La start-up che consegna la cena a domicilio, dallo "Startup Weekend" al business vero

Riccardo Saporiti

Riccardo Saporiti

Scritto il 21 Set 2015 in Approfondimenti

StagistiOrdinare il pranzo anche in locali che non effettuano consegna a domicilio, e farselo recapitare a casa, in ufficio, o perché no anche al parco. Per chi vive a Roma e a Milano ora è possibile grazie a Moovenda, un'azienda nata lo scorso anno durante uno Startup Weekend e che ora punta ad espandere il proprio mercato anche in altre città italiane. Dietro a quest'azienda ci sono i tre fondatori: Filippo Chiricozzi, 26enne laureato in economia, Simone Ridolfi, stessa età, laureando magistrale sempre in economia, e Simone Terranova, ingegnere gestionale trentenne con precedenti esperienze di lavoro in grandi aziende logistiche.

«In realtà noi eravamo partiti con un'altra idea: volevamo definire un meccanismo per chi chiunque potesse trasformarsi in un fattorino e fare delle consegne, una sorta di pony express 2.0», spiega Chiricozzi, «avevamo testato il modello di business con un buon riscontro, ma ci siamo resi conto che non avremmo avuto mercato. E così ci siamo spostati nella ristorazione, un settore ancora più difficile visto che bisogna essere veloci nelle consegne».

Un esempio, dunque, di "riconversione in corsa": perché uno dei segreti, nel fare impresa, sta nel non innamorarsi della propria idea incaponendosi a realizzarla ad ogni costo, ma sapersi invece adattare al mercato. Essere insomma disponibili anche ad abbandonare l'idea iniziale e a riscrivere daccapo il business plan. Così è nata Moovenda, un nome che aggiunge una 'O' al gerundio latino movenda, che significa “ciò che deve essere mosso”. «La 'O' in più si deve al fatto che esisteva già un'azienda di nome Movenda. E poi la doppia 'O' richiama le ruote di un motorino». Un elemento fondamentale per le sorti di questa start-up, che si occupa di «abilitare la consegna a domicilio per i migliori locali della città». Detto altrimenti, «noi scegliamo tra i 100 e i 150 ristoranti migliori della città». Per orientarsi si rifanno alle recensioni pubblicate dagli utenti di TripAdvisor e Zomato, ma anche «ai pareri dei food blogger». Ai ristoratori si propone un accordo di questo tipo: Moovenda si occupa di ritirare il cibo ordinato e consegnarlo a domicilio in cambio di una percentuale sul conto. In questo modo, non ci sono maggiorazioni di costo per il cliente finale, mentre il ristorante serve qualche pasto in più.

Ad occuparsi della consegna sono i Moovers, ovvero persone che lavorano facendo i fattorini. O meglio, arrotondano, visto che il loro compenso non supera i 5mila euro l'anno così da poter rimanere all'interno del regime dei minimi. Niente orari di lavoro fissi: ciascuno consegna in base alla propria disponibilità. Un'opportunità che a Roma, la prima città che ha visto il lancio del servizio,
ha convinto circa 50 persone. Mentre a Milano, dove Moovenda sta iniziando ad espandersi, ci sono già 20 fattorini pronti a consegnare cibo a domicilio.

Moovenda è nata durante lo Startup Weekend romano dello scorso anno. L'idea fu premiata con 60mila euro, metà in liquidi e metà in servizi di incubazione e mentorship offerti da Luiss Enlabs. «I soldi li abbiamo usati per versare i 10mila euro di capitale sociale richiesti per fondare una srl e per le prime spese». Il periodo di ospitalità gratuita si è concluso a fine giugno, ma Chiricozzi e soci hanno deciso di mantenere la sede all'interno dell'incubatore. «Lo abbiamo fatto per le opportunità che ci ha dato questo spazio, soprattutto in termini di networking». Ma c'è anche un aspetto di convenienza economica: «Paghiamo 700 euro al mese per un ufficio che ospita 10 persone!».

Oltre ai tre founder a Moovenda lavorano cinque persone, tutte assunte con contratto a tempo indeterminato. E due studenti universitari stanno svolgendo un tirocinio curriculare, con l'auspicio che l'esperienza possa poi tradursi in un contratto di lavoro vero e proprio. «Io e i miei soci ancora non prendiamo uno stipendio, viviamo grazie ai soldi risparmiati durante le nostre precedenti esperienze lavorative». L'obiettivo, però, è arrivare in fretta a vivere della loro idea imprenditoriale. Per questo sono alla ricerca di un investitore che permetta a Moovenda di effettuare un salto di qualità, per continuare ad espandersi sul territorio italiano. Le prossime tappe? «Torino, Firenze e Bologna».

Riccardo Saporiti
startupper@repubblicadeglistagisti.it 

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