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Stage o sfruttamento?

9 anni, 7 mesi fa di eee

Salve a tutti. Sono nuova del forum; mi sono iscritta in seguito a una brutta esperienza, non ancora conclusasi, come stagista in una famosa catena di supermercati. Il contratto l’ho firmato una settimana e mezzo fa. Esso comprende uno stage della durata di sei mesi; nella voce ‘mansioni’ compaiono le parole ‘cassa e scaffalatura’. Sono previsti seicento euro al mese lordi di ‘rimborso spese’. Non l’ho letto tutto e il mio principale non me lo ha illustrato, indi per cui non ho idea se nel contratto ci sia un qualche riferimento a un eventuale tutor, ma essendo un’apprendista immagino proprio di sì. Il problema è questo: io non sono affatto un’apprendista, perché pur non sapendo nulla sul come si usa una cassa fin dal primo giorno sono stata schiaffata nella cassa principale, che spesso e volentieri è l’unica aperta, e le poche cose che mi hanno spiegato non sono bastate a sopperire le mie mancanze. Lavoro nove ore al giorno, mi hanno fatto subito cominciare i turni, fin dal primo giorno ho iniziato a maneggiare grosse cifre di denaro, a effettuare versamenti, a usare il bancomat, a richiedere prestiti. Ho combinato e continuo a combinare un sacco di pasticci proprio perché non c’è nessuno che mi segua davvero. Lavoro molto di più rispetto agli altri cassieri, quando non ci sono clienti (cosa rara) mi è stato ordinato di ‘non restare ferma’ e di occuparmi della scaffalatura; un giorno ho osato prendermi una pausa di venti minuti per mangiare e mi hanno pesantemente ‘sgridata’, sostenendo che ‘per fortuna non c’erano tanti clienti’ perché l’unica cassa aperta, quella della mia collega più anziana, non sarebbe stata in grado di gestirli tutti. Il problema è che io sono solo una stagista, non una normale impiegata, e invece svolgo più lavoro io delle altre dipendenti. Se non hanno abbastanza personale qualificato cosa c’entro io?
Inoltre il ritmo stressante del supermercato, le file infinite di clienti e la continua fretta che i principali mi mettono addosso (devo essere più veloce, veloce, veloce) mi stanno distruggendo. I conti a fine giornata nella mia cassa non tornano MAI e non so più cosa fare.
Loro (i miei principali) hanno il diritto di farmi questo? E’ solo una settimana e mezzo che lavoro in questo centro commerciale, e sono già mentalmente distrutta. A ciò si aggiunge la scortesia dei clienti che sbuffano per la mia lentezza o quando faccio qualcosa si sbagliato; gli insulti e i sorrisini indulgenti ormai si sprecano con me. Arrivano col carrello pieno, cambiano idea sull’acquistare o meno un certo prodotto e me lo schiaffano in cassa, e poi ovviamente tocca a me precipitarmi a rimetterlo a posto. Mi chiedono continuamente cose che io non so (accettiamo i ticket? c’è ancora quel particolare prodotto in offerta? dove sono i fiammiferi?) e si arrabbiano quando rispondo di rivolgersi al direttore. Mi lanciano i soldi, si riempiono la bocca di parolacce se lo scanner non passa uno sconto. Mi sento umiliata, sfruttata e sola.

Redazione_RdS

9 anni, 5 mesi fa

Cara EEE,

ci farebbe piacere sapere com'è andata a finire!

E aggiungiamo anche che forse varrebbe la pena che tu facessi un salto alla più vicina Direzione Territoriale del Lavoro, facendo presente le anomalie di questo supermercato nella gestione del personale. Non solo per quanto riguarda i compiti che erano stati affidati a te (ben strano che a una stagista venisse affidato il compito di apertura e chiusura del negozio...), ma anche per quanto riguarda gli orari, perchè turni di 11 ore nella grande distribuzione sono qualcosa di molto strano.

Facci avere tue notizie!

levels

9 anni, 5 mesi fa

tutto giusto, però la prossima volta, per il tuo bene, forse è il caso di leggere BENE le cose prima di firmarle

auguri

Lena773

9 anni, 5 mesi fa

Cara Eee,
Come sta andando? Lavori ancora in quel tugurio?

eee

9 anni, 6 mesi fa

Grazie del chiarimento :) Vi aggiorno brevemente su quanto è successo: dopo aver ricevuto la prima busta paga, che non era di seicento euro ma di quattrocento sessanta, ho capito di essere caduta in una situazione che poteva risolversi solo con le mie dimissioni ad effetto immediato. Il fatto che il mio titolare non mi avesse avvertita, all'inizio dello stage, che quei seicento euro di rimborso spese erano lordi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una dignità ce l'ho ancora e me la tengo stretta, soprattutto vista la mia giovane età. Prima di settembre il supermercato non potrà arruolare nuovi stagisti -è un grande negozio con due sole cassiere-: li ho letteralmente lasciati nella cacca, anche perché la cassiera principale -quella che aspettavano per aprire il negozio- ero io, non so bene né il perché né il per come. Ancora non mi capacito del fatto che le altre due "cassiere" passassero tutto il tempo a sistemare gli scaffali, un compito che non era di certo loro. E' anche vero che per essere un supermercato così grande aveva davvero pochi dipendenti, tanto che la maggior parte di essi svolgono orari di lavoro abominevoli (spesso e volentieri dodici ore di fila con la sola pausa pranzo della durata di mezz'ora). Sarebbe cosa buona che qualcuno segnalasse la cosa.

Redazione_RdS

9 anni, 7 mesi fa

Cara Eee,

nessuno stage dovrebbe far sentire umiliati, sfruttati e soli. Dunque se è così che ti senti, se è così che l'ambiente dove stai facendo il tuo stage ti porta a sentirti, bisogna che tu reagisca al più presto.

Prima cosa, uno stage non è un contratto di lavoro. Puoi dunque interromperlo in ogni momento, anche in maniera improvvisa, basta che avvisi il soggetto promotore e il soggetto ospitante. Attenzione a questo proposito alla terminologia, tu a un certo punto dici "sono un'apprendista", ma non è così, se fossi una apprendista avresti un contratto di apprendistato, cioè un vero contratto di lavoro di tipologia subordinata, con una retribuzione e i contributi: uno stage invece è un inquadramento infinitamente meno tutelante.

Il tuo racconto, in realtà, rivela profili al limite della legalità rispetto alla condotta del soggetto ospitante. Da quel che racconti, loro ti hanno inquadrata come stagista ma ti utilizzano come se fossi una dipendente subordinata.

Potresti dunque segnalare quello che sta succedendo a un sindacato, per esempio la Cgil negli ultimi anni ha affinato la sua sensibilità nei confronti della tematica dell'abuso degli stage e dunque se ti rivolgessi a un loro sportello probabilmente saprebbero come agire.

L'altra soluzione è quella di fare una segnalazione alla più vicina Direzione territoriale del lavoro, invitandoli a compiere una ispezione per verificare le tue parole.

Noi come Repubblica degli Stagisti siamo sempre stati fortemente critici nei confronti dell'utilizzo dello strumento dello stage per mestieri in cui le mansioni possono essere apprese molto velocemente, come per esempio quelle di cassiera in un supermercato: siamo dunque convinti che nella maggior parte dei casi tutti questi stage mascherino in un modo o nell'altro un abuso, anche se - come nel tuo caso - è previsto un rimborso spese abbastanza dignitoso.

Il punto è che - rimborso o non rimborso - lo stage dovrebbe rimanere un percorso formativo, e non un lavoro inquadrato in maniera da costare meno al datore di lavoro.

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