Il sito, la Carta, il Bollino: ecco le nuove ali della Repubblica degli Stagisti

Di Eleonora Voltolina - 16 aprile 2009 In Editoriali

Ci siamo. È passato un anno e mezzo da quando sbarcò in Rete la prima Repubblica degli Stagisti, in forma di blog. Tra allora e oggi ci sono 170mila visite, quasi duecento post, migliaia di commenti, una trentina di articoli e interviste sui principali media: che per un blog è già un traguardo di tutto rispetto.

Ma l'ambizione era più grande. L'ambizione era di cambiare le cose. Certo, servivano mezzi più potenti, un contatto più diretto e immediato con i lettori, una struttura più  chiara perchè le notizie fossero immediatamente visibili. Serviva un sito. Ed eccolo qui, il sito: con la sezione giornalistica suddivisa in editoriali, notizie, interviste, storie di stage e approfondimenti, e poi con una sezione per le iniziative, una per le informazioni sulla normativa, un forum per raccogliere le testimonianze e gli spunti dei lettori. E un super-motore di ricerca perchè ogni lettore possa trovare alla velocità della luce quello che sta cercando.

Poi, serviva un manifesto: un testo che riassumesse quel che era stato pensato, detto e discusso in questo anno e mezzo, e desse una forma definita alle idee della Repubblica degli Stagisti. Ecco come è nata la Carta dei diritti dello stagista, un quasi-decalogo (mannaggia, i punti sono solo nove) che indica il modo giusto di utilizzare lo strumento dello stage. Tutte cose quasi scontate: che ogni stage debba avere una durata adeguata al progetto formativo e sopratutto alle mansioni da apprendere, per esempio. O che gli stagisti debbano percepire un rimborso spese adeguato, per non doversi pagare la formazione di tasca propria. O ancora, che non debbano essere utilizzati per rimpiazzare personale in malattia, maternità o ferie. O infine, e prima di tutto, che gli stagisti debbano essere giovani: perchè è assurdo utilizzare questo strumento per gente che ha trent'anni o più. Principi facilmente condivisibili, ma che purtroppo qualche volta venivano e vengono dimenticati. La Carta è lì per ricordarli.

Infine, serviva un progetto concreto. Qualcosa da rispondere a chi chiedesse «Sì, ma cosa posso fare io in prima persona per cambiare la situazione?». Questo progetto è il Bollino OK Stage. Una proposta alle aziende virtuose: sottoscrivere la Carta dei diritti dello stagista e impegnarsi con la Repubblica degli Stagisti a rispettarne i criteri. Un segno di responsabilità, prima di tutto, e poi anche un segnale di trasparenza, in un sistema in cui troppo spesso le aziende vogliono il curriculum vitae dei candidati, ma non sono disposte a dare il loro, a dire quanto pagheranno, quanto assumeranno, come si comporteranno.

Il Bollino OK Stage innesca un circolo virtuoso: le aziende aderenti possono pubblicare qui i loro annunci. Per i giovani la Repubblica degli Stagisti diventa quindi non più solo un sito dove trovare informazioni, notizie e approfondimenti sul tema dello stage e del mondo del lavoro, ma anche uno spazio protetto per cercare buone occasioni di stage, che offrano davvero una formazione seria e un concreto sbocco occupazionale, stando il più possibile alla larga da quegli stage-truffa che purtroppo molti hanno raccontato nel blog - e continueranno a raccontare qui nel sito.

L'obiettivo è sempre quello: cambiare le cose. E con un sito, una Carta dei diritti e un Bollino per riconoscere le aziende più sicure, la Repubblica degli Stagisti ora ha davvero le ali.

 

Eleonora Voltolina

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