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Stage presso Ministeri e Presidenza del Consiglio - qualcuno ha qualcosa da raccontare?

10 anni, 4 mesi fa di alessandromac

Ciao a tutti,

abbiamo intenzione di raccontare su Rai3 l'universo stage in Italia.

In particolare, per quanto riguarda gli stage negli enti pubblici, ogni anno se ne attivano molti presso i dipartimenti della Presidenza del Consiglio e i Ministeri, il più delle volte gratuiti.

Volete raccontarci la vostra esperienza di stage? Potete scrivere qui sul Forum o alla redazione della Repubblica degli Stagisti per dare la vostra disponibilità.

Un caro saluto da tutti noi e a presto!

Alessandro

oscura_mente

9 anni, 9 mesi fa

se è utile a chiaradino, posso raccontare la mia esperienza, qui: http://repubblicadeglistagisti.it/forum/thread/2355/

non lo scrivo perchè andrei off topic, non posos partecipare alla discussione in modo proattivo.

Chiaradino

9 anni, 9 mesi fa

Ciao a tutti
Sto facendo un servizio per Myself, il nuovo femminile di Condenast, sul mondo degli stagisti. Vorrei raccontare qualche esperienza. In particolare mi piacerebbe raccogliere delle storie emblematiche della difficoltà delle donne ad entrare nel mondo del lavoro
Chi vuole partecipare è ben accetto
Un saluto
Chiara

Chiaradino

9 anni, 9 mesi fa

Ciao a tutti
Sto facendo un servizio per Myself, il nuovo femminile di Condenast, sul mondo degli stagisti. Vorrei raccontare qualche esperienza. In particolare mi piacerebbe raccogliere delle storie emblematiche della difficoltà delle donne ad entrare nel mondo del lavoro
Chi vuole partecipare è ben accetto
Un saluto
Chiara

miriam_decrayencour

10 anni, 3 mesi fa

sarebbe l'ora che la gente smettesse di prendere parte a questi stage. onestamente il boicottaggio mi sembra la strategia migliore per vedere forse cambiare qualcosa. che si arrangiassero da soli a riorganizzare gli archivi sotterranei, tanto sono lautamente pagati.

Varoskij

10 anni, 3 mesi fa

In effetti di fornte alle materie plastiche ho sempre un atteggiamento divertito. Non sono affatto uno stupido, e anche quel mondo che sembra finto, in realtà è vero, verissimo, ed è fatto di tante realtà che ne determinano la complessità. La mia esperienza è breve, incompleta, individuale, quindi assomiglia più ad una caricatura, a una semplificazione un po' sciocca. In realtà sotto le giacche e le cravatte ci sono epidermidi e sistemi nervosi, e quindi come in qualsiasi contesto abitato dall'uomo, anche lì dentro c'è del buono e del cattivo, del bianco, del nero e soprattuto del grigio.
Per quanto riguarda il futuro, in fin dei conti, l'unica cosa dignitosa credo sia evitare di precipitare nel vuoto di senso. Il resto non ha molta importanza, è solo semantica. Chissenefrega di fare il diplomatico, la mia era una battuta. E ad esser sinceri era una battuta piuttosto scarsa.
Bau.

Francystage

10 anni, 3 mesi fa

Varoskij, bel racconto, credo che se lo avessi scritto di tuo pugno e non fosse frutto della tua esperienza di vita, non avrebbe avuto lo stesso impatto.Questo perchè la realtà supera la fantasia. Il tuo stupore per quel mondo di plastilina non ti avrà sicuro indotto a sentirti un ingenuo, tutt'altro,no? Ebbene, oggi gli schiavi non sono certo brutti, sporchi e cattivi, hanno la giacca,la cravatta oppure il vestitino e il capello da velina,le faccette pulite e sono pronti a mostrarsi corretti e gentili in apparenza, iene scavalcatrici nella realtà. Ti pongo una domanda: vorresti diventare un diplomatico anche in un mondo di plastica come quello che hai descritto? Devi avere una grossa molletta al naso e grandi polmoni,suppongo!!!ciaooo!

