Luca De Vito: «Alla scuola di giornalismo un praticantato stimolante, ma niente certezze per il futuro»

Di Eleonora Della Ratta - 11 gennaio 2010 In Storie di stage

Ho iniziato la mia esperienza di praticantato presso l'università Iulm di Milano nell´autunno del 2007. Dopo aver effettuato tre differenti prove di selezione (Ifg, Cattolica e Iulm) sono partito da Livorno, dove vivevo, per trasferirmi a Milano e iscrivermi a questo master, l´unico dove ho superato il test  d'ingresso. L´esperienza di praticantato è stata tutto sommato buona anche se, avendo già avuto esperienze di lavoro come collaboratore nella redazione pisana del Tirreno, molti aspetti della didattica per me non erano una novità.
I momenti più intensi di questa esperienza sono stati senza dubbio i cinque mesi di stage (tre nel 2008 e due nel 2009) presso la redazione milanese del quotidiano Repubblica. Qua, mi sono trovato di fronte ad un ambiente accogliente, stimolante e pieno di persone disponibili. Ho avuto modo di mettere alla prova le mie capacità e di confrontarmi con ambienti e realtà cui non avevo mai avuto accesso. In quei mesi ho imparato moltissimo e di questo sarò sempre grato alle persone che mi hanno seguito. Sin dal primo giorno sono stato nella redazione della cronaca di Milano, seguendo soprattutto la "bianca", cioè gli eventi istituzionali, ma soprattutto ho potuto raccontare i fatti della città vissuta per strada, tra la gente.  Ho lavorato con entusiasmo portando in redazione l'esperienza del master e, quando possibile, affiancando ai pezzi "cartacei" anche i contributi video per l'online. Certo, dal punto di vista lavorativo non ho ricevuto nessuna sicurezza: tuttavia bisogna dire che anche sotto questo aspetto le persone con cui ho avuto a che fare sono state molto oneste e chiare fin da subito. Io stesso sono sempre stato consapevole di ciò che facevo.
Tornando all´esperienza di praticantato allo Iulm, ci sono almeno altre tre cose da sottolineare: una positiva e due negative. Quella positiva riguarda l'attenzione per gli aspetti multimediali della professione: l'università e il master forniscono mezzi e strutture (fra cui quelle Mediaset) che garantiscono una didattica efficiente su questo versante. Quelle negative invece riguardano il costo molto elevato (si parla di 19 mila euro in due anni) e la promessa di un "100 per cento placement" che purtroppo, a conti fatti, si rivela soltanto una chimera. Adesso sono diventato giornalista professionista, collaboro per l'edizione milanese di Repubblica e sono in cerca di lavori "aggiuntivi" che possano consentirmi di integrare ciò che sto facendo. La strada da fare è lunga, so che ci vorrà tempo, ma le energie non mi mancano. E poi sono sempre stato un tipo ottimista.

testo raccolto da Eleonora Della Ratta


Per saperne di più su questo argomento leggi anche:
- Crisi dell'editoria: per i neogiornalisti il futuro è incerto - Pianeta praticanti: inchiesta della Repubblica degli Stagisti / quarta puntata
- Giornalisti praticanti, intervista a Roberto Natale della Fnsi: «L'accesso alla professione va riformato al più presto»
- Il Fortino, una riflessione di Roberto Bonzio sui giornalisti di domani: «Oggi chi è dentro le redazioni è tutelato, ma fuori ci sono troppi sottopagati»

E altre storie di praticantato vissuto:
- Praticantato d'ufficio, il calvario di A., giornalista free lance, per diventare professionista
- Praticantato in redazione: l'esperienza di Caterina Allegro in un service editoriale

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