Riforma dell'Ordine dei giornalisti: verso un ponte di due anni per salvare i pubblicisti

Di Ilaria Costantini - 07 marzo 2012 In Interviste

Una norma "salva pubblicisti", ovvero un periodo ponte di almeno due anni che consenta a quanti hanno già iniziato i 24 mesi di collaborazione retribuita con una testata di concludere il percorso per l'iscrizione all'albo dei giornalisti pubblicisti secondo le vecchie regole. È la soluzione prospettata alla Repubblica degli Stagisti dal presidente dell'Ordine nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino [nella foto] per tutelare il percorso attualmente avviato dagli aspiranti pubblicisti. Che dal prossimo 13 agosto, con l'entrata in vigore dell'obbligo dell'esame di Stato per tutte le professioni regolamentate, si vedrebbero altrimenti costretti a sostenere una prova d'esame analoga a quella prevista oggi per i professionisti. «Penso che sia una norma di generale civiltà non penalizzare quelli che hanno già avviato il percorso», rassicura Iacopino.  «Non mi riferisco a coloro che hanno già concluso e acquisito il titolo, per i quali varranno ovviamente le vecchie regole» precisa, «nè tantomeno a chi il 13 agosto avrà scritto due articoli. Ma a quanti a quella data avranno compiutamente avviato il percorso per diventare pubblicisti. In tutte le norme generali c'è un articolo che tutela alcune posizioni. Prendiamo il caso limite di una persona che finisce i due anni il 13 agosto: cosa facciamo, la cacciamo?». L'introduzione della norma non è ovviamente automatica e sarà oggetto di discussione nel tavolo tecnico istituito presso il ministero della Giustizia dove, nelle prossime settimane, si deciderà il futuro assetto della categoria, nel quadro della più generale riforma degli Ordini professionali imposta dal "decreto salva Italia", oggi legge 214 del 22 dicembre 2011.