Varoskij

10 anni, 3 mesi fa

Buongiorno a tutti,
vi racconto a mio modo un'esperienza di tirocinio presso un Ministero, con ogni probabilità molto simile a quella di tanti altri, giovani stagisti invischiati pro tempore nei gangli della pubblica amministrazione. Di certo molti di voi conoscono il programma Mae-Crui, che ogni anno inforna la Farnesina di centinaia di convintissimi aspiranti diplomatici. La struttura architettonica da ventennio si sposa, a quelle latitudini, con un "ésprit" snob dal sapore settecentesco e infarcito di terminologia esotica e bon ton. Dietro la cortina fumogena del protocollo, tuttavia, superato il fascino perverso che il Circolo dei diplomatici è capace di irradiare dalle eleganti sponde del Tevere, si annidano pericoli potenzialmente mortali per gli stagisti. Avvicinati tremanti alla fonte luminosa del potere, brillante specchio per le allodole debitamente incravattato di cashmere e gloria, gli schiavi moderni rischiano di scottarsi la mano e riportare nel trauma seri danni psicologici. Svernare in quegli uffici, per il sottoscritto, era come trovarsi agguantato per il colletto, trascinato via dal ponte di terza classe, spogliato e addobbato a festa, e infine posizionato in mezzo ai ricconi sorridenti con tanto di Martini cocktail in mano. La bella vita, per chi studia relazioni internazionali. E' in quelle stanze che succedono le cose - pensavo. Un piano sopra la mia testa c'è l'Unità di crisi! e cadevo in una sorta di trance adorativa. Nei corridoi guantati di rosso echeggiavano antiche voci di vertici internazionali, intrighi di potere e personaggi da leggenda. In realtà, passato lo stordimento iniziale e diradatasi la coltre nebulosa, ciò che realmente rimaneva era ben poco. Zero stipendio, neppure a livello di rimborso spese, mentre fuori dalla finestra Roma e i suoi affitti parevano strozzini avidi pronti a lasciarmi nudo come un verme a mendicare spiccioli nel piazzale davanti a Termini. Nessun buono pasto, per giunta. Neppure un cornetto al giorno. Tranne quando gli scarsissimi controlli alla mensa diplomatica, uniti in simbiosi con la morsa spietata della fame, spingevano stagisti dallo sguardo pietoso all'estremo gesto del mangiare - molto poco diplomaticamente - a sbafo. Una cotoletta, in fondo, non avrebbe depotenziato il ruolo dell'Italia nei consessi internazionali. Poi, il lavoro. Tanti piccoli Kissinger impegnati nella scelta della foto del profilo Facebook e nel riordino dell'archivio personale di qualche Ministro Plenipotenziario trasferitosi all'estero. Stampa di scartoffie cestinate senza meritare la dignità di uno sguardo, con un braccio perennmente abbarbicato alla fidatissima fotocopiatrice e la cravatta d'ordinanza in piena crisi d'identità. Tre mesi intensi, ricchi di colpi di scena filmici e sedicenti delegazioni orientali. In realtà non ho imparato nulla. Una volta ho risposto al telefono in inglese e mi sono subito sentito una persona migliore. Una seconda volta ho parlato in francese, ma avevano sbagliato numero e la situazione è sensibilmente peggiorata. Per il resto ho passato un sacco di tempo negli archivi della Farnesina, luogo bislacco in cui ancora (almeno fino a tre anni fa) gli schedari di alluminio pieni di cartoline alfabetizzate da consultare a mano dominavano la scena. Eppure, qualcosa di utile è accaduto. Negli infiniti silenzi dei corridoi ministeriali, all'ombra incerta del divenire, nei lunghi e noiosi pomeriggi di calma piatta, i canti placidi delle cicale mi hanno rivelato con estrema esattezza cosa voglio fare da grande: il diplomatico a 10.000 euro al mese.
Good luck, Repubblica.

nogh

10 anni, 3 mesi fa

ovviamente tale cifra non per mese lavorativo, ma complessiva ossia, se la dividiamo per mese 120 euro.

nogh

10 anni, 3 mesi fa

No Francystage, non eravamo e non siamos stati pagati. Il bando prevedeva la riscossione di un buono pasto dal valore di 7 euro per giornata lavorativa, buono che è stato erogato circa due mesi dopo la fine dello stage - e che quindi era diventato praticamente inutile - anche lì tra mille problemi poichè c'era una scarsa comunicazione tra il MEF e la RTS cui si è aggiunto, nel mio caso, il mancato ricevimento della documentazione necessaria. Ho dovuto provare di aver spedito il tutto e solo dopo c'è stato il placet romano. Posso dirti che la mia collega ha avuto accreditato 480 euro ed io 494 euro.

Francystage

10 anni, 3 mesi fa

ma eravate pagati?perchè essere pagati senza far nulla è il sogno di tanti...
Anche io pongo la stessa domanda di Stefaniabn: ma come si fa per fare uno stage a rai3 o alla rai in generale?Là si tace,perchè altrimenti si tocca un tasto dolente...vi dice qualcosa la parola "casta"?
In bocca al lupo a Nogh e spero che abbia trovato qualcosa di più interessante

nogh

10 anni, 3 mesi fa

buonasera a tutti, di seguito il racconto della mia esperienza di stage. buona lettura, ma soprattutto auguro a tutti migliori esperienze della mia.

