Dal design al social network: Domenico Gravagno, startupper seriale

Di Riccardo Saporiti - 21 agosto 2012 In Approfondimenti

Domenico Gravagno ha 25 anni e si potrebbe definire uno startupper seriale: nel cv ha una laurea triennale in Scienze della comunicazione a Catania, un master in Marketing e comunicazione all'università Bocconi di MilanoStagisti, e soprattutto all'attivo tre start-up lanciate sul mercato.
La prima fu, nel 2008, Pane&Design, una ditta individuale che presto potrebbe trasformarsi in una società a responsabilità limitata. Si tratta di un'agenzia che realizza siti web, piattaforme per la gestione del commercio on-line, applicazioni per gli smartphone. «Il nome nasce da un modo di dire siciliano: quando a qualcuno piace molto qualcosa, per esempio il pallone, si dice che è cresciuto a pane e pallone. Ecco, io ho la passione per il design». E così è nato il nome di una realtà nata con il passaparola: «Capitava che realizzassi il sito per un'azienda e che poi gli utenti mi contattassero perché mi occupassi anche del loro. È un meccanismo che funziona ancora oggi». Da Catania Domenico ha traslocato a Milano all'inizio del 2010, quando ha iniziato il master: «Oggi siamo in un ufficio in coworking, in futuro vedremo».
I soldi per dare vita a questa start-up li ha messi da parte lavorando durante l'estate, sin dall'età di 15 anni: «Ho fatto per tre anni il traslocatore, poi il cameriere. Ma mi hanno impiegato anche in un negozio di mobili e in uno di climatizzatori». Oggi, anche grazie all'aiuto del padre che «lavorando come ufficiale giudiziario mi ha aiutato a capire i meccanismi della burocrazia», l'azienda ha quattro collaboratori a partita Iva. «Il punto di pareggio lo abbiamo superato già durante il primo anno di attività, poi siamo sempre stati in attivo. Stiamo parlando di 30mila euro l'anno».

Forte anche di questi risultati, nel 2009 ha fondato Vivi Ateneo, un magazine di informazione indipendente dedicato agli studenti dell'università di Catania. Creato insieme ad alcuni compagni di corso, dei quali oggi rimane solo il suo coetaneo Mirko Fazio, non è in realtà una vera e propria società. Non genera profitto, c'è solo un banner con i Google AdSense che generano 10 euro al mese, e nemmeno paga i collaboratori: «Si scrive in forma volontaria, nessuno ha mai visto la mancata retribuzione come un peso. La consideriamo come una palestra di giornalismo» per i sette studenti che ci scrivono. Almeno in questo caso, però, l'idea della start-up non è riuscita a decollare fino a trasformarsi inStagisti un'azienda strutturata.
Un percorso che invece Domenico si
augura per oppure.me, il social random network per studenti universitari che ha lanciato la scorsa primavera insieme al 24enne Vittorio Bava, compagno di università che lavorava a Dublino per Google e si è licenziato per essere parte del progetto, e due studenti di Ingegneria informatica dell'università di Parma, Flavio De Stefano e Daniele Sportillo, entrambi 21enni conosciuti su Internet mentre cercava collaboratori per Pane&Design.
Attivo dal 18 maggio, il sito offre agli utenti la possibilità di una chiacchierata virtuale, sia in forma testuale che in video, con altri utenti scelti casualmente. Un percors
o rischioso, visto che la più famosa delle chat roulette ha avuto seri problemi nella gestione dei contenuti e nell'assicurarsi che tutti gli utenti rispettassero le norme di comportamento. Domenico però è convinto di poter riuscire dove altri hanno fallito. «Abbiamo deciso che la registrazione al sito potrà essere effettuata solo utilizzando l'indirizzo email fornito dagli atenei ad ogni studente, in questo modo avremo delle garanzie rispetto al fatto che si tratta di persone che frequentano l'università». Certo, nulla vieta violazioni o comportamenti non corretti, ma «sembra davvero improbabile. Noi vogliamo essere uno strumento sociale che favorisca relazioni tra studenti che non si conoscono. Pensato soprattutto per le matricole, per chi cerca un compagno di studi o vuole creare un gruppo di lavoro». A questo scopo saranno inserite delle chiavi di ricerca che permettano di selezionare campi di interesse comuni, come il corso di studio o gli esami da sostenere. E ulteriore garanzia c'è l'assicurazione di un intervento «di fronte alle segnalazioni di eventuali abusi».
La scelta di consentire l'accesso ai soli studenti, oltre a offrire rassicurazioni rispetto all'utilizzo che verrà fatto di questo sito, rappresenta anche la possibile fonte di guadagno per oppure.me. L'idea, infatti, è quella di offrire un target pubblicitario ben definito alle aziende, ch
Stagistie potrebbero così acquistare spazi per promuovere un prodotto direttamente nei confronti delle persone a cui è destinato.  «Per il momento non abbiamo ancora costituito una società, anche perché non generando ricavi questa non è così indispensabile» spiega lo startupper: «Siamo per così dire alla finestra, in attesa di notizie rispetto alla srl semplificata». Un progetto che, come raccontato dalla Repubblica degli Stagisti, è fermo al palo per questioni di natura burocratica. Questo però non blocca l'attività di Domenico e dei suoi soci. «Le prime spese, qualche centinaio di euro, sono state legate all'acquisto del dominio e di un server condiviso», spiega, «quindi ne abbiamo investiti circa duemila in attività di promozione». Prima del lancio del sito in alcune università di Milano sono comparse ragazze che, indossando magliette con il logo di oppure.me, scattavano delle Polaroid ad uno studente per poi consegnarlo ad un altro. Offrendo così una dimostrazione pratica del funzionamento della chat roulette. «Contestualmente stiamo utilizzando anche canali sociali come Twitter e Facebook». Il tutto è stato finanziato con i risparmi dei quattro soci, anche se già ci sarebbero «diverse persone pronte ad investire sul progetto». Che al momento rimane però snello, senza una struttura definita e senza dipendenti. «Nei prossimi mesi, dopo aver costituito la società, vorremmo aprire una piccola sede e procedere con una assunzione». Tutto dipende, però, dai numeri che usciranno alla roulette.

Riccardo Saporiti
startupper@repubblicadeglistagisti.it


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