Riforma Fornero, nuovi incentivi all’occupazione femminile: ecco chi potrebbe beneficiarne e come

Di Chiara Del Priore - 03 maggio 2012 In Notizie

Secondo l’Istat nel quarto trimestre 2011 le donne disoccupate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia sono state complessivamente 385mila, su un totale di 902mila in tutta Italia. Il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel dettaglio, 132mila sono le donne campane che cercano e non trovano lavoro - a cui si aggiungono 92mila pugliesi, 10mila lucane, 37mila calabresi e 114mila siciliane.
La riforma del lavoro, approvata lo scorso 4 aprile dal governo e ora in esame al Senato, ha tra i suoi obiettivi anche quello di intervenire sul problema, puntando a ridurre questo numero. Tra i vari provvedimenti infatti l’articolo 53 del disegno di legge prevede, al quarto comma, agevolazioni per «le assunzioni, a partire dal primo gennaio 2013, di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi» e di «donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti». Nel primo caso, conditio sine qua non per usufruire degli aiuti è risiedere in una delle regioni beneficiarie dei fondi strutturali e comunitari (per il periodo 2007-2013 Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o rientrare nella condizione di lavoratore «svantaggiato», descritta dal regolamento 800/2008 della Commissione Europea, all’articolo due (punto 18, lettera «e»). La disposizione parla di «lavoratori occupati in settori o professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna, che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori dello Stato membro interessato, se il lavoratore appartiene al genere sottorappresentato». I dati pubblicati dall’Istat nel 2010, relativi all’anno precedente, parlano di un tasso totale di disparità uomo-donna per tutti i settori pari al 19,80%. Gli ambiti in cui la percentuale risulta più elevata sono, ad esempio, quelli dell’industria (59,93%) e, in particolare, dell’industria delle costruzioni, dove il dato raggiunge l’88,80%.
Già il cosiddetto «decreto salva Italia» prevedeva degli sgravi per le imprese in caso di assunzione di donne: in generale, per ogni assunta un'azienda può dedurre dal reddito l'intero ammontare del valore dell'Irap (l'imposta regionale sulle attività produttive), relativa alle spese per il nuovo personale dipendente. Inoltre, fino al 31 dicembre 2012, è stabilito uno sconto fiscale che consiste in una maggiore deduzione Irap, nel caso di assunzioni a tempo indeterminato: 10.600 euro per ogni donna. E per alcune regioni del centro-sud è previsto un surplus: la cifra ammonta a 15.200 euro per
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Le nuove agevolazioni per le lavoratrici introdotte dalla riforma Fornero sono descritte nei comma 1-3 dell’articolo 53, dove si stabilisce che «per le assunzioni effettuate, a decorrere dal primo gennaio 2013, con contratto di lavoro dipendente, a tempo determinato, in somministrazione, spetta, per la durata di dodici mesi, la riduzione del 50 per cento dei contributi a carico del datore di lavoro». Nel caso di passaggio da un contratto a termine a uno a tempo indeterminato o di assunzione effettuata direttamente con contratto a tempo indeterminato «la riduzione spetta per un periodo di diciotto mesi dalla data di assunzione».
Per valutare i vantaggi per un’impresa, si può fare un esempio concreto, che rientra nelle tipologie di contratto descritte dalla legge. Secondo i dati Inps, nel caso di un lavoratore dipendente con un contratto a tempo determinato, per il calcolo dei contributi una ditta applica sulla sua retribuzione lorda mensile un’aliquota del 32,7%. Se si considera uno stipendio mensile lordo di 1.300 euro, il contributo a carico dell’azienda è pari a circa 425 euro, che, prendendo in considerazione un anno, diventano 5.100 euro. Qualora per un’ipotetica lavoratrice donna da assumere con questa tipologia di contratto si verificassero le condizioni descritte dall’articolo 53 del ddl, per l’azienda la cifra si dimezzerebbe per i successivi dodici mesi, addirittura diciotto in caso di passaggio a un contratto a tempo indeterminato. Nel caso del contratto di somministrazione, le agevolazioni si intendono valide se il contratto in questione è della durata di almeno 12 mesi.
I vantaggi per un datore di lavoro non sono trascurabili. Ma quante donne attualmente verrebbero a trovarsi nella condizione descritta dal comma? Per stabilirlo, è fondamentale che ci sia uno stato di disoccupazione da almeno sei mesi. La domanda va fatta all’Inps, anche attraverso un Centro per l’impiego, presentando una dichiarazione che attesti l’immediata disponibilità allo svolgimento di un’attività lavorativa (la cosiddetta «did»).
Non è facile quantificare il numero delle future lavoratrici che beneficerebbero dei contributi, dal momento che bisogna tenere in considerazione, per lo stato di disoccupazione da almeno sei mesi, anche la regione di residenza e l’esistenza della condizione di «lavoratore svantaggiato», descritta dal regolamento comunitario che chiama in causa, invece, il settore d'impiego. Solo ricomponendo tutti questi elementi sarà possibile capire se di fatto le nuove disposizioni contribuiranno a diminuire i numeri della disoccupazione femminile, soprattutto al Sud, e a riportare un numero significativo di donne al lavoro.

