Intervista al ministro Giorgia Meloni: «Più controlli per punire chi fa un uso distorto dello stage. Ma i giovani devono fare la loro parte e denunciare le irregolarità»

Di Ilaria Costantini - 03 novembre 2010 In Stagisti TV

La Repubblica degli stagisti incontra il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che si dice «disponibile ad aprire una discussione e a tenere alta l'attenzione del governo sul tema stage». Necessità di una normativa più stringente, sanzioni più efficaci contro le aziende inadempienti, rafforzamento del contratto di apprendistato, le questioni sollevate dal ministro - che chiude però alla possibilità di garantire un rimborso spese minimo stabilito per legge agli stagisti. Rivolgendo loro un invito preciso: «Denunciate al giudice del lavoro gli stage che nascondono forme di lavoro subordinato».

«Grazie alla Repubblica degli stagisti per il lavoro straordinario che fate» è il (gradito) riconoscimento della 33enne titolare del ministero della Gioventù al sito e ad alcune delle proposte lanciate dalla Repubblica degli stagisti. Prima fra tutte la possibilità che gli stage svolti all'interno di un ente pubblico valgano qualche punto in sede di concorso: «Un'idea interessante» l'ha definita il ministro «su cui si può ragionare». Non una norma omnibus ovviamente - come specificato del resto nella proposta della Repubblica degli Stagisti - ma finalizzata al riconoscimento dell'esperienza maturata all'interno della struttura dove si è svolto il tirocinio.
E il ministro Meloni non risparmia critiche a chi usa impropriamente gli stage: «Quando leggo che si può fare un tirocinio anche per fare il benzinaio, mi chiedo se questo serva a formare la gente o piuttosto a tenerla all'interno di un'impresa senza doverla pagare». Appunto. «C’è un problema di normativa e un problema di controlli» aggiunge il ministro: «Noi dobbiamo lavorare tantissimo sui controlli per punire chi fa un uso distorto di questo strumento».
Anche per quanto riguarda gli stagisti attempati, per non dire "anzianotti", il ministro Meloni si dice preoccupata: «Occorrono garanzie rispetto all’utilizzo degli  stage e paletti molto più restrittivi sul tipo di lavoro e l'ambito in cui può essere utilizzato lo stage. Ancorandolo al periodo di istruzione  e anche al dato anagrafico».

Ilaria Costantini


Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:

- La proposta della Repubblica degli stagisti al ministro Sacconi: imporre a chi sfrutta gli stagisti un contratto di apprendistato
- Cento firme per la proposta della Repubblica degli stagisti che gli stage negli enti pubblici valgano punti in sede di concorso
- Istat, pubblicato il nuovo rapporto sull'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: situazione preoccupante soprattutto al sud

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