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È mai possibile che sono l'unica ad essere sempre stata mandata via dagli stage?

1 settimana, 3 giorni fa di Verynica__94

Fin'ora ho sempre sentito storie di tirocini interrotti dagli stagisti, mai dalle aziende. Con me invece è sempre avvenuto il contrario: anche se l'ambiente lavorativo non mi piaceva, ho sempre tenuto duro fino a quando a un certo punto, l'azienda mi mandava a casa per incompatibilità a svolgere le mansioni richieste. Le motivazioni per cui venivo mandata via erano principalmente l'incapacità a comunicare come volevano loro con i clienti, soprattutto al telefono, oppure che non fossi abbastanza spigliata, insomma cose così (erano lavori d'ufficio ma in realtà mi facevano anche pulire, lamentandosi della mia lentezza...). Il problema è che dopo 1-2 mesi non posso essere saper fare tutto bene, ma le aziende in cui sono capitata hanno sempre utilizzato i primi mesi di stage come periodo di prova, anziché aspettare i canonici 6 prima di valutare. Ora mi xhiedo se il problema sono io che solo perché sono un po' impaccoata mi posso già considerare fuori, oppure è una prassi comune quella che il tirocinio venga interrotto se non sei subito perfetfo come vogliono loro?

Redazione_RdS

6 giorni, 3 ore fa

E' abbastanza infrequente che siano le aziende a interrompere anticipatamente un tirocinio (a meno che non sia per l'accezione positiva: e cioè per assumere il tirocinante con un contratto ancor prima della scadenza naturale del tirocinio!).

Mentre è abbastanza più frequente il caso di tirocinanti che scelgono di interrompere - per le più svariate ragioni: perché si sono resi conto che quel determinato campo professionale non fa per loro, perché decidono di riprendere gli studi, perché ricevono un'offerta di lavoro o di stage più allettante.

Vi sono alcune Regioni che mettono addirittura nero su bianco questo "disequilibrio" a favore degli stagisti. In particolare per esempio la Regione Toscana nel suo regolamento sugli stage (si tratta del Regolamento 30 gennaio 2019, n. 6/R, intitolato "Disposizioni in materia di sistema delle competenze, accreditamento e tirocini non curriculari. Modifiche al dpgr 47 / R / 2003") prevede due modalità diverse per l'interruzione.

All'articolo 86 quater , intitolato “Obblighi e diritti del tirocinante”, si legge al comma 4 che “Il tirocinante può interrompere il tirocinio in qualsiasi momento dandone comunicazione scritta al tutore nominato dal soggetto ospitante e al tutore nominato dal soggetto promotore”. Notiamo qui che non c'è nessuna prescrizione o restrizione specifica rispetto alla motivazione per la quale il tirocinante può decidere di chiudere il tirocinio anzitempo. Il regolamento dice proprio "in qualsiasi momento". Non ci sono dunque tempistiche o condizioni particolari per comunicare di voler interrompere anticipatamente lo stage

La possibilità per il soggetto promotore di procedere con l’interruzione di uno stage è esplicitata più avanti, all’Art. 86 terdecies che si intitola “Interruzione del tirocinio”, e invece qui sì che si trovano delle restrizioni. Il comma 1 infatti esplicita che “Il soggetto ospitante o il soggetto promotore possono interrompere il tirocinio” ma solo “in caso di inadempienze gravi da parte di uno dei soggetti coinvolti nel rapporto di tirocinio o in caso di impossibilità a conseguire gli obiettivi formativi del progetto formativo”, e prescrive al comma 2 che “l’interruzione del tirocinio e le sue motivazioni” debbano “essere comunicate alla Regione, che effettua le dovute verifiche al fine di adottare i provvedimenti conseguenti”.

Ovviamente è comprensibile che la legge (questa che abbiamo citato riguarda la Regione Toscana, ma ovviamente Verynica tu dovresti andare a spulciarti quella relativa alla Regione dove hai svolto lo stage) preveda la possibilità anche per il soggetto ospitante di interrompere uno stage. Pensiamo a un caso in cui uno stagista non si presenti mai in ufficio, o non rispetti gli orari, o si comporti in maniera impropria con il tutor e i colleghi.

Tuttavia la situazione da te descritta è diversa: sembra qui che l'azienda abbia deciso di interrompere il tuo tirocinio perché non eri abbastanza "perfomante". Quasi che si aspettassero di trovare, nel tirocinante, la stessa esperienza e produttività di un dipendente, anziché un giovane alle prime armi e in attesa di essere formato.

Quello che ti consigliamo, Verynica, è di parlare con il soggetto promotore (chi era?) di quel che è successo, e di preparare una breve e chiara relazione dando conto degli eventi dal tuo punto di vista, e mettendo in chiaro che a tuo avviso il soggetto ospitante ha interrotto lo stage perché non aveva intenzione di fare quel che invece avrebbe dovuto fare - e cioè investire tempo e risorse per darti una formazione. E non dimenticare di sottolineare anche le mansioni di pulizia che ti erano state affidate, nonostante non fossero affatto previste dal progetto formativo individuale che avevate concordato.

In questo modo anche il soggetto promotore sarà consapevole di quel che è successo (la relazione funge anche, in casi come questo, da "carta canta", a futura memoria) e potrà magari pensarci due volte prima di inviare un altro tirocinante in quella stessa realtà.

Di più non pensiamo si possa fare. Lo stage, come il lavoro, è anche una questione di alchimia tra le parti. Se le persone di un'azienda (i manager, gli addetti HR...) non si trovano bene con una persona, o se al contrario una persona non si trova bene in un'azienda, non c'è legge che possa "magicamente" mutare la situazione. La cosa migliore in questi casi è separare le strade, perché forzare una relazione professionale quando mancano le basi di fiducia, stima e buona fede non è mai una buona idea.

Dunque il nostro consiglio è quello di voltare pagina Verynica: ti auguriamo di trovare presto una opportunità migliore, in un posto in cui le tue capacità possano essere valorizzate di più.

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