Ordina per...

Autenticati per poter ricevere gli aggiornamenti

Cerca nel Forum

Non so cosa pensare del mio stage

1 mese, 3 settimane fa di Alessandra456

È da circa un mese e mezzo che ho cominciato una stage presso un'azienda che, salvo rarissimi casi, non ha mai assunto nessuno stagista. Di questo ne sono stata consapevole fin dall'inizio ma ho deciso comunque di fare quest'esperienza per imparare il più possibile e anche perché il rimborso spese è abbastanza dignitoso. L'ambiente lavorativo per ora è tranquillo, i colleghi sembrano essere gentili, tuttavia ho notato una strana disparità di trattamento tra me e un altro ragazzo che è stato preso come stagista. Trattandosi di un tirocinio in smart working, siamo sempre in call su Skype e ho notato che l'altro ragazzo è praticamente SEMPRE in chiamata con il suo tutor. Addirittura, quando il suo tutor non c'è, è in chiamata con altri colleghi dell'ufficio che gli spiegano altre cose. Io, invece, vengo contattata pochissimo dal mio tutor, ci sono giorni in cui lo sento per un'oretta, massimo due. Inutile aggiungere che, quando lui non c'è, non faccio niente di niente. Ho provato, qualche volta, a chiedere di farmi fare qualcosa in più ma di tutta risposta mi hanno mandato a presenziare (ossia ascoltare) una riunione tra i colleghi di un altro ufficio (così a caso..).
Ho notato questo differente trattamento fin dai primi giorni e, inizialmente, ho pensato fosse colpa mia, visto che, agli inizi, facevo un po' fatica a stare dietro a tutto quello che mi veniva detto. Inoltre, il capo ci ha assegnato un progetto che, in teoria, dovremmo fare in due ma il tutor che mi segue ci lavora sempre da solo, coinvolgendomi solo quando ha finito tutto (e grazie!).
Come dovrei comportarmi? Aggiungo che sono una persona molto riservata e ho paura che, insistendo e richiedendo più "attenzioni" mi mandino a quel paese. Insomma non so fino a che punto posso spingermi oltre e a far capire che sono realmente interessata all'attività che fanno.

Apple253

2 settimane, 5 giorni fa

In risposta a #30902

A me sembra abbastanza fisiologico fare qualche errore quando si sta imparando. Non sei incapace, stai imparando. Capita anche quando si ha esperienza, in ogni caso si risolve, si impara, si cerca di migliorare. Non si è li' per puntare il dito ma per raggiungere determinati obiettivi, sia anche il risolvere problemi.
Un po' di proattività e curiosità per imparare ed esplorare dovrebbe anche venire da te. Per quanto tu sia inesperta, difficilmente ti sarà dato se non chiedi. Sarebbe utile cercare allineamento di comunicazione, parlare apertamente per capire cosa ti aspetti tu e cosa loro si aspettano da te, per aiutarvi a vicenda. Anche perchè i mezzi telematici non aiutano, ma se tu sei anche insicura la situazione si complica ulteriormente e non gioca a tuo favore.
Il primo mese è normale passare un po' piu' tempo ad ambientarsi e studiare come funzionano le cose.
Sono anche io in una azienda molto grossa, all'inizio cercavo di assistere a quante piu' riunioni possibili annotando quello che non capivo (cioè' all'inizio praticamente tutto). Provavo a capire da sola e poi fissavo un'oretta a settimana col mio tutor (o contattavo colleghi a turno) per cercare di trovare le risposte e mettere assieme i pezzi. Per loro erano in genere domande semplici, quindi nulla di troppo impegnativo. Per me invece erano cose fondamentali da imparare. Un'ora al giorno col proprio tutor mi sembra davvero tanto... non saprei neanche lavorativamente di cosa parlare per cosi' tanto tempo.
Ho giorni in cui faccio molto poco (e ne approfitto per leggere) e altri in cui ho molto, ma questo è parte del lavoro (che non mi ero immaginata). Impari a capire com'è il lavoro dopo un po' di tempo. E ho imparato tantissime cose sbagliando.
Ho avuto anche io a volte l'impressione che gli altri stagisti fossero piu' indaffarati di me, sempre a dire di essere troppo occupati e con un sacco di lavoro da fare, sempre in call. Come ti è stato suggerito, ho provato a investigare e chiedere loro a livello pratico cosa facessero (per curiosità, ma anche per capire se potevo chiedere di piu' dalla mia tutor). E' stato utile per imparare di cosa si occupano, ma soprattutto per capire che il confronto in luce negativa è inutile. Sono sicuramente capaci, ma anche bravi a far puntare la luce su se stessi.
Non sono sicura che cercare un nuovo posto possa essere la soluzione
concreta a questi problemi. Prima cercherei di risolverli quanto piu'
possibile. Potrà magari essere un buon insegnamento per il futuro.
E non penso possano cercare di informarsi su di te, ma suona un po' "sospettoso" cercare un altro stage dopo pochi mesi, soprattutto se non hai esperienza precedente e vieni da una realtà grossa e solida.