Quanto potrebbe essere lungo questo periodo ponte presidente?
Credo almeno due anni dall'entrata in vigore della nuova normativa. Penso che non dovremmo avere difficoltà ad argomentare e a far recepire la norma, che è una norma di banale buon senso. Qui stiamo parlando della vita delle persone: c'è gente che fa il pubblicista perché non ha le opportunità per diventare professionista.
Con l'introduzione dell'esame di Stato c'è da aspettarsi una sensibile riduzione del numero dei pubblicisti?
L'esame imporrà certamente una riflessione da parte di chi avvia il percorso. Con la legge attuale, diciamo la verità, non è certo proibitivo diventare pubblicista. Detto questo, dobbiamo anche prevedere qualcosa che consenta ad esempio al professor Monti di continuare a fare il commentatore per il Corriere della Sera e, se lo desidera, di poter avere una qualificazione. La figura del pubblicista all'inizio era esattamente questa: il professore, il corrispondente dal grande paese o dal piccolo centro che, pur avendo un'altra attività, costituisce una fonte di notizie. Queste persone devono rimanere senza alcuna tutela? Io credo di no. Tra l'altro si incorrerebbe in un'altra norma di legge vigente che è l'esercizio abusivo della professione.
Ma i pubblicisti  di oggi hanno ben altro profilo. Sono anche frequenti casi in cui l'aspirante è costretto a pagare di tasca propria i contributi, falsificando la documentazione fiscale pur di dimostrare una collaborazione retribuita con una testata.
Quando pizzico casi simili faccio la denuncia alla Procura della Repubblica. Sono stato ascoltato dalla Procura di Isernia e da quella di Santa Maria Capua Vetere, attivata da quella di Catania e abbiamo mandato a tutte le Procure la segnalazione. C'è chi se n'è fregato e c'è chi invece chi si è attivato.
Rispetto all'esame per diventare professionisti, la maggioranza dei candidati che si presentano oggi all'esame di Stato proviene da praticantati d'ufficio. La riforma cercherà di ridurre il ricorso a questo strumento?
Non sono in grado di affermare che siano la maggior parte. In linea di massima i praticanti d'ufficio sono colleghi che vengono angariati e sfruttati da radio, tv e giornali medio piccoli, perché i grandi non lo fanno. Negare loro anche il diritto ad un riconoscimento mi pare onestamente ingiusto. Che ci voglia maggior rigore sì, ma questo per tutto, per i praticantati d'ufficio come per i praticantati freelance. Ci vuole lo stesso rigore  che ci ha portato a ridurre le scuole di giornalismo da 21 a 12.
Rispetto alle scuole, c'è appunto chi sostiene che siano un modo per "comprare il praticantato".
All'inizio anch'io ero contrario alle scuole. Poi mi sono convinto che in mancanza dell'opportunità di fare il praticantato tradizionale, le scuole costituiscano spesso l'unica opportunità per chi vuole intraprendere questa strada. L'idea era sana, purtroppo in molti casi è stata vanificata da costi insopportabili e talvolta sporcata dal comportamento di alcuni accademici. Comunque la mia firma sotto un provvedimento di apertura di una nuova scuola non c'è. C'è semmai sotto provvedimenti di chiusura. L'ultima scuola che non è partita, perché non l'abbiamo autorizzata è Bologna - che adesso è sospesa.
Le scuole convenzionate con l'Ordine rendono disponibili le loro percentuali di placement?
L'unica scuola che lo fa stabilmente è lo Iulm, qualche dato è disponibile anche per la Luiss. I numeri sono sconfortanti, anche se bisogna chiarire a che cosa ci riferiamo: se parliamo di giornalisti assunti a tempo indeterminato siamo al di sotto il 10 per cento; se invece parliamo di persone che hanno un contratto dopo l'altro siamo sicuramente al di sopra. Ma non è comunque quello che volevamo. Non ambivamo al 100%, ma neppure al 20-25% attuale.
A molti non resta che lavorare come collaboratori freelance, con remunerazioni spesso al di sotto della soglia di povertà. La legge sull'equo compenso migliorerà la situazione?
Secondo me sì, perché gli editori rischiano i soldi del finanziamento pubblico, che sono tanti. Purtroppo con l'avvicendamento alla presidenza della Fieg abbiamo improvvisamente avuto delle difficoltà. Diciamo che gli editori stanno facendo lobbying.
Lei ha più volte invitato i collaboratori a denunciare le situazioni di sfruttamento. Ma che cosa può fare concretamente l'Ordine contro gli abusi degli editori?
Contro l'editore nulla, ma contro il direttore ci può essere la sospensione dall'attività professionale. La prima volta di due mesi, la seconda di sei. Non solo nei confronti del direttore, ma anche del caporedattore e del caposervizio. Dinanzi a queste situazioni io mi chiedo comunque: che cosa fanno i comitati di redazione?. Perché se un membro del cdr, che ha una tutela di legge oltre che contrattuale, denuncia che l'editore paga 2 euro a pezzo lordi i colleghi, il caporedattore e il caposervizio non potranno più far finta di non sapere. Non vuole essere uno scaricabarile, ma la Federazione nazionale della stampa non ha voluto sottoscrivere la Carta di Firenze dopo averla costruita perché ha  realizzato che chiamava pesantemente in causa la responsabilità dei cdr. Poi non ci si può stupire se il sindacato non è tanto popolare.
Tornando all'imminente riforma dell'Ordine, è già stata fissata una data per l'avvio del tavolo tecnico con il ministero della Giustizia?
Non ancora. C'è però una determinazione del ministero a fare dei  singoli dpr [decreti del Presidente della Repubblica, ndr], e non un provvedimento omnibus che inevitabilmente avrebbe finito per scontentare tutti gli ordini. Il 29 febbraio abbiamo avuto un secondo incontro con il ministro Severino durante il quale sono intervenuto per segnalare la specificità della nostra struttura ordinistica e la necessità di procedere non più per incontri collegiali ma per tavoli tecnici separati, o comunque con ordini accorpati. Mi è stato risposto che il ministero conosce bene l'aspetto che riguarda i pubblicisti e che questo problema sarà affrontato in un tavolo tecnico dedicato. Si tratta di un grande risultato. L'obiettivo a cui noi punteremo in sede tecnica è di cogliere l'opportunità che ci viene del 13 agosto per concordare una riforma generale dell'ordine, le cui linee guida sono state approvate dal Consiglio nazionale lo scorso 19 gennaio. Da lì pertiremo per una discussione aperta non solo al contributo dei tecnici del ministero, ma di tutti. Mi rendo conto che qualcuno vede nell'obbligo dell'esame di Stato per i pubblicisti un appesantimento. Ma io invito a dare un'altra lettura: a riflettere cioè sul fatto che le professioni che prevedono un esame di Stato obbligatorio hanno anche maggiori tutele.