Quando ho ricevuto la mail che mi annunciava di essere stato prescelto per uno stage nella RTS (Ragioneria Territoriale di Stato) a Lucca toccai il cielo con un dito. Era la mia prima esperienza di tirocinio formativo in un ente pubblico ed il solo fatto che fosse direttamente dipendente da un Ministero, il MEF, rappresentava per me un importante traguardo che ero riuscito a tagliare.
Con molte speranze e poco tempo per organizzare il viaggio, riempii un auto di valige e feci rotta verso Lucca. Mi ero laureato da poche settimane, ero letteralmente in estasi. Ma tra il paradiso e l’inferno il passo è breve, talvolta impercettibile. Fu così che, nel giro di pochi giorni tutti i castelli che avevo costruito crollarono miseramente.
Per la cronaca tutto è iniziato il 29 novembre e si è concluso il 29 marzo: quattro mesi che piuttosto avrei preferito trascorrere acquisendo qualche conoscenza reale, effettiva e soprattutto utile, magari in un contesto umanamente e professionalmente più appagante.
A questo, poi, si è aggiunta la situazione in ufficio. A causa della chiusura delle DTEF e dell’assorbimento di buona parte dei loro compiti da parte delle RTS siamo stati (io e la mia collega, compagna di avventura e di sostegno nei momenti di sconforto) letteralmente tre mesi a parcheggio. La mia giornata tipo era la seguente: 8.30 arrivo in ufficio, 8.45 mi sedevo alla scrivania, 8.50 inizio lettura di un romanzo, 10 pausa caffè (dopo tutte quelle pagine ci voleva), 10.15 --> 13.30 guardavo la finestra, talvolta le lancette dell’orologio. Insomma, un vero spasso. E soprattutto estremamente formativo.
Devo però sottolineare che qualcuno che ci ha insegnato qualcosa c’è stato. Almeno per le prime due settimane. Oltre al nostro tutor, Sandro Piccione, abbiamo incontrato anche due amministrativi, Stefano Pastori e Giuseppe del Chiaro, e la vice direttrice della struttura Eulalia Bragaglia – unica funzionaria ad averci preso a cuore – che ci hanno mostrato ed insegnato, compatibilmente alle loro funzioni in cosa consistesse la loro attività. Se siamo riusciti ad andare avanti è SOPRATTUTTO grazie a loro.
Già perché mi duole sottolineare che i restanti impiegati non ci hanno voluto, rifiutando la nostra presenza nonostante le continue e pressanti richieste del nostro supervisore, accampando scuse assurde e talvolta al limite del risibile. Ne consegue che le competenze apprese sono state minime.
Il quarto ed ultimo mese, poi, è stato la ciliegina sulla torta. La direttrice della RTS era responsabile anche della DTEF, così, dato che dal 2006 il loro archivio non era MAI stato sistemato, ha ben pensato di farci svolgere questo incarico. Noi, dal nostro canto, abbiamo deciso di accettare senza batter ciglio, era comunque un occasione per essere impegnati e dimostrare la nostra buona volontà di apprendere. Tuttavia, per svolgere quest’incarico doveva spostarci in un altro edificio, privi di copertura assicurativa. Il nostro tutor, giustamente, essendo lui responsabile, non voleva che ciò accadesse e noi rischiavamo di concludere quattro mesi di sofferenza anche con una valutazione negativa dato che la direttrice era convinta che tale ‘rallentamento dell’attività della DTEF’ fosse dipeso da noi. Dopo qualche giorno di ‘trattative’ riuscimmo a convincere la dirigente ed il nostro supervisore a spostare di volta in volta la lettere da sistemare nell’ufficio coperto da assicurazione.
Morale della favola ho vissuto le ultime settimane in quella città tra continui attacchi di panico con il respiro che mi mancava (ero arrivato al punto di massima sopportazione) e desiderio sempre più crescente di tornare a casa. Non mi era mai mancata così tanto.
E questo, nonostante il fiume di parole, è solo l’estrema sintesi della mia esperienza che, se potessi tornare indietro, cancellerei volentieri. Si è trattato di uno stage perfettamente inutile e spero che a nessun altro tocchi un destino simile al mio.

stefaniabn

10 anni, 4 mesi fa

ma per fare uno stage a rai 3 invece? come si fa?

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