Alessandra456

2 settimane, 6 giorni fa

Chiedo scusa se rispondo con ritardo! Vi ringrazio, intanto, per la risposta molto articolata e incoraggiante. Ammetto che leggervi è stato benefico per gestire le mie insicurezze. Tuttavia, a distanza di un mese, la situazione non è cambiata e mi sembra ormai palese che passo per quella incapace tra i due (probabilmente a causa di alcuni errori un po' grossolani che ammetto di aver fatto quando mi venivano assegnati compiti anche molto semplici). Di conseguenza, data la mia incapacità vengo messa per ore a fare nulla e, in questo modo, non ho neanche la possibilità di migliorarmi. Il punto è che, al momento, credo di aver perso ogni motivazione a continuare e non riesco neanche più a provare un minimo di interesse o curiosità in quello che faccio. È consigliabile, vista la situazione, cercare un altro tipo di stage presso un'altra azienda nel frattempo? Il mio timore è che la nuova eventuale azienda dove inoltrerei la mia candidatura possa informarsi su di me nell'azienda dove lavoro attualmente. È possibile che succeda? Oppure no, visto che alla fine sto svolgendo soltanto un tirocinio e non un rapporto di lavoro a tutti gli effetti? Parto dal presupposto che entrambe le aziende sono molto grandi!

Redazione_RdS

1 mese, 2 settimane fa

Essere proattivi e avere voglia di imparare è un'ottima cosa durante uno stage, Alessandra! Partendo da questa premessa, facciamo un po' il punto della tua situazione.

Innanzitutto, non ci sembra molto "sano" (o quantomeno proficuo) comparare continuamente la tua situazione a quella del tuo collega stagista, controllare il tempo in cui lui sta in call e confrontarlo con il tempo in cui stai in call tu. State facendo due stage diversi no? Avrete mansioni diverse, dunque non ti angustiare facendo un confronto continuo come se lo stage fosse una gara.

Anzi, se hai un po' di confidenza con quest'altro giovane, perché non provi a contattarlo e a chiedergli come si organizza per lo stage, magari dicendogli che hai l'impressione che lui riesca a gestire meglio di te l'aspetto della formazione/lavoro da remoto? Magari riuscirete a creare un'alleanza, o anche semplicemente lui riuscirà a darti dei consigli utili su come lui riesce ad "ottenere" l'attenzione del suo tutor e a non restare con le mani in mano.

Un altro aspetto da considerare è quello del tempo: a noi in linea di massima sembra che stare ogni giorno collegati con il proprio tutor per un'ora sia già molto! L'importante però è che il tutor poi ti dia delle attività da svolgere da remoto nelle ore in cui non siete collegati, in modo che tu non stia con le mani in mano.

E' possibile che la persona che ti sta seguendo in qualità di tutor sia a sua volta in difficoltà, perché prima del Covid lo stage da casa semplicemente non esisteva! Dunque non tutte le aziende, e non tutte le persone all'interno delle aziende, sono abituate e preparate per gestire uno stagista che non è in ufficio vicino a loro, dato che la modalità di "smart internshipping" esiste da un anno o poco più. Dunque anche in questo caso il nostro suggerimento è quello di provare a parlare il più apertamente possibile con questa persona del modo in cui potreste ottimizzare il vostro rapporto professionale perché tu, pur non intralciando il suo lavoro quotidiano, possa trarre vantaggio da questo periodo di stage e realizzare gli obiettivi formativi che il tuo progetto formativo ha prefissato.

Se questo dialogo con il tuo tutor dovesse andare male, poi, ovviamente si può chiamare in causa il tuo tutor del soggetto promotore dello stage, chiedendogli di intervenire. Chi è l'ente che ha attivato il tuo stage Alessandra?

Torna al più nuovo