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La lettera di una lettrice: «Ho rifiutato uno stage gratuito, ma ora me ne pento»

11 anni, 10 mesi fa di redazione

Link all'articolo originale: La lettera di una lettrice: «Ho rifiutato uno stage gratuito, ma ora me ne pento» «Seguo il sito Repubblica degli Stagisti, ho letto che secondo voi è giusto rifiutare gli stage senza rimborso e così ho fatto - però me ne sono pentita. Poteva essere l'occasione per conoscere gente e inserirmi dentro. Gli stage con rimborso il più delle volte sono proposti da multinazionali che prendono solo laureati in economia e dopo innumerevoli colloqui di gruppo, individuali, test e magari qualche conoscenza... Come sempre chi ha una laurea umanistica è penalizzato. il prossimo stage gratuito ...

Marta Traverso

11 anni, 10 mesi fa

La mia prima esperienza di lavoro è stato uno stage non retribuito, lavoravo 10 ore al giorno 5 giorni la settimana, l'unica fortuna è che pranzavo gratis perché i titolari della redazione sono anche gestori di una catena di bar ristoranti.. E' stato doloroso anche per via di una promessa di contratto non mantenuta, ma grazie a quell'esperienza ho trovato in seguito tante opportunità, perché ho imparato tantissimo sul lavoro redazionale! Quindi di fronte a uno stage non retribuito bisogna valutare se il gioco valesse la candela, tirare la cinghia 3, 6, 12 mesi e poi avere un po' più di strada spianata per il futuro.

killordie

11 anni, 10 mesi fa

Io penso che il discorso non sia che "è giusto rifiutare gli stage senza rimborso" in assoluto. Sicuramente però il rischio di trovare aziende scorrette che cercano "manodopera" a costo zero è molto alto. Ovviamente avere un minimo di rimborso spese non è una garanzia nell'altro senso, ma almeno non ci si accollano interamente i costi (trasporti, pranzo). Insomma, di fronte a tante proposte quanto meno sospette, almeno non si paga per essere "sfruttati".
Detto questo, l'unica cosa positiva di uno stage è che può essere interrotto in qualunque momento senza preavviso, quindi anzi che pentirsene dopo, forse nel dubbio è meglio fare un tentativo, sondare il territorio, e toccare con mano l'ambiente e le condizioni di lavoro. Se è un'occasione valida nessuno dice che non possa valere la pena fare qualche sacrificio a livello economico per un bagaglio di esperienza. Ma queste rimangono sempre valutazioni soggettive.

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