Intervista di Ilaria Costantini


Per saperne di più su questo argomento leggi anche:
-
Approvate le linee guida per la riforma dell'Ordine dei giornalisti: fino al 13 agosto si continua a diventare pubblicisti senza esame (e senza intoppi)
- Che fine faranno i pubblicisti? Ordine dei giornalisti in subbuglio per la riforma delle professioni
- Giornalisti precari alla riscossa: a Firenze due giorni di dibattito per approvare una Carta deontologica che protegga dallo sfruttamento
- Lo scandalo dei giornalisti pagati cinquanta centesimi a pezzo. Il presidente degli editori a Firenze: «La Fieg non dà sanzioni. E poi, cos’è un pezzo?»
-
Giornalisti precari, il problema non è il posto fisso ma le retribuzioni sotto la soglia della dignità

E anche:

- Enzo Carra: «Dal 2013 equo compenso per i giornalisti freelance»
- Alle nuove norme sui praticanti manca l'equo compenso, lo dice anche la commissione giustizia del Senato

- Disposti a tutto pur di diventare giornalisti pubblicisti: anche a fingere di essere pagati. Ma gli Ordini non vigilano?
- Il Fortino, una riflessione di Roberto Bonzio sui giornalisti di domani: «Oggi chi è dentro le redazioni è tutelato, ma fuori ci sono troppi sottopagati»

© Riproduzione riservata

Piano giovani in Sicilia, colpo di scena: salve le selezioni di luglio e ...

Piano giovani in Sicilia, colpo di scena: salve le selezioni di luglio e agosto

Domani, mercoledì 1 ottobre, era la data-limite che centinaia di giovani siciliani si erano posti per avviare una causa per danni alla Regione Sicilia. Motivo del contendere, i tirocini da 500 euro al mese del Piano Giovani, iniziativa a favore ...

Servizio civile, saranno 23mila le opportunità per il 2015: imminente l'uscita del nuovo ...

Servizio civile, saranno 23mila le opportunità per il 2015: imminente l\u0027uscita del nuovo bando

C'è grande attesa per i nuovi bandi del Servizio civile nazionale. L'uscita è prevista a giorni: «entro i primi di ottobre» assicura alla Repubblica degli Stagisti Enrico Maria Borrelli, presidente del Forum nazionale servizio civile. Che sul contenuto dei nuovi ...

Dall'idea all'impresa: tre bandi per chi vuole fare start-up

Dall\u0027idea all\u0027impresa: tre bandi per chi vuole fare start\u002Dup

Andare alla ricerca di startupper o di aspiranti tali, aiutarli a validare la loro idea prima di metterla sul mercato, fornire servizi e consulenze che permettano loro di far crescere l'azienda. Temi comuni a tre bandi che dall'Emilia Romagna alla ...

Leggi su Articolo36.it

Piazza dei Mestieri, così a Torino da dieci anni i giovanissimi imparano a ...

Piazza dei Mestieri, così a Torino da dieci anni i giovanissimi imparano a lavorare

C'è chi impara a cucinare, lavorare il cioccolato e servire ai tavoli. Altri studiano i segreti della birra artigianale e riescono a produrne di buonissima. Grafici e tipografi seguono svariati progetti editoriali, dal biglietto da visita alle brochure, fino alla ...

Premi di laurea, autunno di opportunità: in palio complessivamente più di 30mila euro

Premi di laurea, autunno di opportunità: in palio complessivamente più di 30mila euro

L’arrivo della stagione autunnale propone una serie di possibilità per chi vuole ottenere un riconoscimento in denaro per il proprio lavoro di tesi. Partiamo dalle scadenze più imminenti. Il 30 settembre 2014 è l’ultimo giorno utile per fare domanda per il ...

«Freelance vessati dal fisco ed esclusi dai provvedimenti di Renzi», l'attacco di Acta

«Freelance vessati dal fisco ed esclusi dai provvedimenti di Renzi», l\u0027attacco di Acta

Si parla moltissimo in questi giorni di lavoro: di riforme, di lotta al precariato, e sopratutto di eliminazione dell'articolo 18. Ma c'è una categoria che l'articolo 18 non l'ha mai visto, così come tutte le tutele e le garanzie dei ...

