Stagisti col bollino / Laura Pagani: «Durante il primo stage lavoravo tantissimo e non prendevo un euro. Ho ritentato e sono stata più fortunata: in Nestlé mi hanno anche assunto!»

Di Eleonora Voltolina - 02 giugno 2010 In Storie di stage

In occasione del primo compleanno dell'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Laura Pagani, oggi dipendente di Nestlé.

Mi chiamo Laura Pagani e sono di Brescia. Ho 26 anni e da quando ho cominciato l’università vivo divisa tra Brescia e Milano. Una volta diplomata al liceo scientifico ho tradito il mestiere di famiglia (entrambi i miei genitori sono medici) e mi sono iscritta alla triennale in Relazioni pubbliche e pubblicità alla Iulm: mi sono quindi trasferita a Milano, andando a vivere con mio fratello in una casa che è della nostra famiglia. In quel periodo ho fatto sporadicamente qualche piccolo lavoretto, ma erano comunque i miei a mantenermi. Ho proseguito poi con la specialistica in comunicazione e strategia della marca, laureandomi a marzo 2009. Mentre ancora studiavo ho fatto il mio primo stage nell’ufficio stampa di un’agenzia di comunicazione di Brescia, trovato tramite un annuncio su internet. Tre mesi, zero rimborso spese. Mi occupavo di realizzare e diffondere comunicati stampa ed elaborare la rassegna stampa, ma anche di copywriting e di organizzazione di eventi. Il mio tutor era una persona molto occupata, quindi devo dire che non mi seguiva molto… ma avevo un buon rapporto con gli altri colleghi e se avevo bisogno di aiuto c’era sempre chi mi dava una mano.
Alla fine dei tre mesi mi hanno offerto un contratto a progetto di altri quattro mesi, part time per mia esplicita richiesta: in quel periodo stavo scrivendo la tesi e volevo concentrarmi su quello. La retribuzione era di 500 euro netti al mese. Alla fine del cocopro ho scelto di lasciare l’agenzia: ormai avevo capito che lì non avrei avuto prospettive di crescita professionale. E poi volevo avere l’occasione di provare altre realtà lavorative, più grandi e stimolanti.
Ed è così che sono arrivata in Nestlé: ho risposto a un annuncio su internet, ho fatto i tre step della selezione (colloquio di gruppo, colloquio con il responsabile recruiting e infine colloquio con il mio futuro responsabile) e alla fine mi hanno proposto uno stage di sei mesi nella direzione Relazioni esterne di Nestlé Italiana, nella sede di Milano. Il rimborso spese mensile ammontava a 710 euro netti, e tra i benefit c’erano la mensa gratuita e l’accesso alla palestra.
Ho cominciato a giugno 2009: mi occupavo del supporto alle attività di relazioni esterne sia corporate sia di brand, del monitoraggio delle attività di corporale social responsability e della diffusione interna della rassegna stampa. Ho avuto l’opportunità di collaborare all’organizzazione di diversi eventi, tra cui la conferenza stampa del lancio di Latte Perugina, e di partecipare a convegni come il Salone della responsabilità sociale d'impresa. Questi sei mesi sono stati molto intensi e produttivi, ho imparato tantissimo e sono stata subito coinvolta in progetti importanti.
Poco prima del termine del mio stage si è aperta una posizione, sempre all’interno della divisione Relazioni esterne, e mi è stato offerto un contratto di apprendistato della durata di 24 mesi, partito a metà gennaio di quest’anno. Con molta soddisfazione quindi sto proseguendo il mio percorso qui in Nestlé. Guadagno 23mila euro lordi all’anno, più o meno 1300 euro netti al mese: dato che fortunatamente non devo pagare l'affitto posso dire di essere completamente indipendente.
Quello della comunicazione esterna è un settore che mi appassiona, ma in futuro mi piacerebbe anche avere l’opportunità di vivere un’esperienza in altri ambiti, come il marketing ad esempio. Penso che lavorare in una grande multinazionale come Nestlé  permetta di avere maggiori possibilità di crescere professionalmente e di job rotation.
Il problema principale dello stage oggi in Italia è che il più delle volte gli stagisti, laureati e spesso anche con master, ricevono un rimborso spese irrisorio, se non nullo, per svolgere mansioni che a mio avviso sono al pari dei dipendenti assunti. Mi è capitato più volte di sentire di esperienze di stage in cui la formazione era totalmente assente, e in cui i tutor pretendevano esperienza e conoscenze, ma al tempo stesso senza offrire retribuzione né garanzie di assunzione. Penso che questa sia una situazione inaccettabile.
Ho scoperto la Repubblica degli Stagisti un anno e mezzo fa in un articolo su un giornale: l’ho trovata un’iniziativa importantissima e sono molto contenta che qualcuno dia finalmente voce a tutti gli stagisti d’Italia. Così come è importante, sia per le aziende che per i ragazzi in cerca di lavoro, avere un attestato di riferimento come quello del Bollino OK Stage che certifichi il rispetto dei diritti dello stagista e al tempo stesso valorizzi le aziende più virtuose. Il caso ha voluto che oggi sia proprio io ad occuparmi del Bollino, dato che Nestlé fa parte di questa iniziativa ormai da più di un anno, ed ha appena rinnovato l’adesione!

testo raccolto da Eleonora Voltolina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:

- Buon compleanno alla Carta dei diritti dello stagista e al Bollino OK Stage, e avanti tutta per il futuro
- La testimonianza di Alberto Riva: «Un master, sei mesi di stage e ora un contratto in M&G, una delle aziende del Bollino»


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