Stagisti inglesi, il Guardian svela: un ente vigilerà affinché le aziende non li sfruttino

Di Eleonora Voltolina - 11 agosto 2009 In Notizie

La notizia è apparsa un paio di settimane fa sulle pagine del Guardian, quoditiano di riferimento della sinistra inglese: un'authority del governo  britannico  dovrebbe cominciare a vegliare sugli stagisti controllando che le aziende, in questo particolare momento di crisi economica, li utilizzino in maniera corretta e legale. L'articolo, firmato da Polly Curtis che del giornale è redattrice del settore Education, parla di un ente (la "Low pay Commission", che ha il compito di vigilare sul rispetto delle normative salariali) che, preoccupato che le aziende stiano approfittando del difficile mercato del lavoro di questi tempi, sta valutando l'opportunità di includere alcune raccomandazioni sugli stage nella sua pubblicazione annuale del prossimo anno.
Curtis scrive anche che i ministeri hanno stimato che gli stagisti
lavorano complessivamente fino a 18mila ore alla settimana dentro il Parlamento senza essere pagati neanche un penny  –  malgrado a ognuno dei 1386 parlamentari sia assegnato un monte annuo di 104mila sterline (più o meno 121mila euro) per retribuire i membri del proprio staff. Se  questi giovani [secondo un calcolo della Repubblica degli Stagisti, circa 500 tirocinanti tra House of Commons e House of Lords] dovessero essere pagati, rispettando le tabelle minime, costerebbero ben 5 milioni di sterline all'anno (quasi 6 milioni di euro). In Inghilterra è in vigore infatti una specifica normativa sul salario minimo garantito, il "Minimum Wage", che prevede tre fasce minime: la prima per i minorenni (3,53 sterline all'ora, cioè circa 600 euro al mese), la seconda per i 18-21enni (4,77 sterline all'ora, 800 euro al mese) e la terza per tutti i lavoratori che abbiano più di 22 anni (5,73 sterline all'ora, 950 euro al mese).
«Il tema è diventato scottante» scrive la giornalista nell'articolo, che
ha ricevuto in pochi giorni oltre 200 commenti «perchè ci sono tantissimi giovani che quest'anno hanno finito l'università e non sono riusciti a trovare lavoro». E continua: «In base al National Minimum Wage Act, quegli stagisti che non si limitano ad "osservare", ma lavorano, dovrebbero essere pagati: ma i datori di lavoro stanno approfittando di un'area grigia dal punto di vista legale, e della buona volontà dei giovani, per poter pagare giusto le spese, o addirittura nulla».
Il problema balza agli occhi navigando sui siti di annunci inglesi: «Su Internet le aziende periodicamente mettono inserzioni per stage, alcuni gratuiti oppure con il solo rimborso delle spese. C'erano 162 annunci di stage in una settimana sul sito Gumtree.com, con un aumento del 390% rispetto agli annunci dello stesso tipo nella stessa settimana dell'anno scorso». E il ventottenne Wes Streeting, presidente della Nus (National Union of Students) intervistato dal Guardian, si dichiara preoccupato sopratutto dal carattere classista del sistema degli stage gratuiti: «La gente che non può contare sulla "banca di mamma e papà" ne viene esclusa». Rincara la dose il sindacalista Brendan Barber, segretario generale della Tuc (Trades Union Congress): «I datori di lavoro nelle carriere più "glamour", sono proprio i peggiori sfruttatori dello strumento dello stage, chiaramente adatto solo a chi può permettersi di non guadagnare. Gli stage gratuiti sono cresciuti negli ultimi anni e la crisi economica rischia di farli diventare ancor più appetibili per i datori di lavoro. Nella maggior parte dei casi, le persone che fanno esperienza di lavoro hanno il diritto di essere pagate con il salario minimo garantito».
E l'articolo si chiude tornando alla Low Pay Commission:
«Già le pubblicazioni annuali della Commissione degli ultimi due anni avevano sottolineato il problema dello sfruttamento delle "esperienze di lavoro" ma un portavoce assicura al Guardian che il tema verrà esaminato di nuovo, quest'anno, alla luce della crisi e del potenziale aumento dello sfruttamento».

Eleonora Voltolina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- «La denuncia del Financial Times: "Le aziende smettano di prendere stagisti per coprire i loro buchi di organico, e comincino a pagarli"»
-
«Jacques Attali nei guai: secondo Le Monde la sua associazione usa troppi stagisti»

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