Chiara Del P
riore


Per saperne di più su quest'argomento, leggi anche:
- Riforma del lavoro, ecco punto per punto cosa riguarda i giovani
- 8 marzo: una festa celebrata da troppe casalinghe?
- Per risollevare l'economia bisogna ripartire dalle donne

© Riproduzione riservata

Maternità, la guerra delle italiane precarie e squattrinate: ma i padri combattono o ...

Maternità, la guerra delle italiane precarie e squattrinate: ma i padri combattono o disertano?

Fare figli in Italia? Una battaglia quotidiana: prima, durante e dopo. Per questo il nuovo libro della giornalista Elisabetta Ambrosi - già autrice cinque anni fa, a quattro mani con Alessandro Rosina, del profetico "Non è un paese per giovani" ...

Leggi su Articolo36.it

Stage al Comitato europeo economico e sociale: 1000 euro di rimborso, candidature fino ...

Stage al Comitato europeo economico e sociale: 1000 euro di rimborso, candidature fino a fine settembre

Archiviate le vacanze estive, si riapre – per chi è in cerca di opportunità internazionali – la caccia agli stage europei. Una delle offerte migliori di questo periodo arriva dal Comitato economico e sociale europeo, organo brussellese che ha lo scopo ...

Dote Unica Lavoro e Garanzia Giovani, come la Lombardia aiuta chi cerca un ...

Dote Unica Lavoro e Garanzia Giovani, come la Lombardia aiuta chi cerca un impiego

DUL o GG. I giovani che cercano lavoro in Lombardia possono affidarsi a queste due sigle. DUL è l’acronimo con cui si identifica il  programma regionale a sostegno dell’occupazione, la “Dote Unica Lavoro”. A questo, da maggio 2014, si è ...

Garanzia giovani, gli imprenditori: «Deve ripartire il mercato». E da Roma non arrivano ...

Garanzia giovani, gli imprenditori: «Deve ripartire il mercato». E da Roma non arrivano i soldi

Era stata pensata, quando ancora era in carica il governo Letta, come il piano per far ripartire l’occupazione in Italia, e pubblicizzata sui vari canali televisivi e dai grandi quotidiani per attirare l’attenzione dei giovani disoccupati e farli approfittare di ...

L'epoca dei pizzaioli: Italia o estero, il lavoro non manca

L\u0027epoca dei pizzaioli: Italia o estero, il lavoro non manca

Si lavora in tutte le stagioni, nei giorni di festa, con un caldo a tratti insopportabile, senza sosta, fino a tarda notte. È il mestiere del pizzaiolo, tanto faticoso quanto ricercato, soprattutto da quei giovani pronti a fare sacrifici per ...

Leggi su Articolo36.it

Non è vero che gli stage gratuiti sono stati aboliti

Non è vero che gli stage gratuiti sono stati aboliti

Una lettrice della Repubblica degli Stagisti scrive alla redazione per chiedere se è legale che nello stage che sta svolgendo all'interno di un master non sia previsto nemmeno un euro di rimborso spese. Purtroppo la risposta è sì: perché gli ...

Piano Giovani in Sicilia, un'estate di caos e delusioni per migliaia di aspiranti ...

