Serena Carbone: una proposta al consiglio regionale per valorizzare davvero noi superstagisti

Di Eleonora Voltolina - 13 gennaio 2009 In Storie di stage

Serena ha bruciato le tappe: laureata col massimo dei voti in Lettere a soli 22 anni, finita la scuola di specializzazione in Storia dell’arte a Bologna tre anni dopo, oggi ha 27 anni ma non è certo una “neolaureata”.
«Sono tornata due anni fa perché avevo avuto un contratto di un anno come catalogatore presso la Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici della Calabria. Guadagnavo circa 800 euro al mese. Non pensavo che sarei rimasta qui definitivamente, e invece… Per lavorare nel mio ambito al sud in teoria ci sarebbero molte occasioni: purtroppo sono misconosciute, e vengono talvolta gestite da persone poco competenti. Il patrimonio culturale qui è forte, noi potremmo davvero vivere di turismo e cultura: se questi elementi però venissero valorizzati e adattati all’oggi».
Al Programma Stages è arrivata per caso: «Un amico mi ha detto, pochi giorni prima che scadesse il bando, che esisteva questo progetto. All’inizio ho subito pensato che mi sarebbe servito per il concorso per entrare al ministero dei beni culturali; così ho fatto richiesta». E ha vinto – però ora c’è un problema. «Pare che nessun ente purtroppo abbia fatto richiesta per uno storico dell’arte, a parte Marina di Gioiosa Jonica dove c’è una pinacoteca. Però chiaramente per me sarebbe molto disagevole arrivare tutti i giorni fino a lì [la cittadina è distante oltre 100 km da Reggio Calabria, ndr], quindi credo che se mi destinassero a quell’ente non potrei accettare!».
Serena riflette poi sul futuro del Programma Stages: «È importante che sia chiaro che noi non dobbiamo dire grazie al consiglio regionale: ci siamo tutti laureati con 110, tra noi ci sono persone che hanno master e dottorati, andremo a dare un servizio alla regione, per dirla tutta: andremo a lavorare in questi enti. Abbiamo di fronte due anni, un periodo molto lungo: è importante che ognuno di noi venga messo in un ente dove possa davvero crescere professionalmente». E lancia una proposta: «Per non chiudere tutto il progetto allo scadere dei due anni, sarebbe bello che al termine degli stage il consiglio regionale bandisse un concorso per noi 500, e assumesse i migliori. In questo modo noi saremmo incentivati a lavorare meglio, daremmo il massimo in questi due anni, e alcuni potrebbero avere l’opportunità di ottenere un lavoro vero e proprio. Non dico tutti: magari i migliori cento. Così si valorizzerebbero davvero le risorse umane».

Eleonora Voltolina

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