Leggi su Articolo36.it

La ristrutturazione a km zero: una start-up rilancia l'edilizia rendendola sostenibile

La ristrutturazione a km zero: una start\u002Dup rilancia l\u0027edilizia rendendola sostenibile

Dopo dieci anni trascorsi in Portogallo è tornata in Italia con l'obiettivo di rilanciare l'edilizia. Per realizzarlo ha creato Rkm0, una piattaforma che fa incontrare chi ha una casa da ristrutturare con progettisti e imprese. L'unico vincolo è quello di ...

Leggi su Articolo36.it

Alliance for Youth: al patto per l'occupazione giovanile promosso da Nestlé aderiscono 12 ...

Alliance for Youth: al patto per l\u0027occupazione giovanile promosso da Nestlé aderiscono 12 aziende

Un grande progetto, quello lanciato nei giorni scorsi da Nestlé: l'accordo 'Alliance for YOUth', un'alleanza europea che la multinazionale stringerà con i fornitori europei e con altre case italiane per creare occupazione a favore dei giovani. Scopo del patto transnazionale è attivare fino ...

Garanzia Giovani, il ministero ammette: «Nessun controllo sulla qualità degli annunci». Infatti si ...

Garanzia Giovani, il ministero ammette: «Nessun controllo sulla qualità degli annunci». Infatti si trova di tutto

«Guardate cosa propone nell’ambito del programma Garanzia giovani, Synergie Italia Agenzia per il lavoro: 14 operatori di ristorazione per catena multinazionale di fast food, formazione per 30/35 ore settimanali a 3 euro all’ora ….  Tutto ciò è scandaloso» scrive una ...

Maternità, la guerra delle italiane precarie e squattrinate: ma i padri combattono o ...

Maternità, la guerra delle italiane precarie e squattrinate: ma i padri combattono o disertano?

Fare figli in Italia? Una battaglia quotidiana: prima, durante e dopo. Per questo il nuovo libro della giornalista Elisabetta Ambrosi - già autrice cinque anni fa, a quattro mani con Alessandro Rosina, del profetico "Non è un paese per giovani" ...

Leggi su Articolo36.it

Stage al Comitato europeo economico e sociale: 1000 euro di rimborso, candidature fino ...

Stage al Comitato europeo economico e sociale: 1000 euro di rimborso, candidature fino a fine settembre

Archiviate le vacanze estive, si riapre – per chi è in cerca di opportunità internazionali – la caccia agli stage europei. Una delle offerte migliori di questo periodo arriva dal Comitato economico e sociale europeo, organo brussellese che ha lo scopo ...

Dote Unica Lavoro e Garanzia Giovani, come la Lombardia aiuta chi cerca un ...

Dote Unica Lavoro e Garanzia Giovani, come la Lombardia aiuta chi cerca un impiego

DUL o GG. I giovani che cercano lavoro in Lombardia possono affidarsi a queste due sigle. DUL è l’acronimo con cui si identifica il  programma regionale a sostegno dell’occupazione, la “Dote Unica Lavoro”. A questo, da maggio 2014, si è ...

Garanzia giovani, gli imprenditori: «Deve ripartire il mercato». E da Roma non arrivano ...

Garanzia giovani, gli imprenditori: «Deve ripartire il mercato». E da Roma non arrivano i soldi

Era stata pensata, quando ancora era in carica il governo Letta, come il piano per far ripartire l’occupazione in Italia, e pubblicizzata sui vari canali televisivi e dai grandi quotidiani per attirare l’attenzione dei giovani disoccupati e farli approfittare di ...

L'epoca dei pizzaioli: Italia o estero, il lavoro non manca

L\u0027epoca dei pizzaioli: Italia o estero, il lavoro non manca

Si lavora in tutte le stagioni, nei giorni di festa, con un caldo a tratti insopportabile, senza sosta, fino a tarda notte. È il mestiere del pizzaiolo, tanto faticoso quanto ricercato, soprattutto da quei giovani pronti a fare sacrifici per ...

Leggi su Articolo36.it

Non è vero che gli stage gratuiti sono stati aboliti

Non è vero che gli stage gratuiti sono stati aboliti

Una lettrice della Repubblica degli Stagisti scrive alla redazione per chiedere se è legale che nello stage che sta svolgendo all'interno di un master non sia previsto nemmeno un euro di rimborso spese. Purtroppo la risposta è sì: perché gli ...

Open