Il lavoro si trova sulla mappa, ultima innovazione del matching tra domanda e offerta

Valerio Mammone

Valerio Mammone

Scritto il 08 Mag 2014 in Articolo 36

centri per l'impiego

Marco è un autotrasportatore disoccupato e vive a Limbiate, un piccolo comune alle porte di Monza. A pochi chilometri da casa sua, a Milano, ci sono tre aziende di trasporti che negli ultimi anni hanno assunto personale in modo costante e a cui potrebbe interessare un profilo come il suo. Insomma, non resta che farli incontrare ma le cose non sono così semplici. Pur avendo a disposizione dati e informazioni molto dettagliati, infatti, i centri per l’impiego non hanno strumenti per intersecarli e indirizzare i propri utenti dove hanno più probabilità di trovare lavoro.  Francesco Giubileo, sociologo ed esperto di valutazione dei servizi pubblici per l'impiego, ha ideato un sistema, basato su delle "mappe di densità", che potrebbe aiutare i centri per l'impiego a offrire un sevizio più mirato ed efficiente (qui il progetto completo).

Le mappe sono costruite per rispondere a due domande: quali aziende hanno assunto personale in un certo anno (in questo caso il 2012)? E quante persone, nello stesso anno, si sono rivolte ai centri per l’impiego per trovare un’occupazione? Il territorio di riferimento è la provincia di Monza e Brianza, che è stata la prima amministrazione pubblica a far partire la sperimentazione. La prima mappa è stata realizzata con i dati messi a disposizione dal Ministero del Lavoro, al quale dal 2007 – per legge – le aziende devono inviare tutte le comunicazioni sui rapporti di lavoro (nuove assunzioni, proroghe dei contratti, cessazioni...). La seconda si basa invece sui dati delle persone che, rivolgendosi ai centri per l’impiego per trovare un’occupazione, si dichiarano “disponibili al lavoro”.

In entrambi i casi le informazioni sono molto dettagliate: «Attraverso questa tecnica è possibile conoscere il nome, il quartiere, la via e il numero civico delle aziende che assumono, così come il nome, il cognome, l’età e il percorso professionale delle persone in cerca di lavoro», spiega ad Articolo 36 Francesco Giubileo: «Nel caso delle aziende poi riusciamo ad attribuire un rating, una sorta di patente di affidabilità, in base al numero di assunzioni. Difficilmente tra le aziende “affidabili”, per esempio, gli utenti troveranno un centro commerciale, che spesso assume molto personale soltanto all’inizio della sua attività e poi basta».

L'incrocio di queste due mappe potrebbe rivoluzionare le politiche del lavoro
: un centro per l’impiego, per esempio, potrebbe sfruttare la prima mappa per mettere in contatto i propri utenti (lavoratori disoccupati o studenti appena diplomati) con le aziende che cercano personale; le aziende potrebbero avviare attività di scouting in modo più mirato, filtrando i lavoratori per età, luogo di residenza, mansioni svolte nelle occupazioni precedenti, ecc. Per un’amministrazione pubblica, poi, sapere quali sono i territori più colpiti dalla disoccupazione o dove le aziende faticano ad assumere può essere di aiuto per attuare politiche per l’occupazione in modo più oculato, diminuendo sprechi e inefficienze. «Ad esempio nel comune di Limbiate, si segnalano alcuni quartieri dove il livello di concentrazione dei disoccupati è rilevante rispetto alla popolazione residente», aggiunge Giubileo, «e rappresentano dunque un possibile indicatore di “criticità” del territorio». 


Le mappe di densità hanno diversi vantaggi. Sono praticamente a costo zero
: «Si tratterebbe soltanto di aumentare il capitale umano di alcune figure già presenti nei servizi informativi del ministero del lavoro, per dare loro le competenze necessarie per realizzare le mappe di densità», dice Giubileo. E poi sono replicabili sul territorio, a più livelli: comunale, provinciale, regionale, nazionale e comunitario. Il comune di Arcore, che fa parte della provincia di Monza e Brianza, ha deciso per esempio di usare le mappe all’interno dei propri confini; e c’è già una lunga lista di amministrazioni pubbliche a cui è stato proposto il progetto e che in futuro potrebbero adottare il sistema ideato da Giubileo: le province di Lucca, Pisa, Salerno e Torino, le amministrazioni regionali di Lombardia e Toscana.

Naturalmente in questo sistema non mancano alcune criticità. I dati su cui vengono costruite le mappe sono riferiti agli anni precedenti quello della ricerca
. Se Marco oggi si rivolgesse a un centro per l’impiego che usa questo sistema, l’operatore sarebbe in grado di selezionare e contattare le aziende che hanno assunto personale nel 2013 e negli anni precedenti, ma non quelle che stanno assumendo in quel momento.

Secondo Giubileo, comunque, si tratta di un falso problema: «I nostri test hanno dimostrato che
è possibile fare delle previsioni accurate in base ai dati riferiti agli anni precedenti. È molto probabile, quindi, che un’azienda che ha assunto per tre, quattro anni consecutivi continui a cercare personale anche in quello in corso.  In ogni caso, grazie al confronto con Luigi Olivieri, dirigente dei Servizi alla persona di Verona e collaboratore de LaVoce.info, è stato possibile sottoporre al governo una proposta per superare questo problema: invitare le aziende a inserire le offerte di lavoro sul portale del ministero del lavoro, con almeno 48 ore di anticipo rispetto all’inizio delle selezioni. In questo modo potremmo indicare con certezza chi cerca personale e chi no».

Il fatto che – per il momento – i dati siano riferiti agli anni passati crea però anche un altro  problema: non si tiene conto
dell’apertura di start up e dell’eventuale fallimento delle aziende. Anche in questo caso, spiega Giubileo, si tratta certamente di un’informazione persa dal sistema, ma senza troppe conseguenze: «Nel caso delle start up, in genere, si tratta di aziende che hanno pochi “dipendenti”. Noi cerchiamo sempre di considerare aziende che hanno una media di almeno 10, 15 dipendenti. Per quanto riguarda i fallimenti, certo, non possiamo prevederlo. Si può intuire qual è la tendenza osservando il suo andamento nel corso del tempo. Io stimo in ogni caso che abbiamo un margine di errore del 5, 6%. Quello che ho imparato è che le mappe sono relativamente stabili: i grandi protagonisti di un anno sono gli stessi dell’anno successivo».

L’occasione per applicare il sistema su larga scala sarebbe potuta essere quella del programma “Garanzia giovani”,  promosso dall'Unione europea per favorire l'inserimento nel mercato del lavoro dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni, che ha preso ufficialmente avvio la settimana scorsa
. Il piano italiano in estrema sintesi prevede tre step: bisogna registrarsi al programma attraverso il sito www.garanziaperigiovani.it, il portale Cliclavoro o i servizi per l'impiego regionali; si accede poi a un colloquio, in cui viene definito un progetto individuale di formazione e lavoro; infine, per i giovani che hanno i requisiti, è previsto un'offerta di lavoro, di apprendistato, o di tirocinio, o di un corso di formazione. L’uso delle mappe di Giubileo avrebbe potuto molto probabilmente aiutare i centri per l’impiego a migliorare la qualità del matching fra giovani e aziende. Peccato che questa occasione di sperimentazione sia andata perduta.

La foto del centro per l'impiego è di Zic photo in modalità Creative Commons

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