6 mesi, 3 settimane fa di
treasured

Salve a tutti! Mi piacerebbe conoscere il parere di redazione e utenti sugli stage del MAE-CRUI. Questi stage, promossi dal Ministero degli affari esteri (MAE, appunto), si tengono in ambasciate, consolati, istituti di cultura italiani un po' in tutto il mondo. Proprio per queste caratteristiche sembrano essere molto ambiti, ma non è previsto alcun rimborso spese, nemmeno per i costi di viaggio. E ciò è assurdo, considerando che si offrondo posti anche in Australia! I più fortunati ricevono un minimo rimborso dalla propria università, ma il ministero non tira fuori assolutamente nulla. Chi partecipa a queste cose insomma deve essere completamente finanziato dalla famiglia e siamo alle solite:ormai in Italia un giovane che vuole fare delle esperienze di lavoro deve farsele pagare dai genitori (se ha dei genitori che possono farlo..altrimenti che fa?)...Un'istituzione prestigiosa come un ministero non dovrebbe dare un minimo di buon esempio? Inoltre: una mia amica ha svolto qualche anno fa uno di questi stage in Germania e svolgeva in tutto e per tutto mansioni di segreteria/amministrazione..niente di particolarmente formativo insomma!

6 mesi, 3 settimane fa di
Eleonora_Voltolina

Caro Treasured, abbiamo affrontato la questione degli stage Mae-Crui in questo articolo: «Stage all'estero, Mae-Crui ma non solo: attenzione all'assicurazione sanitaria» (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/mae-crui-quando-lo-stagista-va-in-giro-per-il-mondo-senza-assicurazione) raccogliendo anche le storie di ex tirocinanti: «Stage all'estero senza assicurazione sanitaria: le storie di chi ci è passato» (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/stage-allestero-senza-assicurazione-sanitaria-le-storie).

Il problema che tu poni è ben reale!! Certo però che, oltre alle università, anche il ministero degli esteri ha la sua responsabilità: potrebbe essere lui, in quanto ente ospitante, a erogare un minimo di rimborso spese.

Ultima cosa: ti va di proporre alla tua amica di raccontarci la sua storia? Potrebbe essere molto interessante per riprendere il dibattito su questo tema! Un saluto e a presto,

Eleonora

6 mesi, 2 settimane fa di
FreeSpirit

Ciao Treasured, io qualche anno fa ho fatto uno stage presso un Istituto Italiano di Cultura europea... le spese tutte a mio carico per i 4 mesi previsti, poi, vista la mole di lavoro, mi hanno chiesto di restare altri 2 mesi, pagandomi però l'affitto e una piccola gratifica che in qualche modo sono riusciti a far rientrare nel bilancio. Questi rimborsi non erano assolutamente dovuti in ogni caso, è stata più che altro una dimostrazione di gratitudine per il lavoro svolto! Hai ragione quando dici che in quanto enti statali dovrebbero dare il buon esempio, ma...non è così. Quel che resta è un'esperienza altamente formativa e interessante, anche se certo non aiuta a trovare un lavoro dopo la laurea.

Un abbraccio, FS

6 mesi, 2 settimane fa di
Eleonora_Voltolina

Caro Freespirit, una curiosità: a livello burocratico, sai com'erano riusciti a darti il contributo per l'affitto e la piccola gratifica? Perchè la scusa più frequentemente utilizzata da consolati&affini per giustificare il fatto che non danno una lira (pardon, un euro) ai loro stagisti è che non hanno burocraticamente modo di farlo, perchè non ci sono denari nel "capitolo di spesa" che comprende l'ospitalità ai tirocinanti.

6 mesi, 2 settimane fa di
FreeSpirit

Tutto quello che so è che questo "rimborso" (molto esiguo comunque, ti assicuro) è stato fatto rientrare in bilancio sotto un capitolo di spesa che aveva disponibilità di fondi (tipo le spese di rappresentanza)...perché è vero che non ci sono denari per l'ospitalità ai tirocinanti, del resto hanno finanziamenti a malapena sufficienti per rimanere attivi... e sono sicura, è stato fatto all'insaputa del consolato su precisa iniziativa del direttore dell'istituto, che non riteneva giusto che io restassi altri due mesi senza avere nulla che compensasse almeno in parte il lavoro svolto.

Rispondi

Devi effettuare il login per rispondere