Piano Giovani in Sicilia, un\u0027estate di caos e delusioni per migliaia di aspiranti stagisti

Doveva essere il programma per far ripartire l’occupazione in Sicilia e, in particolare, per far rimanere nell’isola quei giovani che negli ultimi anni sono fuggiti alla ricerca di un posto di lavoro. Sulla carta aveva tutti i requisiti: un bando ...

Ora lo chef fa tendenza: l’esercito dei giovani che sognano un futuro in ...

Ora lo chef fa tendenza: l’esercito dei giovani che sognano un futuro in cucina

C'è chi sogna di indossare camice e "toque blanche", magari apparire in televisione e “impiattare” raffinatezze di tutti i tipi. Altri invece, i più realisti, firmerebbero per un semplice impiego sicuro da aiuto cuoco, con stipendio a fine mese. È ...

Leggi su Articolo36.it

Al via il salario minimo in Germania, ma il rischio è che ci ...

Al via il salario minimo in Germania, ma il rischio è che ci siano troppe eccezioni

All'inizio di luglio il Parlamento federale tedesco ha approvato il salario minimo, il Mindestlohn, con 535 voti favorevoli, 5 contrari e 61 astensioni. A metà luglio anche il Bundesrat, ovvero il Consiglio federale, ha dato il via libera alla legge, Tarifautonomiestärkungsgesetz, che introduce la ...

Leggi su Articolo36.it

L'ascensore sociale è inceppato: i giovani vivono peggio dei genitori

L\u0027ascensore sociale è inceppato: i giovani vivono peggio dei genitori

L’ascensore sociale? È rotto ormai da tempo, e il sistema educativo non offre più a chi studia la garanzia di poter migliorare la propria condizione. Una ricerca del Censis conferma questa preoccupante tendenza: al primo impiego solo il 16,4% dei ...

Riforme sbagliate e pochi investimenti, ecco perché in Italia non c'è lavoro

Riforme sbagliate e pochi investimenti, ecco perché in Italia non c\u0027è lavoro

Non è difficile spiegare perché in Italia non c'è lavoro, più complicato proporre la ricetta giusta sul "come si può fare per crearlo". Ci prova Romano Benini nel suo ambizioso "Nella tela del ragno", un libro che oltre a interrogarsi ...

Leggi su Articolo36.it

Made in Italy, i giovani di tutto il mondo vengono in Italia a ...

Made in Italy, i giovani di tutto il mondo vengono in Italia a studiare moda. Ma poi?

Arrivano dai cinque continenti gli studenti che scelgono l’Italia per compiere i loro studi nel campo della moda. Attratti dalla grande tradizione delle firme e del made in Italy, cercano nelle nostre scuole una formazione di qualità. In totale sono ...

Fuggire sì, ma dove? Ecco i Paesi migliori per trovare lavoro all'estero

Fuggire sì, ma dove? Ecco i Paesi migliori per trovare lavoro all\u0027estero

Quello dell'emigrazione degli italiani in cerca di lavoro e fortuna è un tema che non passa mai di moda. A scriverne è anche Claudio Bosaia in Dove Scappo, da poco pubblicato dalla casa editrice Iacobelli: una sorta di guida all'espatrio ...

Leggi su Articolo36.it

More and better jobs: chimera o possible traguardo per l’Italia?

More and better jobs: chimera o possible traguardo per l’Italia?

Nuovi processi e nuove contraddizioni. Le trasformazioni del lavoro di Serafino Negrelli, docente di sociologia del lavoro all’università di Milano-Bicocca, è una fotografia delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Un’immagine non particolarmente nitida, ma con un punto fermo importante: il ...

Leggi su Articolo36.it

Moda: troppi stilisti o aspiranti tali e pochi sarti, modellisti e figurinisti

Moda: troppi stilisti o aspiranti tali e pochi sarti, modellisti e figurinisti

Troppi stilisti o aspiranti tali e pochi sarti, modellisti e figurinisti. Diventare fashion designer ed entrare nel mondo della moda dalla porta principale è il sogno di molti, ma quando si spengono i riflettori delle passerelle si scopre che le ...

Open