata con 110 e lode
discutendo una tesi sperimentale sull’Herd Behaviour, il fenomeno dei comportamenti di massa nell’ambito azionario, concentrandomi sui mercati emergenti. Poi senza esitazioni ho continuato con la specialistica in Finanza e metodi quantitativi per l’economia, sempre a Perugia. Durante il primo anno ho vinto il bando indetto dall'ateneo per le 150 ore di collaborazione studentesca e per tre mesi ho lavorato presso la biblioteca universitaria, percependo in totale mille euro. Alloggiando presso le strutture della Fondazione Onaosi di Perugia, ho tentato e vinto anche un bando della Fondazione per la nomina di tutor, che mi ha permesso di ricevere altri mille euro di retribuzione per 100 ore di lezioni private in ambito economico-matematico.

Durante gli anni universitari ho anche portato avanti con le mie sorelle il sogno di creare una cantina di vini biologici, di cui oggi sono socia, fiera di poter aiutarli nel commerciale, compatibilmente con il mio lavoro. Durante l’università era senz'altro più facile, soprattutto presidiare le fiere internazionali.

Terminato il percorso universitario, anche Perugia ha cominciato a starmi stretta. Obiettivo: Milano. Mi ci sono trasferita ed ho intrapreso l’ardua impresa "ricerca lavoro", che poi alla fine così ardua non è stata. Il sogno di una carriera prettamente finanziaria nel frattempo aveva lasciato il posto a nuove passioni, nate tra il project management e il mondo IT, ed è in questi ambiti che ho sostenuto i miei primi colloqui, tra cui quello in Bip - Business Integration Partners, ad ottobre 2014. In quelloccasione qualcosa mi ha colpito: forse la freschezza della gente che camminava nei corridoi, mentre attendevo di essere esaminata. Ho percepito che non sarebbe stato solo uno stage. Cè stato un primo colloquio, con assessment di gruppo, test di inglese e test di cultura generale; poi un secondo colloquio, di gruppo, con un caso-test aziendale; un terzo colloquio, individuale, con le Risorse umane; e infine l’ultimo con il manager di progetto.

Il 4 novembre 2014 iniziavo il mio primo stage serio, da consulente, rimborsato con mille euro netti mensili. Senza aver mai pensato alla consulenza come parte del mio futuro, mi sono incuriosita ed appassionata ad un lavoro fatto di sacrifici ma al tempo stesso adrenalinico. Ho subito cominciato presso un cliente di Milano, cambiando dopo pochi mesi, in trasferta. A fine stage mi è stato proposto un contratto di apprendistato con una Ral di circa 21.600 euro,  più buoni pasto, che però è durato  solo 2 mesi, sostituito da uno a tempo indeterminato da 27mila euro lordi allanno, buoni pasto e telefono aziendale.

Dopo quasi un anno di lavoro, mi ritengo molto soddisfatta: Bip mi ha regalato sicurezza professionale, competenza e ottimi rapporti umani. Lavoro in uno splendido team. Lo stipendio mi consente di vivere a Milano, con la piacevole compagnia di una coinquilina e senza nulla chiedere ai miei genitori. Sono soddisfatta, ma essendo anche ambizionsa non amo adagiarmi. Voglio impegnarmi e fare sempre di più, sicura e indipendente, in un mondo che ha da offrire a chi vuole recepire. Il mio, più che stage, lo chiamerei "egregio ingresso nel mondo del lavoro"!

Testimonianza raccolta da Annalisa Di Palo


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